Choir and transepts of St Ive Parish Church in St Ive, Cornwall. The church was constructed c. 1338 and was modernized in the 19th century. The church is probably dedicated to St Ive (also called St Ivo), a supposedly Persian bishop whose body was found in St Ives, Huntingdonshire. See Nicholas Orme: The Saints of Cornwall, Oxford University Press, ISBN 0-19-820765-4, p. 148–149. Original description by Phil Williams: A view looking west to the church at St.Ive Church End.
La
chiesa dedicata a Sant'Ivo in Cornovaglia.
Persia,
VI sec. – Sleve (Inghilterra), VII secolo
Il nome
Ivo è molto diffuso in Europa, prendendo secondo i luoghi delle varianti, così
in Italia è Ivo o Ivone, in Spagna Ivo o Ivano, Yves in Inghilterra e Francia.
Proviene quasi certamente dal celtico ‘ivos’ che vuol dire ‘legno di tasso’; il
tasso, infatti, per i Celti era un’albero sacro, con cui venivano fabbricate
sia le armi sia le abitazioni.
Ebbe un particolare sviluppo in Francia, soprattutto in Bretagna, nell’VIII
secolo, diffondendosi poi in tutta Europa. Con questo nome, oltre al santo che
menzioniamo in questa scheda, abbiamo due celebri santi, ambedue francesi, che
furono vanto e onore del loro tempo: s. Yves vescovo di Chartres (1040-1116),
che si celebra il 23 dicembre e s. Yves Hélory de Kermartin (1235-1303),
sacerdote e avvocato, che si celebra il 19 maggio.
S. Ivo, denominato vescovo in Inghilterra, era nato nel secolo VI, originario
della Persia, appartenne ad una nobile famiglia e divenuto vescovo, si dedicò
ad una predicazione itinerante, sul modello di s. Paolo apostolo, prima
nell’Asia Minore e nell’Illiria (regione storica della Penisola Balcanica fra
l’Istria ed i Monti Certuni, divenuta nel 228 provincia romana).
Poi nel suo viaggiare, passò per Roma e da lì giunse in Francia dove ebbe un
grande successo, onorato dal re, dai nobili e dal popolo; forse da lui il nome
Ivo cominciò ad affermarsi maggiormente in Francia.
Ma il vescovo volendo rifiutare tutti gli onori che gli venivano tributati per
la sua evidente santità, passò con tre compagni in Inghilterra, dove lavorò
fruttuosamente per parecchi anni nella Mercia (uno dei sette regni,
“eptarchia”, fondati dagli anglosassoni nella seconda metà del V secolo), fissando
infine la sua residenza nella città di Sleve (St-Yves) a tre miglia da
Huntendun, dove dopo svariati anni di apostolato fra quelle popolazioni, morì
agli inizi del VII secolo.
Le sue reliquie furono prodigiosamente scoperte nel 1001 e trasferite nell’abbazia
benedettina di Ramsey (Huntingdonshire); la sua ‘Vita’ da cui sono scaturite le
biografie successive, fu scritta dal monaco Goscelino di Westminster nel 1091
per incarico dell’abate Ereberto.
La sua celebrazione è al 24 aprile e al 10 giugno.
Autore: Antonio
Borrelli