jeudi 28 avril 2016

Sainte VALÉRIE de MILAN, martyre

Mosaïque de la basilique Saint-Apollinaire Le Neuf de Ravenne (Italie), VIe siècle

Sainte Valérie de Milan

Martyre ( 171)

et son mari saint Vital de Ravenne (culte supprimé en 1969), martyrs à Ravenne, parents supposés des saints Gervais et Protais.

Dénoncé comme chrétien, Vital fut jeté au fond d'un puits et étouffé sous un tas de pierres et de sable.
A quelque temps de là, Valérie fut battue et torturée au point qu'elle succomba à ses blessures deux jours plus tard.




En Italie, on se souvient en ce jour de sainte Valérie. Rappelons pour celles qui portent ce beau nom, toujours en vogue, qu'elle était l'épouse de saint Vital martyr à Ravenne au 2ème siècle. Valérie rejoindra Milan où, comme lui, elle subit le martyre pour la foi au Christ.

En France, un culte relie une autre sainte Valérie, martyre, à celui de saint Martial évêque de Limoges au 3ème siècle. Vers l'an 1000, les moines de saint Martial envoyèrent les reliques des deux saints en leur prieuré de Chambon dans la Creuse. 

Valère et Valérie, en latin, sens de : brave, vaillant, valeureux.

Rédacteur: Frère Bernard Pineau, OP

Reliques de Sainte Valérie,  Saint Joseph Co-Cathedral, Thibodaux, Louisiana

Valeria of Milan M (RM)

1st century? Allegedly, Valeria was the mother of SS. Gervase and Protase and wife of Saint Vitalis. She is said to have been martyred in Milan; however, she appears to be a fictitious character. The casket which once contained her supposed relics is in the British Museum (Attwater2, Benedictines, Farmer). In art, Saint Valeria is depicted with her sons, Gervasius and Protasius, and her husband Saint Vitalis of Milan. She may be shown being beaten with clubs for refusing to sacrifice to pagan gods. She is venerated in Milan (Roeder). 

SOURCE : http://www.saintpatrickdc.org/ss/0428.shtml


Saint Valeria of Milan

Also known as
  • Valerie of Milan
Profile

Wife of Saint Vitalis of Milan. Mother of Saint Gervase and Saint Protase. Martyred for given decent burial for Christian martyrs, and then refusing to sacrifice to pagan gods. Some modern writers contend that she may have been a character in a work of fiction mistaken for history.



Santa Valeria


Martirologio Romano: A Ravenna, commemorazione di san Vitale: in questo giorno, come si tramanda, sotto il suo nome fu dedicata a Dio la celebre basilica in quella città. Egli insieme ai santi martiri Valeria, Gervasio, Protasio e Ursicino è da tempo immemorabile venerato per l’impavida fede tenacemente difesa.

Santi VITALE, VALERIA e URSICINO 


Vitale e Valeria, genitori dei santi Gervasio e Protasio, anch’essi martiri, sono celebrati insieme il 28 aprile. In particolare s. Vitale ha avuto, una raffigurazione nell’arte molto vasta, a lui sono dedicate la basilica di S. Vitale in Ravenna, con i suoi magnifici mosaici, la chiesa omonima a Venezia, dove è raffigurato vestito da soldato a cavallo che solleva uno stendardo, con lancia, spada e mazza, strumento del martirio della sua sposa Valeria. Ancora a lui è dedicata la chiesa di S. Vitale a Roma, con gli affreschi narranti il suo martirio. 

Le prime notizie che si hanno di Vitale e Valeria provengono da un opuscolo scritto da Filippo, che si nomina ‘servus Christi’ e a cui sono intitolati i più antichi nuclei di vita cristiana a Milano, come l’hortus Philippi e la domus Philippi; detto opuscolo fu rinvenuto accanto al capo dei corpi dei martiri Gervasio e Protasio, ritrovati da s. Ambrogio nel 396. 

L’opuscolo oltre a narrare il martirio dei due fratelli, descrive anche quello dei due genitori Vitale e Valeria e del medico ligure, forse operante a Ravenna Ursicino, vissuti e morti nel III secolo; Vitale è un ufficiale che ha accompagnato il giudice Paolino da Milano a Ravenna. 

Scoppiata la persecuzione contro i cristiani, accompagna, incoraggiandolo Ursicino condannato a morte, il quale durante il tragitto verso il luogo dell’esecuzione, era rimasto turbato dall’orrore di trovarsi davanti alla morte violenta. Ursicino viene decapitato e decorosamente sepolto dallo stesso Vitale, dentro la città di Ravenna. 

Lo stesso Vitale viene arrestato e dopo aver subito varie torture per farlo apostatare dal cristianesimo, il giudice Paolino ordina che venga gettato in una fossa profonda e ricoperto di sassi e terra; così anch’egli diventa un martire di Ravenna e il suo sepolcro nei pressi della città, diviene fonte di grazie. 

La moglie Valeria avrebbe voluto riprendersi il corpo del marito, ma i cristiani di Ravenna glielo impediscono, allora cerca di ritornare a Milano, ma durante il viaggio incontra una banda di villani idolatri, che la invitano a sacrificare con loro al dio Silvano; essa rifiuta e per questo viene percossa così violentemente, che portata a Milano, muore tre giorni dopo. 

I giovani figli Gervasio e Protasio, vendono tutti i loro beni, dandoli ai poveri e si dedicano alle sacre letture, alla preghiera e dieci anni dopo vengono anch’essi martirizzati; il già citato Filippo ne cura la sepoltura. 
Molti studiosi ritengono che la narrazione sia in parte fantasiosa, riconoscendo nei personaggi citati, altre figure di martiri omonimi venerati sia a Milano che a Ravenna; l’antica chiesa di S. Valeria a Milano, distrutta nel 1786, per gli studiosi non era che la ‘cella memoriæ’ della primitiva area cimiteriale milanese, intitolata appunto alla gens Valeria. 

In ogni modo il racconto leggendario o veritiero è documentato da celebri monumenti anche di notevole antichità. La basilica ravennate consacrata il 17 maggio 548, è dedicata oltre che a S. Vitale anche ai suoi figli Gervasio e Protasio, le cui immagini sono poste sotto la lista degli apostoli, mentre un altare laterale è dedicato a s. Ursicino. 

Nei mosaici di S. Apollinare Nuovo poi sono rappresentati tutti i cinque personaggi; dall’11° al 14° posto della fila dei santi vi sono i quattro uomini e al nono posto della fila delle sante c’è Valeria. 

Numerosi documenti e Martirologi li nominano durante i secoli, specie s. Vitale e s. Ursicino martiri a Ravenna. A Milano sorsero le tre chiese che data la loro vicinanza, confermarono la stretta parentela dei martiri, come era uso costruire allora, la chiesa di S. Vitale, la chiesa di S. Valeria (poi distrutta) e S. Ambrogio dove riposano i due fratelli gemelli Gervasio e Protasio.



Autore: Antonio Borrelli