mardi 13 février 2018

Bienheureuse CRISTINA (CHRISTINE) de SPOLETO, pénitente de l'Ordre séculier de Saint-Augustin

Bienheureuse Christine de Spolete

Fille d'un médecin de Lugano ( 1458)

Elle commença par une jeunesse frivole, c'est le moins qu'on puisse dire. Et puis, elle découvrit les exigences du Christ, se convertit et voulut expier avec de grandes mortifications. Elle mourut à Spolète. Elle avait vingt-trois ans. 

À Spolète en Ombrie, l’an 1458, la bienheureuse Christine, qui, après la mort de son mari, se laissa aller quelque temps aux plaisirs de la chair, mais choisit bientôt une vie pénitente dans l’Ordre séculier de Saint-Augustin, vouée à la prière et au service des malades et des pauvres.
Martyrologe romain

SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/5699/Bienheureuse-Christine-de-Spolete.html

Blessed Christine of Spoleto

February 13

Agostina Camozzi was the daughter of a well-known doctor in Ostenso in the Italian province of Como. A graceful and attractive young woman, she married at an early age but within a short time was left widowed. In a second relationship she suffered the loss of her only child, a son. A subsequent marriage left her widowed again, this time at the hands of a jealous rival. In about 1450 Agostina underwent a serious conversion, became an Augustinian Tertiary, and changed her name to that of Christine. Her life now was to be one of penance, prayer, and the works of mercy. She lived in various Augustinian convents, moving from one to another, in order to remain in obscurity as best she could. In 1457 she undertook a pilgrimage with the intention of visiting Assisi, Rome and Jerusalem. Together with another tertiary she arrived in Spoleto in the province of Perugia where she devoted herself to the care of the sick and where she died on February 13, 1458, not yet 30 years of age. Her body was interred in the Church of Saint Nicholas in Spoleto, which at the time belonged to the Augustinians. Her reputation as a woman of holiness and a worker of numerous miracles caused devotion to Christine to spread quickly and widely. Gregory XVI confirmed her cult in 1834, proclaiming her blessed.

Blessed Christine reminds us that even the possession of good and worthy things in life may not bring us the security and happiness we seek. Our certain and dependable hope is in God. Disappointment and misfortune will not defeat us if we are rooted in him.


Blessed Christine of Spoleto

February 13

Blessed Christine of Spoleto (d. 1458), after several years of living contrary to God's ways, gave herself to Jesus, became an Augustinian Tertiary and gained a reputation as a holy woman and miracle-worker.
Born Agostina Camozzi in Osteno, Como, Italy, whe was the daughter of a well-known doctor. While still young, she married a stone cutter, who died a short time later.
Agostina then lived as the mistress of a soldier. She gave birth to an out-of-wedlock son. This child died at an early age.
She married again. This husband was murdered by a jealous rival.
After this, Agostina decided to reform her life. She turned to Christ and became an Augustinian Tertiary. She decided to change her name to Christina, reflecting the primary place that Christ now occupied in her life.
She lived in several Augustinian convents, finally settling in Spoleto, devoting herself to prayer, penance and works of mercy. She developed a reputation for great holiness and as a worker of miracles.
Christine set off in 1457 on a pilgrimage that was to take her to the Holy Sepulchre. However, she was unable to go beyond Spoleto, where she died February 13, 1458. Her remains were originally preserved in Spoleto at the former Augustinian church of St. Nicholas. Later her body was moved to the Church of Saint Gregory the Great.
Pope Gregory XVI declared her Blessed in 1834.

Blessed Christina of Spoleto


Also known as
  • Agostina Camozzi
  • Christina Camozzi
  • Christina Visconti (a mispelling that has been perpetuated in several accounts)
  • Christine…
Profile

Daughter of a physician. Married to a stone cutter, but widowed very young. She became mistress to asoldier, and bore his son, but the child died as an infant. Married a second time, she was widowed when the man was killed in a fight with a jealous rival. Realizing that her life was completely out of control, she had a conversion, became an Augustinian tertiary, took the name Christina, gave herself over to Christ, and imposed severe austerities on herself as penance for her earlier ways. Lived in a number of Augustinianconvents, became known as a miracle worker, and was on a pilgrimage to the Holy Sepulchre when she died.

Born
  • 1435 at Lake Lugano, Italy as Agostina Camozzi

Beata Cristina da Spoleto


c. 1432 - 1458

Agostina Camozzi, figlia di un medico, nacque a Osteno (Como). Ebbe un’esistenza molto travagliata. Dopo diverse e contrastanti vicende affettive, intraprese un cammino di conversione e di penitenza per rinnovare profondamente la sua vita. Si recò a Verona dove, decisa a seguire Cristo, assunse il nome di Cristina e si consacrò come agostiniana secolare. La sua conversione fu totale: dedicò la sua vita ad una penitenza eccezionale, alle opere di carità, alla preghiera. Nel 1457 iniziò un lungo pellegrinaggio verso Assisi, Roma e in Palestina. Sulla via del ritorno, giunta a Spoleto, vi morì il 13 febbraio 1458 con fama di santità, confermata dai miracoli. I suoi resti mortali si conservano a Spoleto nella chiesa di San Nicolò, un tempo degli agostiniani. Il suo culto venne confermato nel 1834 da Gregorio XVI. La beata Cristina è un esempio di penitenza e di umiltà per il laicato.

Martirologio Romano: A Spoleto in Umbria, beata Cristina (Agostina) Camozzi, che, dopo la morte del marito, indulse per qualche tempo alla concupiscenza della carne, per abbracciare poi nell’Ordine secolare di Sant’Agostino una vita di penitenza, dedita alla preghiera e al servizio dei malati e dei poveri. 

L'inizio della vita di questa singolare figura di donna può benissimo collocarsi quando intorno al 1450 decise di cambiare vita e, abbandonando la famiglia e i luoghi nei quali aveva vissuto, vestì l’abito delle Agostiniane secolari. 

Da quel momento la sua esistenza fu un pellegrinaggio permanente alla ricerca di un luogo ove vivere nell'oblio. Dimorò presso alcuni monasteri agostiniani non rimanendo mai a lungo in nessuno di essi. La vita di preghiera, le mortificazioni, ma soprattutto le opere di misericordia verso i bisognosi, la costringevano ad allontanarsi ogni qual volta si accorgeva che era oggetto di attenzione.

Desiderosa di poter visitare i luoghi santi di Assisi e di Roma, per potersi poi spingere fino alla Terra Santa, in compagnia di un'altra terziaria, giunse a Spoleto dove soggiornò per un breve periodo, dedicandosi alla cura dei malati nell'ospedale cittadino. Dopo aver vissuto intensamente la sua nuova vita per alcuni anni, forse ancora ventenne, morì nel 1458.

Su queste notizie c'è accordo tra gli agiografi. Non così per il tempo precedente alla sua eroica decisione di fuggire dal mondo restando nel mondo, motivo per cui è conosciuta sotto varie denominazioni. Alcuni la ritengono appartenente alla famiglia dei Visconti di Milano o a quella dei Semenzi di Calvisano in Brescia. Per loro la fuga sarebbe stata motivata dal desiderio di liberarsi di quanti la volevano maritare contro i propri desideri e ideali. Altri la presentano col nome di Agostina, nata nei pressi del lago di Lugano verso il 1432-35, figlia del medico Giovanni Carrozzi e sposata ancora fanciulla con un artigiano del luogo. Rimasta presto vedova, avrebbe avuto una relazione con un cavaliere milanese dalla quale nacque un figlio morto bambino. Risposatasi perse il marito ucciso da un soldato invaghitosi di lei.

Il suo corpo venne sepolto a spese del comune di Spoleto nella chiesa agostiniana di S. Niccolò. Numerose grazie e miracoli attribuiti alla sua intercessione contribuirono ad accrescere e diffondere il culto sorto immediatamente dopo la sua morte, che Gregorio XVI ratificò nel 1834, proclamandola beata.

La sua memoria liturgica ricorre il 13 febbraio.


Autore: P. Bruno Silvestrini O.S.A.




Beata CRISTINA DA SPOLETO

1432 - 1458

di Ferdinando Rojo  O.S.A.

L'inizio della vita di questa singolare figura di donna può benissimo collocarsi nel momento in cui ella, intorno al 1450 o qualche anno più tardi, decise di cambiare vita e, abbandonando la famiglia e i luoghi nei quali aveva vissuto, vestì l'abito delle agostiniane secolari. Di lei si sapeva solo che era giovanissima, bella, che diceva di chiamarsi Cristina e che desiderava ardentemente mettersi alla sequela di Cristo. Da quel momento la sua esistenza fu un pellegrinaggio permanente alla ricerca di un luogo ove vivere nell'oblio. Dimorò presso alcuni monasteri agostiniani non rimanendo mai a lungo in nessuno.

La vita di preghiera, le mortificazioni, ma soprattutto le opere di misericordia verso i bisognosi la costringevano ad allontanarsi ogni qual volta si accorgeva che era oggetto di attenzione. Desiderosa di poter visitare i luoghi santi di Assisi e di Roma per potersi poi spingere fino alla Terrasanta, in compagnia di un'altra terziaria, giunse a Spoleto dove soggiornò per un breve periodo dedicandosi alla cura dei malati nell'ospedale cittadino. Dopo aver vissuto intensamente la sua nuova vita per alcuni anni, forse ancora ventenne, morì nel 1458. Su queste notizie c'è accordo tra gli agiografi. Non così per il tempo precedente alla sua eroica decisione di fuggire dal mondo restando nel mondo, motivo per cui è conosciuta sotto varie denominazioni. Alcuni la ritengono appartenente alla famiglia dei Visconti di Milano o a quella dei Semenzi di Calvisano in Brescia.

Per loro la fuga sarebbe stata motivata dal desiderio di liberarsi di quanti la volevano maritare contro i propri desideri e ideali. Altri la presentano col nome di Agostina, nata nei pressi del lago di Lugano verso il 1432-35, figlia del medico Giovanni Camozzi e sposata ancora fanciulla con un artigiano del luogo. Rimasta presto vedova, avrebbe avuto una relazione con un cavaliere milanese dalla quale nacque un figlio morto bambino. Risposata si vide uccidere il marito da un soldato invaghitosi di lei. Visconti, Semenzi o Camozzi ?

Modello di vita intemerata o di convertita? La risposta Cristina la portò con sé nella tomba. Il suo corpo venne sepolto a spese del comune di Spoleto nella chiesa agostiniana di S. Niccolò. Numerose grazie e miracoli attribuiti alla sua intercessione, contribuirono ad accrescere e diffondere il culto sorto immediatamente dopo la sua morte, che Gregorio XVI ratificò nel 1834, proclamandola beata.

Acta SS. Februarii II, Venetiis 1735, 799-802; Sacra Rituum Congregatione. Approbationis cultus ab immemorabili tempore praestiti Ven. Servae Dei Christianae de Vicecomitibus, tertiariae OESA., Romae 1834; MOTTA E., La b. Cristiana di Spoleto era del lago di Lugano, in Boll. Sto. della Svizzera italiana 15 (1893) 84-93; CONCETTI N., OSA., De B. Christina a Spoleto, terziaria, in AA. VV. (1914) 457-65; GUERRINI P., Intorno alla b. Cristina di Spoleto, erroneamente chiamata b. Cristina Semenzi di Calvisano, in Brixia sacra VII (1916) 140-68; DEL RE N., Cristina da Spoleto, beata, in BS. IV; Roma 1964 (rist. 1987), c. 341.