dimanche 21 janvier 2018

Bienheureux GAUTHIER de BRUGES, évêque


Gauthier de Bruges (Bienheureux) (# 1220- 1307)

Frère mineur, maître en théologie, provincial de Paris, évêque de Poitiers, appelé aussi Gauthier de Zande, ou Gauthier de Poitiers.

SA VIE 


Gauthier est né à Zande, près de Dixmude, en Belgique, vers 1220. Il entra jeune encore chez les Frères mineurs de Bruges d’où il fut envoyé au Studium general de Paris. Il y devint Maître régent entre 1267-1269, et produisit un certain nombre d’ouvrages de théologie, dans la lignée de saint Bonaventure qui était alors le ministre général. Il dut participer à la querelle des séculiers contre les réguliers, pour prendre la défense des Ordres mendiants. Il fut choisi comme ministre provincial de la province de France (Paris) qui en plus de l’Ile de France comprenait la Flandre, le Hainaut, Liège et Namur, de 1272 à 1279.- A la fin de sa charge, le Pape Nicolas III le nomma évêque de Poitiers, le 4 décembre 1279. Il semble avoir tenu une place éminente dans l’épiscopat de France. Il prit position contre le roi Philippe le Bel et soutint le Pape Boniface VIII dans le conflit qui l’opposait au roi de France. De même lors de l’affaire des Templiers, il refusa de souscrire à leur condamnation, ce qui irrita le roi, mais aussi le pape français Clément V (Bertrand de Got), qui avait été manipulé par le roi de France. Le pape, irrité, demanda à Gauthier de donner sa démission, en 1306. Il mourut le 21 janvier 1307, laissant, à Poitiers une réputation de sainteté. Il est inscrit comme bienheureux, dans la liste des évêques de Poitiers, bien qu’il n’ait jamais été formellement béatifié. Il est fêté le 22 janvier.- Les habitants de Poitiers, marchands et magistrats se cotisèrent pour lui élever un tombeau dans l’église du couvent des Frères où il était décédé. Mais ce monument fut détruit, et la tombe profanée lors des guerres de religion.

SON ŒUVRE 


Elle est essentiellement théologique et spirituelle. Gauthier est manifestement un disciple de Bonaventure, mais cependant avec une certaine originalité, en adoptant certaines thèses de Thomas d’Aquin, ou de certains maîtres séculier de l’université. Cependant, il ne semble pas avoir eu une grande influence sur l’école franciscaine. Plus que Bonaventure, et avant Duns Scot, il insiste sur le Primat de la volonté, dans la psychologie et la spiritualité. On connaît , parmi ses œuvres encore conservées :

·         Commentaire sur les 4 livres de Sentences

·         Questions disputées, en particulier : Questions sur la correction fraternelle ; Question sur l’Eucharistie, etc…

·         Sermons « de tempore » et Sermons sur les Saints.

·         Instructions sur l’Office divin.

·         Traité sur la prédication


Beato Gualtiero di Bruges Vescovo


Zande, Ostenda, Belgio, 1225 – poitiers, 21 gennaio 1307

Beato GUALTIERO (fr. Galtier, Gautier; ted. Walter) di BRUGES.

Nacque a Zande (presso Ostenda, Belgio) probabilmente nel 1225. Entrò tra i Frati Minori ca. l'anno 1240, nel convento di Bruges (onde la denominazione Gautier di Bruges). Con tutta probabilità fu discepolo di s. Bonaventura, divenne maestro in teologia ed insegnò a Parigi negli anni 1267-1269. Esercitò la carica di ministro provinciale per la Francia (Turonia) e, come tale, prese parte ai capitoli generali dell'Ordine di. Lione (1274), di Padova (1276) e di Assisi (1279). Il 4 dicembre 1279 papa Nicolò III lo destinò vescovo dell'importante sede di Poitiers, nonostante la decisa resistenza del francescano, appoggiato pure dal generale dell'Ordine, fra Bonagrazia.

Esercitò il suo ufficio dimostrando doti di governo non comuni; nutrì grande amore verso i poveri; in particolare si distinse per la strenua difesa dei diritti della sua Chiesa e dei papi Nicolò III e Bonifacio VIII nei confronti del re Filippo il Bello e dei suoi amici, fra i quali l'arcivescovo di Bordeaux, Bertrand de Got. Quando costui nel 1305 divenne papa Clemente V, la posizione di Gualtiero, a causa degli intrighi del re, divenne quanto mai delicata ed il papa accettò la sua rinuncia all'ufficio episcopale, rinuncia che era stata già presentata in passato nel 1296 e nel 1304 ai papi suddetti. Si ritirò quindi in convento a Poitiers dove mori santamente poco tempo dopo, il 21 gennaio 1307.

Gli vennero attribuiti molti miracoli, dei quali possediamo relazioni e testimonianze giurate coeve; era stimato come efficace il suo patrocinio per la febbre detta «quartana». Ebbe grande risonanza il fatto che Clemente V, nello stesso anno della morte di Gualtiero, si recasse a visitare la sua tomba e lo facesse esumare per conoscere il contenuto di un appello, scritto da Gualtiero e posto fra le sue mani nel sepolcro, nel quale egli proclamava la propria innocenza. In seguito le leggende sorte per offuscare la memoria di Clemente V avrebbero drammatizzato questo avvenimento.

Gualtiero ricevette culto pubblico subito dopo la morte e lo stesso papa Clemente V non si oppose alla pietà popolare; tale culto continuò ininterrottamente, anche dopo che gli Ugonotti nel 1562, profanarono il suo sontuoso sepolcro. Un Ufficio liturgico recitato nella cattedrale di Poitiers in suo onore risale alla fine del sec. XV o agli inizi del XVI. Le testimonianze della venerazione pubblica tributata a G. attraverso i secoli sono innumerevoli. Al giorno d'oggi tuttavia il processo apostolico per un formale riconoscimento di tale culto da parte della S. Sede non è ancora giunto a conclusione.

Fra gli scritti di Gualtiero che ci sono pervenuti (non ancora editi completamente e non tutti di sicura attribuzione) enumeriamo i principali: il Commento alle Sentenze (di cui il libro IV ci è ancora sconosciuto), numerose Questioni disputate, una Istruzione «circa divinum officium» ed alcuni sermoni.
Gualtiero è da annoverarsi fra quei magistri che abbracciarono e propugnarono il sistema agostiniano-bonaventuriano: si può affermare che egli diede un forte impulso e maggior perfezione al moto filosofico-teologico impresso da Alessandro di Hales e da s. Bonaventura alla scuola francescana. Il suo Commento alle Sentenze è una testimonianza dell'aperta reazione di questa scuola contro le tendenze aristoteliche. Tuttavia in varie questioni G. dimostra di apprezzare molto le tesi di s. Tommaso. Tra le sue opinioni più notevoli ricordiamo: la dimostrazione a posteriori dell'esistenza di Dio, accettando però in pari tempo, in qualche modo, l'argomento ontologico, la composizione ilemorfica delle sostanze spirituali, la superiorità della volontà sull'intelletto.


Autore: Rodolfo Toso d'Arenzano