vendredi 24 février 2017

Saint SERGE de CÉSARÉE, moine martyr

Saint Serge

Martyr à Césarée de Cappadoce ( 304)

Il voulait vivre en paix avec Dieu et pour cela s'était fait moine et solitaire non loin de la ville. Ce qui ne l'empêcha pas d'être arrêté pour sa foi, torturé et décapité. Ses reliques se trouveraient désormais en Andalousie.

Saint Serge d’Espagne

Moine martyr en Cappadoce

Fête le 24 février

Églises d’Orient

† 304

Saint Serge, moine martyr en Cappadoce en 304, dont les reliques auraient été transférées plus tard en Espagne.
Sergius of Cappadocia M (RM)
Died 304. Saint Sergius was a magistrate of Caesarea. He became a monk, perhaps a priest, in Cappadocia, confessed his faith publicly and sacrificed himself for it during the reign of Diocletian. His relics are said to have been translated to Ubeda, near Tarragon, in Spain (Benedictines, Encyclopedia). 
San Sergio di Cesarea Martire


Etimologia: Sergio = che salva, custodisce, seminatore, dal latino

Emblema: Palma

S. Sergio, martire di Cesarea di Cappadocia, quasi ignorato dalle fonti agiografiche greche e bizantine, ha avuto una certa popolarità in Occidente, grazie a una Passio latina che ci descrive così il suo martirio: durante le celebrazioni annuali in onore di Giove, all'epoca dell'imperatore Diocleziano, il governatore dell'Armenia e della Cappadocia, Sapricio, trovandosi a Cesarea, ordinò che fossero convocati davanti al tempio pagano tutti i cristiani della città per costringerli a rendere il culto a Giove. Tra la folla comparve anche Sergio, un anziano magistrato, che da tempo aveva abbandonato la toga per fare vita eremitica.

La sua presenza produsse l'effetto sorprendente di spegnere i fuochi preparati per i sacrifici. Si attribuì immediatamente la causa dello strano fenomeno ai cristiani che col loro rifiuto avevano irritato il dio. Si fece allora avanti Sergio e spiegò che la ragione dell'impotenza degli dèi pagani era da cercarsi molto in alto, nella onnipotenza del vero e unico Dio, adorato dai cristiani. Sergio venne arrestato e condotto davanti al governatore, il quale con giudizio sommario lo condannò alla decapitazione. La condanna venne eseguita immediatamente: era il 24 febbraio. Il corpo del martire, raccolto dai cristiani, ebbe sepoltura in casa di una pia donna. Di qui le reliquie furono trasportate in Spagna, nella città andalusa di Ubeda.


Autore: Piero Bargellini