vendredi 16 juin 2017

Saint CECCARDO DI LUNI, évêque et martyr


Busto di San Ceccardo della cattedrale di Carrara, Toscana

Saint Cécard

Évêque de Luni et Sarzano et martyr ( v. 860)

ou Ceccardo di Luni.

À Carrare en Toscane, vers 860, le trépas de saint Cécard, évêque de Luni et Sarzano. Assassiné près des carrières de marbre par quelques ouvriers auxquels il avait reproché leurs vices, il fut considéré comme martyr.


Martyrologe romain



Sarcofago di San Ceccardo della cattedrale di Carrara, Toscana

Saint Ceccardus of Luni

Also known as
  • Cichardo
  • Ceccardo
Profile



San Ceccardo di Luni Vescovo e martire


Ceccardo visse nel IX secolo e morì martire a Luni, forse nell'860, quando la città fu distrutta dai normanni di re Hastings che, secondo un'antica leggenda avrebbe confuso Luni con Roma. In un atto dell'816 si parla di Ceccardo come "clericus filuis Siribaldi", che sarebbe stato il successore del vescovo Petroaldo, citato nel Concilio di Roma dell'826. L'epigrafe in un'ara rinascimentale, che parla della morte del vescovo Ceccardo avvenuta nel 600, è stata invece rifiutata di storici.

Emblema: Bastone pastorale, Palma

Martirologio Romano: A Carrara in Toscana, transito di san Cecardo, vescovo di Luni e Sarzana, che, iniquamente ucciso da alcuni tagliapietre presso le cave di marmo, ebbe fama di martire.

Luni, città etrusca posta sul confine tra la Liguria e la Toscana, un tempo ricca e prosperosa, dovette forse la sua più terribile devastazione ad un errore di calcolo della flotta vichinga. I Normanni di re Hasting, secondo un'antica leggenda, avrebbero confuso Luni con Roma, vittima prescelta delle loro scorrerie. Nell'850 avevano già messo stabilmente piede in Inghilterra e poi, varcato lo stretto di Gibilterra, Roma era l'ultima meta agognata, ma lo splendore di Luni fece loro credere di essere giunti a destinazione.

Re Hasting escogitò un piano ingegnoso: lasciate le navi ad un approdo poco lontano, entrò in città da solo fingendo di voler comprare vettovaglie per i suoi uomini e poi chiese al vescovo di essere istruito nella religione cristiana e battezzato. Ammesso nella comunità cristiana, si finse dunque ammalato e, appena rientrato tra i suoi uomini, simulò d'esser morto. I cittadini di Luni ed il loro vescovo andarono allora a prelevare la salma per seppellirla in terra benedetta, ma appena il feretro, accompagnato dai Vichinghi, giunse nella cattedrale, dalla cassa si rilazò re Hasting, vivo e vegeto, armato di tutto punto. Era l’860 ed il grande eccidio ebbe inizio. Toccò a San Ceccardo, quale successore del vescovo Gualchiero perito nell'eccidio, il compito di ricostruire materialmente e spiritualmente la città. Ceccardo, infatti, recatosi nei pressi di Carrara per scegliere i marmi della nuova cattedrale, venne iniquamente ucciso da alcuni tagliapietre presso le cave di marmo, meritandosi la fama di martire, come attesta il Martirologio Romano.

Nel luogo indicato dalle leggende è sorta, almeno a partire dal XIV secolo, la chiesa di San Ceccardo ad Acquas, contenente una piccola fonte scaturita dove avrebbe toccato terra il primo fiotto di sangue del martire. Il suo corpo si conserva nel Duomo di Carrara e ha subito almeno quattro ricognizioni: l’ultima nel 1949, durante l'episcopato di Carlo Boiardi, vescovo di Apuania.

La festa di San Ceccardo, patrono della città, del comune e del vicariato di Carrara, è solennemente festeggiata il 16 giugno.

PREGHIERA

San Ceccardo, Patrono di Carrara,
che nell'adempimento del tuo saco ministero
coronasti con la gioia del martirio
la tua mirabile vita,
infondici nel cuore
la fiamma dell'apostolato cristiano,
la serenità nel compiere sempre
la volontà di Dio
e la forza di abbracciare la nostra croce.
Ti chiediamo con spirito di amore filiale
la protezione per la nostra città,
dai monti al mare,
e per tutti quelli che abitano questa terra
dalla quale hai fatto sgorgare
una limpida acqua salutare,
simbolo della continuità
delle tue grazie per noi.
Benedici i tuoi figli dal Cielo
affidàti al tuo paterno aiuto. Amen.


Autore: Don Fabio Arduino




16 giugno

SAN CECCARDO DI LUNI

vescovo e martire

Ceccardo, sarebbe morto per la fede a Luni, città in cui era vescovo, ma non nel 600, come afferma un'ara rinascimentale a noi giunta: " + HIC IACET CORPUS DIVI CECARDI MARTIRIS EPI LUNESIS.-HIC SANCTUS PASSUS EST P. FIDE XPI SUB ANO CCCCCC". 

Tale cronologia è stata respinta poiché certamente nel 600 il vescovo di Luni era Venanzio; d'altronde, in un periodo in cui la Lunigiana era bizantina, un vescovo lunense non poteva chiamarsi Ceccardo (nome longobardo).

I Bollandisti fanno, dunque, di Ceccardo il successore del vescovo Gualchiero e suppongono che sia morto martire nell' 892, mentre si procacciava, sui monti di Carrara, i marmi necessari alle riparazioni delle chiese devastate di Luni. Questa prospettiva storica è stata seguita dalla cronotassi ufficiale della Chiesa lunense, pubblicata nel 1887. 

Ma di recente il Formentini, sulla base dell'esauriente ricostruzione storica di G. Sforza, ha ribadito che l'incursione normanna che distrusse la città di Luni avvenne nell'860 ed ha collegato con tale distruzione l'eccidio del vescovo ricordato dalla tradizione. Questo vescovo può essere Ceccardo: 

in un atto del settembre 816 figura un "Sicheradus [Ceccardo] clericus filius Sibaraldi". Il clericus sarebbe divenuto, più tardi, il successore del vescovo Petroaldo (citato nel concilio romano dell' 826) e sarebbe stato martirizzato nell' 860 nella rovina della sua città.

I lunensi superstiti, trovato scampo a Carrara (dove la curia rimase a lungo), onorarono di culto il santo martire di cui avevano trasportato seco le spoglie, come sicuro presidio.

Lo sviluppo di tale culto finì per fare di Ceccardo il protettore di Carrara, dov'è festeggiato il 16 giugno.

Quanto all'epigrafe sopraccitata, si può supporre che riproduca vecchie iscrizioni, notate nel settembre dell'anno 1442 da Ciriaco Anconitano presso la chiesa di san Ceccardo nel piano di Carrara, ma non ha alcun valore probativo.

La data del martirio fu inizialmente fissata in base alla tradizione orale, legata a copiosi elementi leggendari. 

D'altra parte, la connessione della distruzione di Luni con l'uccisione del vescovo risulta dalle più antiche fonti scritte, come il racconto di Dudone di san Quintino (1015 circa) e quello del monaco Paolo dell'abbazia di Chartres (sec.XI).


[ Testo tratto dal sito della Parrocchia San Ceccardo di Carrara ]