jeudi 4 mai 2017

Saint CYRIAQUE de JÉRUSAMEM (d'ANCONA), évêque et martyr


Piero della Francesca  (1420–1492), Saint Cyriaque enfermé dans la citerne, détail du cycle de la "Leggenda della santa Croce", fresque, 1452-1466, Basilica di San Francesco ad Arezzo, Arezzo

Saint Cyriaque de Jérusalem

(4ème s.)

Il était évêque à Jérusalem lorsque l'impératrice sainte Hélène découvrit les reliques de la Passion du Christ. A quelque temps de là, l'empereur Julien l'Apostat voulut le contraindre à revenir aux idoles. Saint Cyriaque refusa et il fut torturé avec du plomb fondu coulé dans sa bouche avant d'être jeté dans un chaudron d'huile bouillante.




Invention de la Vraie Croix,  MS CLXV, Biblioteca Capitolare, Vercelli, vers. 825


Cyriacus of Ancona BM (RM)
(also known as Quiriacus, Judas Quiriacus)

Died c. 133. Saint Cyriacus, patron of Ancona, Italy, is variously and unreliably conjectured to have been the legendary Jew named Judas Quiriacus, who revealed where the Cross was hidden to Empress Saint Helena. Later he was baptized, consecrated as bishop of Jerusalem, and martyred during the persecutions of Julian the Apostate. Otherwise, he is said to have been the bishop of Ancona who died or was killed during a pilgrimage to the Holy Land, or he is styled as Bishop Judas of Jerusalem, who was killed during a riot there in 133. In other words, we don't really know who he was, but we have a 12th- century illumination of his martyrdom (Benedictines, Coulson, Delaney).




St. Judas Cyriacus

The principal patron of Ancona, St. Judas Cyriacus, may possibly have been a local bishop who died or was killed during a pilgrimage to Jerusalem. On the other hand, he has been conjecturally identified with Judas, bishop of Jerusalem, who was slain during a riot in the year 133. The local tradition of Ancona, however, connects its patron with Judas Quiriacus, a legendary Jew who is supposed to have revealed to the Empress Helen, the place in which the Holy Cross lay hidden, and after being baptized and made bishop of Jerusalem, to have suffered martyrdom under Julian the Apostate. A fantastic account of his dialogue with the emperor Julian, and of the torments endured by him and his mother Anna, is furnished in the so-called "Acts" of his martyrdom. Ancona is said to owe to the Empress Galla Placidia the relics of its patron, but the saint's head was brought over from Jerusalem by Henry, Count of Champagne, who built a church in the town of Provins to contain it. His feast day is May 4th.



Le martyre de Saint Judas Quiriace, miniature du martyrologe de saint Basile.
Мастер Симеон Влахернит. Св. Кириак Иерусалимский. Миниатюра из Минология Василия II. Мастер Симеон Влахернит (Fol. 144), XIe siècle

Hieromartyr Cyriacus the Patriarch of Jerusalem

Commemorated on October 28

The Hieromartyr Cyriacus, Patriarch of Jerusalem, was a Jew who pointed out to the holy Empress Helen the place where the Life-Creating Cross of Christ lay buried (September 14). Being present at the discovery of the Cross, Cyriacus (before Baptism he was named Jude) sincerely came to believe in Christ the true God, and he became a Christian. Cyriacus, because of his pure and virtuous life, was later chosen to be Patriarch of Jerusalem. He suffered martyrdom under the emperor Julian.

During the cruel persecution under Julian the Apostate, in the year 363, Saint Cyriacus accepted suffering for the Faith. He was killed after prolonged tortures.



Cycle de l’Invention de la Vraie Croix, 

Saint Cyriacus of Ancona

Also known as
  • Quiriacus
Profile

Bishop of Ancona, Italy. Martyred in the persecutions of Julian the Apostate while on a pilgrimage to the Holy Lands.



 Vierge à l’Enfant Jésus avec Saint Cyriaque de Jérusalem et Saint Georges, 1450


San Ciriaco di Gerusalemme Vescovo e martire


Data di nascita e morte incerte

Originario, secondo una tradizione, della Palestina. Un testo apocrifo racconta che, ebreo di nome Giuda , assunse il nome di Ciriaco dopo essersi convertito. Divenuto vescovo di Gerusalemme, subì il martirio insieme alla madre Anna, sotto Giuliano l’Apostata. Secondo un’altra tradizione, appena convertito Ciriaco sarebbe venuto in Italia, ad Ancona, dove è venerato fin dall’Alto Medioevo. Dopo un lungo episcopato, durante un pellegrinaggio sui luoghi santi, sarebbe stato martirizzato, sembra, verso il 135. Una terza tradizione racconta invece che egli non sarebbe mai giunto in Italia e che le sue reliquie furono trasportate ad Ancona nel secolo V, per volontà di Galla Placidia.

Patronato: Ancona

Etimologia: Ciriaco = padrone, signore, dal greco

Emblema: Bastone pastorale, Palma

In greco, Ciriaco significa “dedicato al Signore”. Così si chiamano vari santi, e tra essi quello che si ricorda qui, il patrono di Ancona, titolare della cattedrale che dal monte Guasco domina la città e il porto. Qui il culto per lui dura da un millennio e mezzo. Ma non c’è una storia certa della sua vita. Abbiamo solo tradizioni incomplete, discordi, e se ne tenta qui una succinta rassegna. Secondo una di esse, egli era un dotto ebreo di nome Giuda; e si fece poi cristiano (chiamandosi Ciriaco) dopo aver visto disseppellire nella zona del Calvario quella che fu ritenuta la vera Croce di Gesù. (Aveva promosso la ricerca, nella prima metà del IV secolo, Elena, madre dell’imperatore Costantino). Questa tradizione aggiunge che Ciriaco fu poi vescovo di Gerusalemme, e che morì martire sotto l’imperatore Giuliano, detto dai cristiani “l’Apostata” per il suo conflitto con la Chiesa.Una seconda tradizione dice che Ciriaco il convertito venne in Italia, fu vescovo di Ancona, e trovò poi morte violenta in Palestina, dove era tornato in visita. Però non c’è alcun indizio di un suo ministero episcopale ad Ancona; qui il primo vescovo sicuro è san Marcellino (V secolo), di cui si conserva tuttora un prezioso codice liturgico.Ma in base alla tradizione anconetana registrata anche dal Martirologio Romano, e a giudizio di studiosi moderni come Mario Natalucci, un altro scenario pare più attendibile: Ciriaco è venuto sì ad Ancona; ma solo da morto, avendo trascorso tutta la vita in Palestina, onorato come testimone del ritrovamento della Croce. A quel tempo gli anconetani insistevano per ricevere da Gerusalemme i resti del primo martire cristiano, santo Stefano (che erano stati ritrovati nel 415), per collocarli in una chiesa a lui dedicata. La richiesta non fu accolta, pur essendo “appoggiata” da un personaggio potentissimo: Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio I, sorella degli imperatori Onorio e Arcadio, moglie poi di Costanzo III e madre di Valentiniano III. Si volle tuttavia venire incontro a lei e agli anconetani, donando loro le spoglie di Ciriaco, anch’egli venerato e in fama di martire.Così incomincia la storia autentica del legame tra Ancona e Ciriaco: quelle spoglie arrivate nel V secolo si trovano oggi nell’alta cattedrale, dove Ciriaco e Stefano sono raffigurati in due plutei marmorei dell’XI secolo. La città farà di lui il suo patrono principale, incidendo poi la sua immagine nelle monete. Anche oggi, nel giorno della sua festa, continua a vivere un’amabile tradizione: si distribuiscono ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti. È un richiamo alla leggenda secondo cui la cassa con i resti di Ciriaco arrivò galleggiando sulle onde; e poi, grazie appunto a una corda fatta di giunchi attorcigliati, a forza di braccia raggiunse la terra anconetana.

Autore: Domenico Agasso