mercredi 30 décembre 2020

Saint RUGGERO (ROGER) di CANNE, évêque

 

Busto argenteo di San Ruggero (part.), scuola napoletana del XVI sec. Il busto ingloba l'antico reliquiario del volto (XIV sec.), che ha contenuto il cranio del santo fino al 1996

Saint Roger

Saint légendaire, vénéré à Barletta, dans les Pouilles ( v. 1129)

Ruggero di Canne (en italien)

L'évêque de Cannes (Canosa) était mort quelques années plus tôt, quand les habitants de Barletta, dans les Pouilles italiennes, vinrent piller la cathédrale pour emporter des reliques. C'était chose habituelle à l'époque. Ils rapportèrent de leur expédition un coffre de reliques, le trône épiscopal, des vases sacrés, et le corps de l'évêque Roger. L'année suivante, ils durent restituer les objets du vol, sauf le corps de l'évêque que son successeur ne considérait pas comme si précieux. Alors les habitants de Barletta voulurent le rendre précieux. Ils le canonisèrent et composèrent un office. "Accorde-nous, par ses prières et ses vertus, d'être à jamais préservés de tout mal" dit l'oraison du nouveau saint Roger.
Illustration: fresque dans l'église de Barletta.

Il est le saint patron de la ville de Barletta et de l'archidiocèse de Trani-Barletta-Bisceglie

À Cannes dans les Pouilles, au début du XIIe siècle, saint Roger, évêque.

Martyrologe romain

SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/1113/Saint-Roger.html

Saint Roger de Cannes

Écrit par Ratovoarivelo Ndrasantsoa Marie Frédeline

30 décembre — Saint Roger est né à Cannes vers l'an 1060. Il a vécu dans les ravages de la guerre dus à l'opposition des barons normands contre l'autorité de Robert Guiscard.

Guiscard a complètement détruit la ville de Cannes pour punir la rébellion du comte Herman. Roger était l'évêque de cette ville et il a fait de son mieux pour alléger les souffrances de ses ouailles. À pied, sans chaussures, il va à la recherche de nourritures pour le peuple. Certaines sources suggèrent que les papes Gélase II et Pascal II ont souvent consulté Roger pour régler les différends entre l'Église et la communauté. Roger mourut le 30 décembre 1129 et fut inhumé dans la cathédrale de Cannes.

Peu de temps après la mort de Roger, ses reliques ont été enlevées par les habitants de Barletta, c'était une pratique courante à l'époque. Ils ont pris son cercueil, sa cathèdre. Un an plus tard, le pape ordonna la restitution de ces objets pris par les habitants de Barletta, ils les rendirent, à l'exception du cercueil que l'évêque successeur considérait comme n'ayant que peu de valeur. Les habitants de Barletta, cependant, avaient un grand respect pour cette relique, et proclamaient Roger saint parce qu'ils étaient convaincus de ses vertus et de sa sainteté. Ils ont même composé une prière spéciale pour la messe de commémoration de Roger : "O Dieu ! Tu as permis la venue du bienheureux Roger, à Barletta, accorde-nous, par sa prière et sa bonté, la protection contre tout mal pour toujours".

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SOURCE : https://www.rdb.mg/fr/emissions-fav/credo-fr-fav/saint-du-jour-fav/5451-saint-roger-de-cannes.html

Canes, the ancient not far city from Barletta, near the skillful river of the Ofanto, Middle Ages maintained one its importance also, being episcopal center. Roberto the Guiscardo, in the second part of XI the century, has created in the South of Italy its reign normanno, continuously laid a trap from local rebellions fomented of the emperor of East, is during one of these, capeggiata from conte the Ermanno di Canne, than the troops of the Guiscardo they defeat in 1083, seeding the destruction in the city.

In this historical context, Ruggero appears, whose name makes to think next to an origin normanna.
Other sure historical sources on birth and youth do not exist: the only one is that one of its successive nomination to bishop of Canes to the disaster of 1093, in a time lacking in hopes and with the endemic flagellum of the war that discourages also the will to reconstruct.
Ruggero, characterizes its primary mission, as popular source of XV the century emerges from one on its life, to the survival of the Cannense population.

The Episcopio di Ruggero becomes “a pure one ospitio that always day was opened de nocte ET de to lodge viandanti ET the pilgrims, ET vidue ET the pupilli (orphaned)”. Ignoto the author describes unl Ruggero bishop who “went barefoot with pede the knot for those campegne cercanno the limosine for poor them”.
Untiring rescuer, removes to a higher court to if also tasks of the civil authority in that landslide of the institutions. Other assessed historical source is that one of two papi consecutive, Paschal II and Gelasio II (in loads from 1099 to the 1119) that they resort to its council and its experience in right issues, for dirimere arguments and sedare rivalry between ecclesiastics and community, in one Church instradata towards one reform characterized from enormous difficulties to its inside.
The name of Ruggero, for a sure period, was connected to legends that made of he a bishop of V the century. Only towards the end of the 800, thanks to take care of historical studies to you of don Nicholas Monterisi, come defined the historical figure of Ruggero Bishop the future archbishop of Salerno.

To Ruggero already miracles are attributed while still alive, and after the dead women (placed to 30 December 1129) are the popular voice to proclamare endured its holiness.

At first it comes buried in the Cane cathedral.
But by now the inhabitants that remain in the citadel detach from it in unstoppable way and Canes are not more in a position to reviving. The cannensi, and also the successory bishops of Ruggero, are moved gradatamente to Barletta, where in XIII the century they come traslati the rests, it considers reliquie you of the saint: initially in the Cathedral of Saint Greater Maria and subsequently near the Benedictine monastero of Santo Stefano, than then it will be called of Saint Ruggero, venerato like protecting Cane bishop and of Barletta.
The emblema of Saint Ruggero, beyond to the pastorale stick, it is also the Aquila, because the tradition wants that flying it has made them shadow to the saint with its wings during a travel.

SOURCE : http://www.ruggero.altervista.org/english/news/marzo/sanruggero.htm

Affresco di San Ruggero presente nella chiesa del SS. Crocifisso in Barletta. XXI secolo.

San Ruggero di Canne Vescovo

30 dicembre

Canne, Barletta, seconda metà dell’XI secolo - Canne, 30 dicembre 1129

Mentre l'antica città pugliese di Canne, già risorta altre volte dalle rovine, stava vivendo un'ulteriore disfatta causata dal normanno Roberto il Guiscardo, il vescovo Ruggero (sec XI) si trovò a reggere le sorti della sua città natale, restando unico riferimento per la sua gente prostrata dalla miseria e dalla fame. Il suo episcopio restò sempre aperto, divenendo la casa degli ultimi e degli indifesi. Un'antica sua fonte biografica riporta: "Andava scalzo con lo piede nudo per quelle campagne cercanno le limosine per li poveri". Ruggero fu tenuto in grande stima anche dai pontefici Pasquale II e Gelasio II, i quali più volte gli affidarono incarichi delicati, quale messaggero di pace. Morì il 30 dicembre 1129; aveva circa 60 anni.

Patronato: Barletta, Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie

Etimologia: Ruggero = lancia gloriosa, dal tedesco

Emblema: Bastone pastorale, Aquila

Martirologio Romano: A Canne in Puglia, san Ruggero, vescovo.

E’ proprio la Canne di Annibale il cartaginese, che il 2 agosto del 216 a.C. distrusse l’esercito romano dei consoli Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo. L’antica città non lontana da Barletta, presso la riva destra dell’Ofanto, aveva sempre una sua importanza nel Medioevo, essendo pure sede vescovile. Ma nell’XI secolo viene il tempo della sua rovina. Roberto il Guiscardo ha creato nel Sud d’Italia il suo regno normanno, ancora insidiato però da ribellioni locali sotto la spinta dell’imperatore d’Oriente. Una di queste è capeggiata dal conte Ermanno di Canne, che le truppe del Guiscardo sconfiggono nel 1083, seminando la distruzione nella città.

E qui vediamo comparire Ruggero, il cui nome fa pensare a un’origine normanna. Ma altro non sappiamo su nascita e gioventù: l’unica notizia è quella della sua nomina a vescovo di Canne dopo il disastro, in un tempo senza speranze, col flagello endemico della guerra che scoraggia anche la volontà di ricostruire. Il suo compito primo, come emerge da una fonte popolare del XV secolo sulla sua vita, è di contribuire alla sopravvivenza di questa popolazione prostrata. Il suo episcopio era "un puro ospitio che sempre stava aperto de nocte et de giorno ad alloggiare le viandanti et le pellegrini, et le vidue et le pupilli (orfani)". L’ignoto autore ci presenta il vescovo Ruggero che "andava scalzo con lo pede nudo per quelle campegne cercanno le limosine per li poveri".

Dunque, un soccorritore instancabile, che si assume anche compiti dell’autorità civile in quel crollo delle istituzioni. Ma tra le altre poche notizie su di lui c’è anche quella di due papi consecutivi, Pasquale II e Gelasio II (in carica dal 1099 al 1119) che ricorrono al suo consiglio e alla sua esperienza in questioni di diritto, per comporre liti e placare rivalità tra ecclesiastici e comunità, in una Chiesa che sta cercando di riformarsi tra difficoltà enormi al suo interno.

Per lungo tempo il nome di Ruggero fu collegato a leggende che facevano di lui un vescovo del V secolo. La sua vicenda storica è stata poi delineata a fine ’800 dagli studi di don Nicola Monterisi, futuro arcivescovo di Salerno. A Ruggero si attribuiscono già miracoli in vita, e dopo la morte (collocata al 30 dicembre 1129) è la voce popolare a proclamare subito la sua santità. Dapprima egli viene sepolto nella cattedrale di Canne. Ma ormai la gente si stacca dall’antica città, che non è più in grado di risorgere. I cittadini, e anche i vescovi successori di Ruggero, si trasferiscono via via a Barletta, dove nel XIII secolo vengono portati anche i resti del santo: dapprima in Santa Maria Maggiore e più tardi presso il monastero benedettino di Santo Stefano, che poi si chiamerà di San Ruggero, venerato insieme come vescovo di Canne e come protettore di Barletta.

L'emblema di San Ruggero, oltre al bastone pastorale, è anche l'aquila, perchè la tradizione vuole che un volatile abbia fatto ombra al santo con le sue ali durante un viaggio.

Autore: Domenico Agasso

SOURCE : http://www.santiebeati.it/dettaglio/83450

San Ruggero di Canne: il suo episcopio divenne casa per i poveri

Da Fabio Amicosante

30/12/2020

San Ruggero di Canne è una delle figure più influenti del medioevo cristiano: nei tempi in cui la sua città era in rovina, offrì ospitalità agli indifesi.

San Ruggero di Canne (photo websource)

“Andava scalzo con lo piede nudo per quelle campagne cercanno le limosine per li poveri”. Con queste parole si apriva una delle fonti biografiche relative al Santo Vescovo Ruggero di Canne. Questo passaggio della sua biografia è in realtà emblematico: anche se non sappiamo molto della sua infanzia e della sua giovinezza, sappiamo che il Santo, nei tempi in cui la sua città (vicino a Barletta) era in grave crisi, fece di tutto per aiutare gli ultimi, i poveri, gli indifesi.

San Ruggero di Canne Vescovo

Come accennato, e questo accade molto spesso con le personalità più remote, non abbiamo molte fonti circa la sua giovinezza. Le prime informazioni che troviamo fanno cenno alla sua nomina vescovile, per l’appunto a Canne, a seguito di un grande disastro cittadino. I gravi disastri erano causati, come spesso accadeva, dalle guerre, che portavano disperazione, desolazione e malcontento cittadino. In questo contesto dovette muoversi il Santo, che fece di tutto per far rialzare la testa al popolo. Chi veramente si sentì sollevato dalla sua elezione vescovile furono però gli ultimi, gli indifesi.

L’opera caritatevole del Santo Vescovo

Una delle fonti più attendibili circa l’operato del Santo Vescovo è una fonte popolare risalente al XV secolo. Questa recita così: “Un puro ospitio che sempre stava aperto de nocte et de giorno ad alloggiare le viandanti et le pellegrini, et le vidue et le pupilli (orfani)”. Si tratta dello stesso ignoto autore che parlava di lui come uomo scalzo intento ad aiutare gli umili.

La grande azione diplomatica

Ma San Ruggero fu anche un grande uomo diplomatico. Sappiamo infatti che due Pontefici come Pasquale II e Gelasio II (il primo in carica dal 1099 e il secondo dal 1119) ricorsero senza dubbio ai suoi consigli e alla sua grande esperienza per risolvere diverse dispute e placare le rivalità in seno al popolo, in quel momento molto diviso.

Culto

San Ruggero di Canne morì in odore di Santità. Già in vita, infatti, si attribuivano al Santo diversi miracoli. A seguito della sua morte, avvenuta il 30 dicembre del 1129, il popolo acclamò a gran voce la sua Santità. Il suo corpo fu sepolto nella Cattedrale di Canne. La Chiesa Cattolica festeggia la sua memoria liturgica nel suo dies natalis.

SOURCE : https://www.lalucedimaria.it/san-ruggero-canne-vescovo-poveri/

15 ottobre
30 dicembre

SAN RUGGERO

Vescovo

Il santo vescovo Ruggero nacque nella celebre e antica città di Canne tra il 1060 e il 1070. Di vita intemerata, caritatevole, amante della preghiera il giovane Ruggero era in grande stima tra i suoi concittadini i quali, a morte del loro vescovo, dovendo eleggere il successore, non esitarono a posare lo sguardo su di lui ritenendolo il più idoneo ad assumere l'ufficio pastorale. Ruggero. nella sua umiltà, unita a prudenza, riputandosi indegno e inadatto cercò di sfuggire, ma constatata l'insistenza del clero e del popolo, scorse in essa la volontà di Dio accettando l'episcopato. La tradizione vuole avesse 30 anni ed era diacono. Assunse l'onere di guidare le sorti spirituali di Canne che, a quell'epoca, veniva fuori da una grande e dolorosa prostrazione causata nel 1083 dalla distruzione della città per una rissa tra il Conte Ermanno di Canne e il duca di Puglia, Roberto il Guiscardo. Siamo inoltre nell'XI secolo, periodo cruciale per la storia della Chiesa: da una parte si avvertiva il peso dell'influenza dello strapotere civile, che condizionava negativamente la vita di essa, causando corruzione e controtestimonianze nell'ambito ecclesiastico; dall'altro si assisteva ad una grande fioritura di santità che faceva ben sperare in una rinascita spirituale. L'esigenza di riforma, ormai diffusa un po' dovunque, di ritornare cioè alla primitiva vita evangelica, di riottenere l'autonomia della Chiesa dal potere temporale, fu fatta propria dal santo Pontefice Gregorio VII, Ildebrarido di Soana, per la cui causa pagò di persona morendo esule a Salerno. In quell'arco di storia brillarono figure quali san Pier Damiani, san Bernardo di Chiaravalle, san Norberto. Il nostro santo patrono Ruggero s'inserisce su questa scia, in quanto concepì l'episcopato non come onore, ma come servizio. Visse per il gregge che gli era stato affidato, senza mai spadroneggiare su di esso, facendosi, secondo il programma dell'apostolo Paolo, tutto a tutti. Contribuì alla ricostruzione morale e materiale della città; con instancabile ardore esortò i fedeli e li sostenne spezzando loro il Pane eucaristico e la Parola divina. "Era assai pietoso e fenoroso per la salute delle anime", ci dice l'Anonimo Cannese (XIV sec.), fonte popolare della sua vita. Non solo, ma fece dell'episcopio "un puro hospitio che sempre stava aperto de noete et de giorno ad alloggiare le viandanti et le pellegrini, et le vidue et le pupilli dove trovavino le loro conforto et le loro consolationi". Per le sue doti, fu stimato perfino dai due pontefici contemporanei: Pasquale Il e Celasio Il, i quali gli affidarono incarichi delicati. La gente vide in lui il vero padre per questo non fa meraviglia sapere che alla sua morte fu acclamato santo e le sue venerande spoglie adagiate in Cattedrale di Canne, presso l'altare maggiore, quasi a sentirlo ancora vicino come quand'era in vita, per godere della sua immediata protezione. Povero di beni terreni, Ruggero entrò ricco di meriti nel regno dei cieli al 30 dicembre 1129, all'età di 60 anni circa. A causa del repentino decadimento di Canne, dietro richiesta dell'arciprete e di un canonico della città, nel 1276 circa il corpo di san Ruggero fu messo al sicuro nella città di Barletta, dove già molti cannesi si erano rifugiati, e custodito in S. Maria Maggiore prima, poi presso le monache benedettine di Santo Stefano, attualmente di San Ruggero. Dai documenti esistenti si evince l'antica fama di santità del Vescovo Ruggero; infatti risulta che a Canne già dal 1192 esisteva una località detta "locus Sancti Rogerii". Altra preziosa testimonianza che attesta il culto del Santo è tratta da una pergamena del 1327 con il sigillo del vescovo Pascalis che riproduce l'iminagine di san Ruggero il cui capo è circondato da una aureola. Nel medesimo sec. XIV, periodo in cui i vescovi cannesi trasferirono la loro residenza a Barletta san Ruggero fu proclamato protettore di Barletta e sin da quel tempo il Santo ebbe l'ufficio proprio. Nel 1656, in seguito all'epidemia della peste che decimò gli abitanti di Barletta, sperimentata la protezione di san Ruggero, per voto pubblico della città, amministratori e cittadini s'impegnarono a digiunare nella vigilia della sua festa, il 29 dicembre, e a realizzare il busto d'argento. Nel 1929, dietro interessamento del Can. Giuseppe D'Amato, a spese del Municipio di Barletta, alla semplice urna lignea fu sostituita l'artistica urna d'argento che d'allora contiene le ossa del Santo. Nel 1942 la Sacra Congregazione dei Riti approvò i testi dell'ufficio e Messa in onore di san Ruggero, compilati nel 1918 dai canonici barlettani. Di recente i testi liturgici sono stati rielaborati a norma dei decreti del Concilio Ecumenico Vaticano Il e approvati dalla Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti l' 8 febbraio 1990. Per lodevole iniziativa e interesse di don Franco D'Amato, nel 1969, su un appezzamento di terreno donato alla chiesa nella zona "Boccuta", si è costruito il Santuario di S. Ruggero. Sul suolo natio del santo Patrono già sorge un luogo di culto che sicuramente continuerà a crescere per la gloria di Dio che si manifesta mirabilmente nei suoi santi.

[ Testo di Ruggiero Lattanzio - Barletta]SOURCE :

SOURCE : http://www.enrosadira.it/santi/r/ruggero.htm


mardi 22 décembre 2020

Bienheureux THOMAS HOLLAND, prêtre jésuite et martyr

Thomas Holland. Melchior Küsel (grabado)-Karel Škréta (dibujo), Mathias Tanner, "Societas Jesu usque ad sanguinis et vitae profusionem militans, in Europa, Africa, Asia, et America, contra gentiles, Mahometanos, Judaeos, haereticos, impios, pro Deo, fide, Ecclesia, pietate, sive, Vita, et mors eorum, qui ex Societate Jesu in causa fide", Praga, 1675.


Bienheureux Thomas Holland

Prêtre, jésuite et martyr en Angleterre (+ 1642)

Il naquit dans le Lancashire anglais et fit ses études sacerdotales à Saint-Omer puis à Valladolid en Espagne. Il entra dans la Compagnie de Jésus en 1624 et retourna en Angleterre pour soutenir les fidèles catholiques. Arrêté, il fut condamné à la pendaison et exécuté à Tyburn.

À Londres, en 1642, le bienheureux Thomas Holland, prêtre de la Compagnie de Jésus et martyr. Alors qu'il exerçait son ministère dans la clandestinité depuis sept ans, il fut arrêté sous le roi Charles Ier, condamné à mort comme prêtre et pendu à Tyburn.

Martyrologe romain

SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/9612/Bienheureux-Thomas-Holland.html


Thomas Holland

Bienheureux

Le P. Thomas Holland (1600-1642) souffrit d’une mauvaise santé pendant les 7 années qu’il passa à exercer son ministère dans son pays natal, l’Angleterre. Malgré ses souffrances et les dangers, il circula courageusement dans Londres pour apporter les sacrements aux catholiques pendant la persécution.

Il est né dans le Lancashire et étudia au Collège Anglais à Saint-Omer en Flandre, pendant 6 ans. En août 1621 il alla à Valladolid en Espagne pour y continuer ses études au Collège Anglais, et retourna ensuite en Flandre en 1624 pour entrer chez les jésuites. Il accomplit son noviciat et ses études de théologie en Flandre et y a été ordonné. Après il fut nommé directeur spirituel des scolastiques à St-Omer. En 1635 il a été désigné pour la mission anglaise, dans l’espoir que l’air natal améliorerait la mauvaise santé, dont il avait commencé à souffrir.

La vie qu’il était obligé de mener rendit sa santé encore plus mauvaise, pas meilleure. Pendant la journée il était obligé de rester à l’intérieur et de voyager la nuit, à cause du danger d’être arrêté par des chasseurs de prêtres. Les épreuves auxquelles il était soumis causèrent une perte d’appétit, qui, à son tour empira sa santé. Pourtant cette mauvaise santé ne l’empêcha pas d’exercer son ministère jusqu’au moment de son arrestation le 4 octobre 1642, à cause du soupçon qu’il était prêtre. Il a été emprisonné à la Nouvelle Prison à Londres pendant 2 semaines et emmené ensuite à Newgate pour son procès. On ne put fournir la preuve qu’il était prêtre, et il avait soigneusement évité qu’on puisse le surprendre à prier, mais quand la cour lui demanda de déclarer sous serment qu’il n’était pas prêtre, il refusa, et le jury le déclara coupable et le condamna à être exécuté. L’ambassadeur de France offrit d’intervenir en sa faveur, mais il préféra le martyre. Des amis franciscains introduisirent secrètement le nécessaire pour célébrer la messe pour lui permettre de célébrer une dernière fois la messe. Au matin du 12 décembre on le traîna jusqu’à Tyburn pour l’exécution. Il pria encore pour ceux qui l’avaient condamné, pour le roi Charles I, la famille royale, le parlement et la nation. Il donna au bourreau le peu de monnaie qui lui restait, lui pardonna ce qu’il allait faire et fut pendu jusqu’à ce que mort s’en suive. Son corps fut ensuite décapité et écartelé, avant d’être exposé sur le «Pont de Londres». (London Bridge).

D'autres martyrs d’Angleterre

Initialement regroupé et édité par: Tom Rochford,SJ

Traducteur: Guy Verhaegen

SOURCE : https://www.jesuits.global/fr/saint-blessed/le-bienheureux-thomas-holland/

Blessed Thomas Holland


Also known as

  • Thomas Sanderson
  • Thomas Hammond

Memorial

Profile

Apparently the son of Richard Holland, a landed gentleman. Studied at Saint Omer, France, and ValladolidSpain in 1621Jesuit novice at Watten, FlandersBelgium in 1624Ordained in 1624 at LiègeBelgiumParish priest at Ghent. Prefect of Saint Omer’s. Spiritual co-adjutor at Ghent on 28 May 1634. He returned to England c.1635 to minister to covert Catholics, living on the run and using false names due to government perscution. He was skilled in disguises, spoke flawless FrenchSpanish, and Flemish, and could fool many. Arrested in London on 4 October 1642 for the crime of priesthood. He refused to cooperate with the trial proceedings, was convicted of being a priest, and sentenced to die. While awaiting execution, he ministered to other prisonersMartyr.

Born

Died

Venerated

Beatified

SOURCE : https://catholicsaints.info/blessed-thomas-holland/

Ven. Thomas Holland

An English martyr, b. 1600 at Sutton, Lancashire; martyred at Tyburn, 12 December, 1642. He was probably son of Richard Holland, gentleman, was educated at St. Omer's and subsequently in August, 1621, went to Valladolid, where he took the missionary oath 29 December, 1633. When the abortive negotiations for the spanish match were taking place in 1623, Holland was sent to Madrid to assure Prince Charles of the loyalty of the seminarists of Valladolid, which he did in a Latin oration. In 1624 he entered the novitiate of the Society of Jesus at Watten in Flanders and not long after was ordained priest at Liège. After serving as minister at Ghent and prefect at St. Omer's he was made a spiritual coadjutor at Ghent (28 May, 1634) and sent on the English mission the following year. He was an adept in disguising himself, and could speak French, Spanish, and Flemish to perfection but was eventually arrested on suspicion in a London street 4 Oct., 1642, and committed to the New Prison. He was afterwards transferred to Newgate, and arraigned at the Old Bailey, 7 December, for being a priest. There was no conclusive evidence as to this; but as he refused to swear he was not, the jury found him guilty, to the indignation of the Lord Mayor, Sir Isaac Pennington, and another member of the bench named Garroway. On Saturday, 10 December, Sergeant Peter Phesant, presumably acting for the recorder, reluctantly passed sentence on him. On his return to prison great multitudes resorted to him, and he heard many confessions. On Sunday and Monday he was able to say Mass in prison, and soon after his last Mass was taken off to execution. There he was allowed to make a considerable speech and to say many prayers, and when the cart was turned away, he was left to hang till he was dead. His brethren called him bibliotheca pietatis.

Sources

POLLEN, Acts of the English Martyrs (London, 1891), 358-367; CHALLONER, Missionary Priests, II, no. 174; GILLOW, Bibl. Dict. Eng. Cath. (London and New York, 1885-1902), III, 353-6; COOPER in Dict. Nat. Biog.

Wainewright, John. "Ven. Thomas Holland." The Catholic Encyclopedia. Vol. 7. New York: Robert Appleton Company, 1910. 22 Dec. 2020 <http://www.newadvent.org/cathen/07393a.htm>.

Transcription. This article was transcribed for New Advent by Joseph P. Thomas. Dedicated to Fr. Cyriac Kottayarikil M.C.B.S.

Ecclesiastical approbation. Nihil Obstat. June 1, 1910. Remy Lafort, S.T.D., Censor. Imprimatur. +John Cardinal Farley, Archbishop of New York.

Copyright © 2020 by Kevin Knight. Dedicated to the Immaculate Heart of Mary.

SOURCE : https://www.newadvent.org/cathen/07393a.htm

Blessed Thomas Holland, SJ

Born : 1600
Died : Dec 12, 1642
Beatified: Dec 15, 1929

Thomas Holland, an Englishman was born in Sutton, near Prescot, in Lancashire. In his youth, he spent six years at the English college at Saint-Omer in Flanders and later in 1621, at the English college in Valladolid, Spain. It was here as a seminarian at St Alban’s that Thomas was chosen to extend a welcome in Latin to Prince Charles during his visit to Madrid in 1623. Thomas returned to Flanders in 1624 and entered the Jesuit novitiate at Watten. He continued with his theological studies at Liege where he was ordained.

Fr Holland returned to Saint-Omer to be the seminarians’ spiritual director and was nicknamed the “Library of Piety” because of his vast knowledge of the ascetical life. He was assigned to the English mission as his superiors hoped that his poor health would improve in his native air. However his health worsened because of the difficult conditions he was living in because priest-hunters were eagerly seeking priests for the reward offered for their whereabouts or capture. Fr Holland went about in disguises, taking on the names of Saunderson and Hammond as aliases and because he was fluent in French, Flemish and Spanish, he was able to pass off as a foreigner. Despite his poor health, Fr Holland did not allow it to interfere with his ministry which he carried out at night or in the early morning for seven years.

Fr Holland was arrested on suspicion of being a priest on Oct 4, 1642 after returning from a sick call and was detained for questioning at New Prison in London for two weeks. He was later sent to Newgate. During his confinement, Fr Holland hardly slept, often spending the night praying secretly. At his trial in Old Bailey on December 4, 1642, four witnesses claimed he was a Catholic priest but no proof was produced to confirm their testimony. However he was found guilty by the jury when he refused to swear that he was not a Catholic priest. When Fr Holland received his death sentence, he said: “Thanks be to God.” And later back at his cell he invited the Catholics there to join him in singing the Te Deum, the great hymn of thanksgiving.

With two days to live, many visitors came and requested Fr Holland to remember their intentions and although the French ambassador offered to intervene with the King, Fr Holland preferred martyrdom to freedom. On the Sunday before his execution, his Capuchin friends brought him the articles for Mass which he celebrated in his cell that day and also on early Monday morning.

Fr Holland was dragged to Tyburn at mid-morning of the 12th and seeing a crowd had gathered in silence, he spoke: “I have been brought here to die a traitor, a priest and a Jesuit; but in truth none of these things has been proved.” Then mounting the cart, he placed the noose about his neck and told the people that he was truly a priest and a Jesuit and that he pardoned the judge and jury that had condemned him.. He recited his acts of faith, hope, charity and contrition and then prayed for King Charles I and the nation “for whose prosperity and conversion to the Catholic faith, if I had as many lives as there are hairs on my head, drops of water in the ocean, or stars in the firmament, I would most willingly sacrifice them all.” These words brought cheers from the crowd. He then forgave his executioner for what he is about to do and gave him the few coins he still had in his pocket.

With eyes closed in prayer, Fr Holland looked at a priest in the crowd and received absolution. After he was hanged, his body was beheaded and quartered and exposed on London Bridge. Fr Holland was only forty-two years of age and a Jesuit for eighteen years. Pope Pius XI beatified him on December 15, 1929.

SOURCE : https://www.jesuit.org.sg/dec-thomas-holland-sj/

Blessed Thomas Holland, SJ: "Sacrifice Them All"

From The Jesuit Curia in Rome:

Thomas Holland (1600-1642) suffered from poor health during the whole of the seven years he spent in active ministry in his native England. Despite his suffering he fearlessly moved around London to bring the sacraments to Catholics during a period of oppression.

He was born in Lancashire and attended the English College at Saint-Omer in Flanders for six years. He moved to Valladolid, Spain, in August 1621, to attend the English College there and then returned to Flanders in 1624 so that he could enter the Jesuits. He did his novitiate and theological study in Flanders and was ordained there before being assigned to be the spiritual director of the scholastics at Saint-Omer. In 1635 he was assigned to the English mission in the hope that his native air would meliorate the poor health he had begun to suffer.

The conditions in which he had to live in England made his health worse, not better. He had to stay indoors all day and travel only at night because of the danger of arrest by priest-hunters. The hardships he endured caused a loss of appetite, which only worsened his condition. Ill health, however, did not keep from ministry; and he continued until his arrest on Oct. 4, 1642 on suspicion of being a priest. He was detained at New Prison in London for two weeks and then taken to Newgate at the time of his trial. No evidence could be put forth proving that he was a priest, and he had been very careful in prison not to be caught praying, but when the court asked him to swear that he was not a priest, he refused; the jury found him guilty and condemned him to die. The French ambassador offered to intervene to try to win his freedom, but Holland said he preferred martyrdom. Some Capuchin friends smuggled Mass supplies into prison so he could celebrate the Eucharist one last time. On the morning of Dec. 12 he was dragged to Tyburn to be executed. He prayed for those who had condemned him and for King Charles I, the royal family, parliament and the nation. He gave the hangman the little money he had, forgave him for what he was about to do and then was hanged until he was dead. His body was then beheaded and quartered and exposed on London bridge.

This Jesuit site provides more details about his execution and his beatification:

Fr Holland was dragged to Tyburn at mid-morning of the 12th and seeing a crowd had gathered in silence, he spoke: “I have been brought here to die a traitor, a priest and a Jesuit; but in truth none of these things has been proved.” Then mounting the cart, he placed the noose about his neck and told the people that he was truly a priest and a Jesuit and that he pardoned the judge and jury that had condemned him.. He recited his acts of faith, hope, charity and contrition and then prayed for King Charles I and the nation “for whose prosperity and conversion to the Catholic faith, if I had as many lives as there are hairs on my head, drops of water in the ocean, or stars in the firmament, I would most willingly sacrifice them all.” These words brought cheers from the crowd. He then forgave his executioner for what he is about to do and gave him the few coins he still had in his pocket.

With eyes closed in prayer, Fr Holland looked at a priest in the crowd and received absolution. After he was hanged, his body was beheaded and quartered and exposed on London Bridge. Fr Holland was only forty-two years of age and a Jesuit for eighteen years. Pope Pius XI beatified him on December 15, 1929.

Blessed Thomas Holland, pray for us!

SOURCE : http://supremacyandsurvival.blogspot.com/2015/12/blessed-thomas-holland-sj-sacrifice.html

+ Blessed THOMAS HOLLAND, Jesuit, 1642

Born in Lancashire, he was educated at St. Omer’s, where he was repeatedly, on account of his piety, elected prefect of the Sodality of Our Blessed Lady. Thence he was sent to Valla­dolid, and was chosen to make a Latin oration at Madrid before Charles Prince of Wales (Charles I), on occasion of a marriage then pro- posed with the Infanta Maria. Returning to Flanders, he entered the Society of Jesus, and was sent on the English Mission to London, 1634. He was then in very bad health, and his illness was increased by the close confinement imposed upon him by the unremitting house- searching of the pursuivants. Yet, notwith- standing the vigilance of his enemies and his own infirmities, through the various disguises he adopted, so as to be unrecognisable even by his friends, his perfect knowledge of French, Fle­mish, and Spanish languages enabling him to assume any character, he reaped auring two year's labour a rich harvest of souls. At length in 1642 he was apprehended on suspicion and sentenced. In prison his holy counsel and deep spiritual wisdom sanctified the throngs, English and forejgü, who came for his last words. He said Mass and administered the Sacraments up to the day of his execution at Tyburn, Decem­ber 12, 1642.

“ I became all things to all men that I might save all.”1 Cor. ix. 22.

SOURCE : http://englishmartyrs.blogspot.com/2014/12/blessed-thomas-holland-jesuit-1642.html

HOLLAND, THOMAS (1600–1642), jesuit, born in Lancashire in 1600, being probably a son of Richard Holland, gentleman, of Sutton, and Anne his wife, received his education in the jesuit colleges at St. Omer and Valladolid. When Prince Charles visited Madrid in 1623, Holland, at the request of his fellow-collegians, went to the capital and addressed the prince in a Latin oration, assuring him of the loyalty and good wishes of the English students in the seminaries of Spain. He entered the novitiate of the English province of the Society of Jesus at Watten in 1620, and afterwards passed to the college at Liège and the House of the Third Probation at Ghent. Subsequently he was appointed prefect of morals and confessor to the scholars at St. Omer. In 1635, he was sent to England, and for seven years laboured on the mission in London, sometimes assuming the aliases of Saunderson and Hammond. At length, on 4 Oct. 1642, he was arrested and committed to the New Prison, whence he was transferred to Newgate. On 7 Dec. he was indicted for being a priest, was found guilty, and on 12 Dec. (O.S.) 1642 was executed at Tyburn in the presence of a large crowd, including Count Egmont, Duke of Gueldres, the Spanish ambassador, and almost all the members of his suite.

There is an engraved portrait of him in the ‘Certamen Triplex’ of Father Ambrose Corbie [q. v.], published originally at Antwerp in 1645. A miniature portrait of him is preserved by the Teresian nuns at Lanherne, Cornwall. A photograph by the Woodbury process has been published.

[Biography in Corbie's Certamen Triplex; Challoner's Missionary Priests, No. 147; Florus Anglo-Bavaricus, p. 76; Foley's Records, i. 542–565, vii. 366; Gillow's Dict. of English Catholics; Granger's Biog. Hist. of England, 5th edit., ii. 385; Marsys's Hist. de la Persécution des Catholiques en Angleterre, iii. 101–17; Oliver's Jesuit Collections, p. 117.]

T. C.

SOURCE : https://en.wikisource.org/wiki/Dictionary_of_National_Biography,_1885-1900/Holland,_Thomas_(1600-1642)

Beato Tommaso Holland Sacerdote gesuita, martire

22 dicembre

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Sutton, Inghilterra, 1600 - Londra, Inghilterra, 12 dicembre 1642

Martirologio Romano: A Londra in Inghilterra, beato Tommaso Holland, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che, condannato a morte sotto il re Carlo I per aver svolto clandestinamente il suo ministero, rese con l’impiccagione lo spirito a Dio.

Nato nel 1600 a Sutton (Lancaster), dopo aver studiato al collegio di S. Omer, entrò nel­la Compagnia di Gesù. Fece il noviziato a Watten, nel Belgio, e frequentò gli studi di teologia a Liegi, da dove, ordinato sacerdote, £u inviato subito come direttore spirituale del collegio di S. Omer. La sua pietà e la sua cultura ascetica gli avevano meritato il titolo di Bibliotheca Pietatis.

Per la salute debolissima, fu mandato dai superiori in Inghilterra, dove giunse nel 1635. Non ne ricavò alcun miglioramento, anzi, i suoi disturbi si aggravarono sia per una ostinata inappetenza, sia per il fatto che doveva esercitare il suo mini­stero soprattutto di notte. Riuscì tuttavia a resistere per sette anni, esercitando un continuo apostolato attraverso peripezie di ogni genere. Dedicava tutto il tempo libero alla preghiera e ciò spiega come chi lo avvicinava avvertisse subito un'atmosfera soprannaturale.

Sospettato come sacerdote, sebbene senza prove, fu condotto in carcere a Newgate, il 4 ott. 1642. Fu molto abile nel difendersi durante il processo e nessuna prova fu raccolta contro di lui, ma fu ugualmente condannato a morte il 10 dic. Alla condanna rispose con gioia: Deo Gratias e, giunto in carcere, volle cantare il Te Deutn. Per due giorni la prigione fu assiepata di visitatori a cui egli rivolgeva parole piene di fede e di elevata spiritualità. Non volle che l'ambasciatore francese chiedesse per lui la grazia della liberazione, come si legge in una lettera da lui scritta ai superiori.

La mattina del 12 dic. potè celebrare la Messa in carcere e poi fu condotto al patibolo del Tyburn. Qui manifestò pubblicamente la sua qualifica di sacerdote e di gesuita, fece atti di fede e di contri­zione, offri a Dio la sua vita, perdonò tutti, diede poi al carnefice il poco denaro che possedeva, rice­vette l'assoluzione da un confratello nascosto tra la folla. Fu impiccato mentre teneva le mani giunte. Aveva quarantotto anni, dei quali diciannove vissuti nella Compagnia di Gesù. Fu beatificato da Pio XI nel 1929 e la sua festa si celebra il 12 dicembre.

Autore: Giovanni Battista Proja

SOURCE : http://www.santiebeati.it/dettaglio/82770

dimanche 20 décembre 2020

Saint URSAN (URSAN, URSICINUS), ermite, abbé, fondateur et confesseur


Statue de Saint Ursanne représenté allongé dans une grotte, à proximité de la collégiale de Saint-Ursanne.


Saint Ursan

Confesseur dans le Jura suisse (+ 625)

ou Ursanne.

Il quitta le monastère de Luxeuil en même temps que son maître saint Colomban et l'accompagna jusqu'à Metz. Puis il partit fonder à son tour un petit monastère dans le Jura suisse, qui donna naissance à la localité de Saint-Ursanne.

Dans le Jura suisse, près du Doubs, vers 620, saint Ursane, disciple de saint Colomban, qui mena d'abord la vie érémitique dans la solitude, mais, bientôt découvert, incita beaucoup au même genre de vie.

Martyrologe romain

SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/288/Saint-Ursan.html

Saint Ursannedisciple de saint Colomban vint d'Irlande (ou du pays de Galles ?) avec son maître et d'autres moines célèbres, pour annoncer l'Evangile aux populations barbares qui étaient venues s'établir sur le territoire du défunt Empire Romain.

    Daniel-Rops dans sa préface nous dit qu'il avait rencontré le nom d'Ursanne, « cet excellent saint, dans la noble cohorte de ces missionnaires celtiques qui, au cœur du chaos barbare, se lancèrent à la reconquête du continent, pour tout dire parmi ces Irlandais héroïques et hirsutes envers qui j'éprouve quelques dilections. »

    Les envahisseurs avaient naturellement amenés leur divinités avec eux et il fallait bien la vigueur de ces Irlandais pour favoriser leur « inculturation ». L'Evangile rentrait en ce temps-là par la force du bâton, tout comme le témoignage du repentir. Les idoles étaient brûlées et nul ne songeait à les enfermer dans des musées. Étrange catéchèse qui porta pourtant ses fruits.

     On s'interroge sur la correspondance entre les belles homélies attribuées à saint Colomban et la farouche énergie qu'il manifestait à implanter l'Évangile « de sa main forte et de son bras étendus ».

    Après avoir traversé l'ancienne Gaule romaine, nos moines s'arrêtèrent à Luxeuil et y fondèrent le célèbre monastère d'où sortirent plus tard saint Germain et saint Randoald. De Luxeuil qui est aujourd' hui une paisible petite ville d'eau, Saint Colomban dut s'exiler sur l'ordre de Thierry II, roi de Bourgogne et plus tard d'Austrasie, ainsi que de sa grand-mère la terrible Brunehaut qui à son fils un véritable harem. De l'art d'être grand-mère… Nobles et hauts personnages de tous temps, qu'ils se nomment rois, princes, présidents ou ministres, n'apprécient jamais qu'on leur rappelle qu'ils sont eux aussi poussière et soumis à la Loi du Christ, s'ils veulent un jour pouvoir être accueillis dans ce Royaume qui n'est pas le leur.

    Colomban poursuivi par la haine de cette mégère, avec quelques-uns de ses fidèles, erra donc en Gaule et sur les bords du Rhin. Dans l'Helvétie orientale nos moines se séparèrent. Saint Colomban apprécia-t-il toujours la chose ? On peut en douter à voir la dureté avec laquelle il traita saint Gall. Il lui interdit notamment de célébrer l'Eucharistie jusqu'à sa propre mort ; malade, Gall

SOURCE : http://archive.wikiwix.com/cache/index2.php?url=http%3A%2F%2Fwww.abbaye-saint-benoit.ch%2Fsaints%2Fursanne%2Fpage2.html

Ermite Saint-Ursanne, grotte (paroisse de Saint-Ursanne)

Dernière rénovation en : 1999

Dédiée à : Saint-Ursanne

Historique :

Saint-Ursanne, moine irlandais de Luxeuil, disciple de Saint-Colomban, vint s'établir à la fin du VIe siècle sur les rives du Doubs où il mourut vers l'an 620. La tradition rapporte qu'il se serait établi dans cette grotte surplombant le Doubs, en compagnie d'un ours. On y trouve aujourd'hui un gisant en posture de méditation représentant Saint-Ursanne accompagné de son ours.

Attirés par les miracles du pieux ermite, des moines l'auraient rejoint et auraient fondé un monastère sur la tombe du vénérable confesseur.

Aux abords du tombeau du saint, placée dans une première église consacrée à saint Pierre, saint Wandrille fonda entre 623 et 635 une communauté monastique qui adopta par la suite la règle bénédictine; dans le domaine spirituel, elle fut rattachée au diocèse de Besançon au moins jusqu'en 1100. Entre 1095 et 1119, la petite communauté fut transformée en Chapitre de chanoines. En 1139, l'évêque de Bâle acquit le petit bourg qui s'était développé aux abords immédiats de la collégiale, puis en 1210 le monastère lui-même. C'est alors que furent définis les droits respectifs de l'évêque, du prévôt et du bailli. La prévôté englobait le Clos du Doubs et la partie orientale des Franches-Montagnes. Au XIIIe siècle déjà, la plupart des chanoines ne résidaient que temporairement à Saint-Ursanne.

Les pélerinages sont cités dès 1274 et jusqu'à la Révolution française.

Philippe Kauffmann e.a., 14/11/2006

Dernière modification: 31/08/2011

Bibliographie

Philippe Kauffmann (dir.), Parcours des chapelles, des oratoires et des grottes, Porrentruy, 2001.

Le Quotidien jurassien, 7 septembre 2000.

© Dictionnaire du Jura 2005-2020

SOURCE : https://www.diju.ch/f/notices/detail/4613

Saint Ursicinus of Saint-Ursanne


Memorial

Profile

Friend of Saint ColumbanusMissionary to Switzerland. Built a monastery at Saint Ursanne in the Swiss Juras, and served as its abbot. He could not bear wine nor those who served it to him. Venerated at BaselSwitzerland; Besançon, France; and MainzGermany.

Born

Died

Canonized

Patronage

Representation

  • abbot with three lilies in his hand
  • abbot holding a book and fleur-de-lys, surrounded by fleur-de-lys

SOURCE : https://catholicsaints.info/saint-ursicinus-of-saint-ursanne/

Saints of the Day – Ursicinus of St-Ursanne, Abbot

Article

Died c.625. Friend of Saint Columbanus, the Irish Ursicinus followed the footsteps of his friend and entered the missionary fields of Switzerland. Ursicinus planted his staff at Saint Ursanne in the Swiss Juras, where he built his monastery. He could not bear wine nor those who gave it to him to drink (Benedictines, Encyclopedia).

Saint Ursicinus is rendered in art as an abbot with three lilies in his hand or holding a book and fleur-de-lys, surrounded by fleur- de-lys. Venerated at Basel, Besancon, and Mainz. Invoked against stiff neck (Roeder).

MLA Citation

  • Katherine I Rabenstein. Saints of the Day1998CatholicSaints.Info. 21 August 2020. Web. 20 December 2020. <https://catholicsaints.info/saints-of-the-day-ursicinus-of-st-ursanne-abbot/>

SOURCE : https://catholicsaints.info/saints-of-the-day-ursicinus-of-st-ursanne-abbot/


Sant' Ursicino del Giura Eremita e fondatore

20 dicembre

† Giura svizzero, 620 ca.

Ursicino era un monaco irlandese, compagno di san Colombano. Questi, cacciato dalla Gallia nel 610 si diresse in Svizzera con Gallo, Sigisberto, Fromond e, appunto, Ursicino (Ursanne). Gli ultimi due si spinsero sulle montagne del Giura in cerca di luoghi per la vita eremitica. Si narra che Ursicino abbia proposto di lanciare in aria dalla cima di un monte un bastone per avere dal cielo l’indicazione giusta. I due si divisero: il bastone di Ursicino finì, infatti, vicino a una grotta nella valle del fiume Doubs. Qui costruì una cappella dedicata a San Pietro e un monastero, alla cui comunità dette la regola di Colombano. Morì intorno al 620. Poi il monastero passò ai benedettini e fu costruita una Collegiata, distrutta nel 1793. Intorno al monastero sorse Saint Ursanne, paese che giocò un ruolo importante nella storia della diocesi di Basilea. Ursicino è venerato anche a Besançon e Magonza.

Martirologio Romano: Sul massiccio del Giura presso il fiume Duby in territorio svizzero, sant’Ursicino, che, discepolo di san Colombano, condusse dapprima vita eremitica in solitudine e poi, scoperto, attirò molti a questo genere di vita.

Il culto di s. Ursicino (in francese Ursanne), eremita nel Giura, è attestato in questa regione svizzera, sin dalla terza parte del secolo VII; infatti già prima del 675 l’abate Germano di Moûtier-Grandval, aveva costruito una chiesa in suo onore presso Grandval.

Inoltre un antico documento, riporta che s. Vandregisilo abate († 668), costruì verso il 630 un monastero nel medesimo luogo dove riposava Ursicino.

Il sarcofago del santo eremita, databile al VII secolo, è sempre venerato nella bella chiesa di S. Ursanne, situata nell’ansa del fiume Doubs, che nasce nel Giura francese e penetra in territorio svizzero per breve tratto, formando la suddetta ansa, sulla cui riva si trova la chiesa.

Per quanto riguarda la vita di s. Ursicino, tutto ciò che gli agiografi hanno considerato e diffuso, proviene da un antico documento, citato per primo dal gesuita Claudio Sudan (1579-1665) nella sua opera “Basilea sacra”, ma che purtroppo non trascrisse alla lettera.

Il documento era una leggenda liturgica in 24 lezioni, che fu composta su disposizione del vescovo Ugo I di Besançon, diocesi a cui apparteneva allora l’eremita Ursicino.

Questa ‘Vita’, andata smarrita, raccontava che Ursicino era un monaco irlandese, compagno di s. Colombano (543-615), l’abate che dall’Irlanda emigrò in Francia e poi in Italia, dove fondò nel 614 il monastero di Bobbio.

Ursicino che aveva seguito insieme ai monaci Gallo, Sigisberto, Fromond, l’abate Colombano nella Gallia di allora, quando nel 610 dovettero lasciare Luxeuil in territorio francese, si divise dal suo maestro diretto in Italia e con Fromond, si spinse sulla catena montuosa del Giura franco-svizzero, in cerca di un luogo adatto per una vita eremitica.

La tradizione racconta che Ursicino, propose al compagno monaco, di lanciare dalla cima di un monte, i loro bastoni in aria, lasciando che il cielo desse così l’indicazione giusta nel punto di ricaduta.

I bastoni caddero in luoghi diversi e i due compagni si divisero, quello di Ursicino cadde vicino ad una grotta, nella valle del fiume Doubs, dove si ritirò in eremitaggio.

In questo luogo costruì una cappella dedicata a S. Pietro e che prenderà il suo nome, S: Ursanne; ben presto la sua fama attirò vari discepoli, per cui Ursicino fondò un monastero per loro, sotto la regola di s. Colombano.

Dopo una decina d’anni di esemplare vita eremitica, sant’Ursicino morì verso il 620; il suo nome lo si ritrova nelle litanie dei santi venerati a Besançon del secolo XI e nel martirologio della stessa diocesi al 20 dicembre.

Il monastero da lui fondato nella valle del Doubs, subì nel tempo vari cambiamenti, passato ai benedettini, nel 1040 era dipendente da quello di Moûtier-Grandval, poi fu assegnato nel 1077 ai vescovi di Basilea; uno di loro vi istituì nel 1119 una collegiata, che durò fino al 1793 quando fu distrutta.

Intorno al monastero sorse il paese di Saint Ursanne; è venerato in tutto il Giura del Nord, a Besançon, Magonza, Basilea, le sue immagini lo mostrano con in mano un libro e dei gigli.

Autore: Antonio Borrelli

SOURCE : http://www.santiebeati.it/dettaglio/91903

Voir aussi : http://www.amisaintcolomban.org/wordpress/wp-content/uploads/79_Ursanne.pdf