lundi 20 février 2017

Sainte AIMÉE (AMATA) d'ASSISE, vierge religieuse clarisse

Sainte Aimée

Nièce de sainte Claire d'Assise ( 1252)

ou Amata (de Corano) da Assisi en italien

Vierge.

Elle appartenait à une famille très distinguée d'Assise, celle des Offreduccio comme sainte Claire sa tante et son oncle, frère Rufin. Le moins qu'on puisse dire, c'est qu'elle était mondaine, très mondaine, jusqu'au jour où, visitant sa tante au couvent de Saint-Damien, elle décida de devenir religieuse. 

Elle entra en ce couvent en 1213.

A partir de ce moment, elle pratiqua l'austérité au point que ses jours en furent abrégés.
Amata of Assisi, OP Poor Clare V (PC)
Died c. 1250; feast day formerly June 9. Amata was sister to Blessed Diana and Cecilia in the community of Saint Agnes at Bologna, a niece of Saint Clare, and a good friend of Saint Dominic. Saint Clare healed Amata of a disease and thereby converted her heart to the life of the cloister. According to legend, Dominic give her the moniker "Amata," meaning 'beloved,' and very probably sent her to the convent. There is a Sister Amata from whom Saint Dominic is said to have cast out seven devils, but it is probably not this one. This is all that is known of her. Amata is in the Franciscan martyrologies (Benedictines, Dorcy, Encyclopedia).
SOURCE : http://www.saintpatrickdc.org/ss/0220.shtml

Saint Amata of Assisi

Profile

Niece of Saint Clare of Assisi. Friend of Saint Dominic de Guzman. After a misspent youth, Amata was miraculously healed by her aunt Clare, and became a Poor Clare nun herself.

  • c.1250 of natural causes


Beata Amata (de Corano) da Assisi

m. Assisi, 1254 (?)
Nipote di s. Chiara, nacque ad Assisi alla fine del 1200. Destinata a sposare un nobile della città natale, orgogliosa della sua bellezza, conduceva una vita frivola. Visitando la zia, fu illuminata dalla povertà umile e serena delle Damianite. Mutò ideali, rinunziò al matrimonio e nel 1213 entrò nel monastero di S. Damiano. Il Martirologio Francescano la ricorda con questo elogio: "Quae puritate et innocentia vitae ferventique in Christum sponsum amore excelluit". A causa delle aspre penitenze si ammalò di idropisia: per tredici mesi soffrì di una violenta tosse e ne fu guarita infine dalla santa zia con un semplice segno di croce. Presente alla morte di s. Chiara, da lei fu interpellata, come narra il Celano, con queste parole: "Vides tu, filia, regem gloriae quem ego aspicio?". 

Morì intorno al 1254. Quando nel 1260 le Damianite abbandonarono il vecchio monastero per entrare in città, le spoglie di Amata furono portate nel convento di S. Giorgio. Nel 1602 Crescenzio, vescovo di Assisi, trasferì le sue reliquie, quelle della b. Agnese (sorella di s. Chiara) e quelle della b. Benedetta (prima badessa dopo s. Chiara), in un'urna di pietra sotto un altare della chiesa. La festa di Amata ricorre il 20 febbraio.

Autore:
Germano Cerafogli