dimanche 25 janvier 2026

Bienheureux FRANCESCO ZIRANO, prêtre franciscain et martyr

Statua del Beato Padre Francesco Zirano presso cortile della chiesa di Santa Maria di Betlem a Sassari

Statue of Blessed Father Francesco Zirano at courtyard of Santa Maria di Betlem church in Sassari


Bienheureux Francesco Zirano

Prêtre franciscain italien martyr à Alger (+ 1603)

Francesco Zirano, prêtre et franciscain italien (1564 - 1603), tué en haine de la foi en Algérie - promulgation du décret de martyre le 8 février 2014 (en italien).

Après l'Angélus, le 10 octobre 2014, le Pape a rendu grâce pour la béatification du père Francesco Zirano de l'Ordre des Frères mineurs conventuels.

Né vers 1564 à Sassari en Italie, mort martyr le 25 janvier 1603 à Alger.

Ordonné prêtre en 1586 après être entré chez les franciscains en 1580, c'est en 1599 qu'il reçut l'autorisation du pape Clément VIII de récolter des fonds pour payer les rançons pour la libération de chrétiens détenus en Afrique du Nord (dont un de ses cousins). Il arriva à Alger le 20 août 1602 à une période où les sentiments antichrétiens étaient exacerbés par une guerre imminente entre Alger et le royaume de Cuco soutenu par l'Espagne.

Trahi alors qu'il allait à la cour espagnole faire le récit de la victoire du roi de Cuco le 1er janvier 1603, il est condamné à mort pour son refus de renier sa religion et est cruellement martyrisé et exécuté le 25 janvier.

En italien:

Franciscains, fraternité de Sardaigne

SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/12878/Bienheureux-Francesco-Zirano.html

Blessed Francesco Zirano

Also known as

Francesco Cirano

Francesco Cyrano

Memorial

25 January

Profile

Member of the Friars Minor Conventuals, making his profession in 1580Priest, ordained in 1586. In 1599 he received authorization from Pope Clement VIII to collect funds to ransom Christians who were enslaved and held for ransom by Muslims in North Africa. On 20 August 1602 he arrived in Algiers, Algeria where antiChristian sentiment was building due to an impending war between Algiers and the kingdom of Cuco; Cuco had the backing of Catholic Spain. On 1 January 1603, following a battle won by the king of Cuco, Father Francesco was dispatched to the Spanish court to take back news; he was betrayed to local Algerian soldiers who captured him and sent him to Algiers in chains. On the morning of 25 January 1603 he received notice that he was condemned to death for being a Christian, but could receive a pardon if he converted to Islam; he declined. Martyr.

Born

c.1564 in SassariItaly

Died

flayed alive on 25 January 1603 in Algiers, Algeria

Venerated

7 February 2014 by Pope Francis (decree of martyrdom)

Beatification

12 October 2014 by Pope Francis

beatification recognition celebrated at Sassari, Sardinia, Cardinal Angelo Amato presiding

Additional Information

other sites in english

Catholic News Agency

Hagiography Circle

sites en français

Causes des Saints

fonti in italiano

Dicastero delle Cause dei Santi

Diocese of Oristano

Santi e Beati

MLA Citation

‘Blessed Francesco Zirano‘. CatholicSaints.Info. 11 July 2023. Web. 26 January 2026. <https://catholicsaints.info/blessed-francesco-zirano/>

SOURCE : https://catholicsaints.info/blessed-francesco-zirano/

Beato Francesco Zirano Sacerdote francescano, martire

Festa: 25 gennaio

Sassari, 1564 - Algeri, 25 gennaio 1603

Papa Francesco il 7 febbraio 2014 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede.

Francesco Zirano nacque a Sassari intorno all’anno 1564, in una famiglia di modesti contadini dalla fede genuina. Erano probabilmente quattro fratelli che purtroppo rimasero presto orfani di padre. Profonda era in casa la devozione verso i protomartiri Gavino, Proto e Gianuario e da Sassari partivano annualmente due pellegrinaggi solenni al santuario di Porto Torres, anche a rischio di improvvisi attacchi di corsari a cui la zona era soggetta. Francesco mantenne sempre forte questa devozione. L'infanzia trascorse normale e in un'epoca in cui l'analfabetismo era la norma, ricevette una certa istruzione dai frati di S. Maria di Betlem. Aveva una grande devozione per la Madonna, maturò la vocazione e a soli quindici anni seguiva le regole del convento. A ventidue anni fu ordinato sacerdote dall’arcivescovo Alfonso de Lorca. Era presente e ne condivideva la gioia il cugino Francesco Serra, figlio di una sorella della madre, che da poco aveva vestito l’abito. Padre Zirano svolse varie mansioni, in chiesa a contatto con i fedeli o in comunità, a servizio dei confratelli, fino a quando, nel 1590, un avvenimento sconvolse la sua vita. Il cugino fu fatto schiavo dai corsari turchi sbarcati in Sardegna e condotto ad Algeri. Per otto anni padre Zirano, mentre svolgeva scrupolosamente i suoi incarichi, di economo, di questuante e di procuratore del convento, soffriva e pregava per l’infelice cugino. Ad un certo punto giunse all’ardita decisione che sarebbe andato a liberarlo. Occorreva reperire il denaro necessario per il riscatto e in Sardegna erano i Mercedari che questuavano per la liberazione degli schiavi. Il 19 marzo 1599 la richiesta di Francesco venne accolta da Clemente VIII che l’autorizzava per un triennio. In essa si legge l’invito a donare con generosità all'umile frate "di circa trentatrè anni, di bassa statura, occhi neri e barba castana". Padre Zirano percorse tutta l’isola per raccogliere le offerte, dando conforto ai familiari di altri schiavi e impegnandosi per la liberazione di alcuni di essi. Nella primavera del 1602, pieno di trepidazione e di speranza, forte nella fede, partì facendo tappa in Spagna dove ebbe dal Re Filippo III per compagno fra Matteo de Aguirre. A sua insaputa però il frate di Maiorca aveva una missione politica da realizzare, nell’ambito della guerra in atto tra Algeri e il re di Cuco che era sostenuto dagli spagnoli. Resosi conto della difficoltà padre Zirano, travestito da mercante, con un interprete, il 18 agosto partì da Cuco e dopo tre giorni di cammino era sotto le mura di Algeri. La situazione era tesa, si intravedevano le navi spagnole presso l'isola di Ibiza e un bando limitava la libertà dei cristiani. Ultima complicazione fu l'arresto di un rinnegato proveniente da Cuco che portava alcune lettere di fra Matteo a padre Zirano e ad altri cristiani. Le lettere erano in realtà la rinuncia a occuparsi del riscatto degli schiavi, ma padre Zirano restò prudentemente lontano dalla città. Se ne tornò a Cuco portando con sé quattro cristiani liberati nei dintorni di Algeri e, impossibilitato ad agire, divenne aiutante di fra Matteo. Intanto in carcere il cugino faceva coraggio ai compagni di sventura e aveva imparato l'arabo, tra fatiche e umiliazioni. Il conflitto divenne quindi più acuto. Il Re di Cuco conseguì una vittoria e ritenne opportuno comunicarlo al Re di Spagna. Padre Zirano fu incaricato di portare la lettera, ma forse con una manovra premeditata, fu tradito e consegnato al nemico. Gli avvenimenti furono riferiti in seguito da uno schiavo spagnolo. Francesco fu spogliato, percosso, incatenato e condotto ad Algeri il 6 gennaio 1603. In carcere trovò altri cristiani. Padre Zirano era stato scambiato per frate Matteo de Aguirre, venne isolato e stabilito un enorme riscatto. Ricevette la visita del cugino Francesco Serra che purtroppo ebbe il compito di comunicargli la condanna a morte. Il servo di Dio chiese solo un confessore, ma ciò non fu possibile. Confidando in Dio diede testimonianza ai compagni di galera di restare forti nella fede. Tra la prima e la seconda visita del cugino si tentò il suo invio a Costantinopoli, capitale dell'Impero turco da cui dipendeva anche Algeri. Era in partenza una nave inglese e i soldati che presidiavano Algeri avrebbero inviato padre Zirano per rassicurare i turchi che la guerra contro il re di Cuco non aveva intaccato la loro signoria. Il tentativo fallì a causa del consistente riscatto richiesto. Il 24 gennaio venne radunato il Consiglio della città per decidere senza interrogatorio la condanna. Il Gran Consiglio aveva capito che stava condannando non l'odiato ambasciatore spagnolo, fra Matteo, ma il sardo padre Zirano. Non mancò la proposta infame dell’abiura, ma Francesco non avrebbe mai rinnegato il Signore. Trascorse la notte precedente l'esecuzione in preghiera. Un banditore proclamò per le vie della città che il condannato aveva "rubato" quattro schiavi ed era "una spia". L’esecuzione venne atrocemente eseguita il 25 gennaio del 1603. Vestito con una tunica e con una catena al collo, attraversò l’affollata strada centrale di Algeri tra urla e insulti. Francesco pregava ad alta voce recitando il canto biblico dei tre fanciulli, come raccontò un testimone. Fu scorticato vivo e la pelle, imbottita di paglia, fu esposta presso una porta della città. I cristiani si appropriarono di alcuni lembi, custodendoli. Alcuni arrivarono in Italia, in Sicilia venne portata una mano e la pelle di un braccio, come ci informa un testo del 1605. Oggi se ne è persa notizia. Il cugino, che trovò poi la libertà e poté riscattare a sua volta alcuni schiavi cristiani, riuscì in seguito a dare al corpo straziato una sepoltura. La fede di padre Zirano suscitò un’ammirazione commossa e la fama del suo martirio è giunta sino ai nostri giorni.

È stato beatificato il 12 ottobre 2014 a Sassari, con celebrazione presieduta dal Card. Angelo Amato.

PREGHIERA

Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi ringrazio perché avete concesso al sacerdote religioso Francesco Zirano di rendere buona testimonianza di vita evangelica davanti agli uomini e di operare con zelo fino all’effusione del sangue per il riscatto e il conforto dei cristiani tratti in schiavitù. Degnatevi di glorificare la sua eroica fedeltà al vostro regno di grazia e di carità, perché, onorata in virtù del ministero della Chiesa, essa giovi all’incremento della fede cristiana per la salvezza del mondo. E concedete anche a me, per sua intercessione, di vivere sempre in piena conformità all’adorabile disegno del vostro amore. Gloria.

Autore: Daniele Bolognini

SOURCE : https://www.santiebeati.it/dettaglio/94470

Francesco Zirano

(1564-1603)

Beatificazione:

- 12 ottobre 2014

- Papa  Francesco

 Celebrazione

Memoria Liturgica:

- 25 gennaio

Religioso, sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, missionario e martire: ucciso in odium fidei ad appena 39 anni nella città di Algeri il 25 gennaio 1603, scorticato vivo tra urla e insulti; è il primo martire sardo dell’epoca moderna a essere elevato dalla Chiesa alla gloria degli altari

“Sono cristiano e religioso del mio padre san Francesco, e come tale voglio morire; e supplico Dio che vi illumini così che abbiate a conoscerlo”

Francesco Zirano nacque a Sassari nel 1564 da modesta famiglia di agricoltori.

A 16 anni emise la professione religiosa tra i Frati Minori Conventuali della sua città. Divenuto sacerdote nel 1586, si distinse per la carità fraterna.

Nel 1590 il cugino Francesco Serra, pure francescano e diacono, fu fatto schiavo dai corsari di Algeri. Risultati vani due tentativi di liberarlo – una prima volta da parte dei genitori scambiando la sua libertà con quella di un moro schiavo a Sassari, una seconda volta da parte dei Padri Mercedari – padre Zirano inizialmente chiese e ottenne dal Pontefice Clemente VIII di poter questuare tra i fedeli i soldi necessari al riscatto, poi di recarsi personalmente a redimerlo al pari di altri cristiani.

Nella facoltà di questua concessa dal papa il 19 marzo 1599, è palesato anche l’intento prettamente missionario del Beato: oltre al voler restituire la libertà al cugino sottraendolo a tutti quei maltrattamenti che “i barbari infedeli” sono soliti infliggere “a persone religiose”, come si espresse il primo biografo nel 1605, egli “ricerca ansiosamente la sua libertà perché non corra alcun pericolo per la fede”. Finita positivamente la faticosa questua per il riscatto, padre Zirano giunse in Africa il 28 luglio 1602.

Purtroppo si trovò in una situazione imprevista, sfavorevole ai riscatti: la nave spagnola l’aveva portato infatti a un porto del regno di Cuco, il cui re, Sid Amar, s’era accordato da poco col sovrano di Spagna Filippo III, per conquistare la città di Algeri, interessato l’uno a scuotere il pesante tributo dovuto ai turchi e l’altro a stroncare definitivamente la morsa dei corsari algerini nei mari e terre cristiane. Il tentativo di riscattare il cugino, messo in atto un mese dopo, recandosi ad Algeri, fallì per l’indisponibilità del governo della città alle normali operazioni di ‘redenzione’. Il Beato comunque, il 27 agosto, dai dintorni di Algeri portò liberi quattro schiavi cristiani al regno di Cuco.

Dal settembre a fine dicembre 1602, a causa della guerra effettivamente scoppiata, egli poté liberamente operare tra i cristiani e i rinnegati del regno di Cuco, data la situazione di pace decretata da Sid Amar per i cristiani. Coinvolto suo malgrado nella suddetta guerra, gli fu affidata la missione di annunciare al re di Spagna la notizia della vittoria riportata dal re Sid Amar. Il 1° gennaio 1603, mentre stava per imbarcarsi, il Beato fu tradito dai mori che l’accompagnavano e consegnato all’esercito di Algeri.

Fu incarcerato nel palazzo del pascià Solimàn, cristiano rinnegato nativo di Catania, che fissò per la sua liberazione una cifra favolosa (3000 ducati d’oro, eguale al prezzo di 17 schiavi). Ma i giannizzeri, veri protagonisti del Gran Consiglio della reggenza di Algeri, considerandolo una spia e perché aveva sottratto alla città quattro schiavi, ne fecero decretare la morte la mattina del 25 gennaio 1603.

SOURCE : https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesco-zirano.html

IL MARTIRIO

Durante le tre settimane passate in carcere, al primo annuncio fattogli dal cugino fra Francesco Serra della possibile sentenza di morte, il Beato aveva esclamato: “Piaccia a Dio che ciò avvenga per essere io cristiano”. Al successivo annuncio del 24 gennaio che la morte sarebbe avvenuta l’indomani, egli così pregò: “Piaccia a Dio che con la mia morte i rinnegati riconoscano quanto male hanno fatto rinnegandolo”. All’intimazione della sentenza, che comportava l’essere scorticato vivo e la pelle venire ricucita e riempita di paglia per essere apposta alla porta più frequentata della città, egli, sereno, proruppe nelle parole liturgiche: “Rendiamo grazie al nostro Dio, perché ha scelto me suo servo indegno”.

Fu allora che i messi del Gran Consiglio gli prospettarono la possibilità di avere salva la vita se si fosse convertito all’Islam. Al suo reciso rifiuto fu condotto al supplizio facendogli percorrere la via principale della città, assiepata di folla, che lo maltrattò con spintoni, schiaffi e sputi. Mentre lui procedeva pregando, una seconda esortazione a rinnegare la fede cristiana fu da lui respinta, dichiarando che la fede cristiana è ‘vera via di salvezza’ e che in essa era nato e voleva morire. Giunto sul luogo del supplizio e legato in forma di croce per l’esecuzione, rifiutò l’ultima proposta fattagli da carnefici di farsi mussulmano per evitare la morte dicendo: “Sono cristiano e religioso del mio padre San Francesco e come tale voglio morire; e supplico Dio che vi illumini perché l’abbiate a conoscere”.

Continuando a pregare e invocando i nomi di Gesù, di Maria e di san Paolo di cui la chiesa celebrava quel giorno la conversione, nel momento in cui gli strappavano l’ultimo brandello di pelle morì abbozzando le parole di Gesù in croce: “Nelle tue mani, Padre...”.

SOURCE : https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesco-zirano.html

AMICO DI DIO E MARTIRE

FRANCESCO ZIRANO

La morte del servo di Dio Francesco Zirano

Cagliari, Anonimo del primo 1700

priere
Fama del martirio
Via Crucis
Condanna a morte
Costantinopoli
Tradito
Redentore di schiavi
Frate francescano
La famiglia

MARTIRE FRANCESCO ZIRANO

SERVO DI DIO

La morte del servo di Dio Francesco Zirano

Cagliari, Anonimo del primo 1700

Padre Francesco Zirano (o Cirano) nasce a Sassari nel 1564 da genitori cristiani di modeste condizioni economiche. Ammesso tra i Frati Minori Conventuali nel convento S. Maria di Betlem della sua città, vi emette la professione religiosa nel 1580. Nel 1586 diviene sacerdote.

1586-1602. Nel convento di S. Maria dove risiede, p. Zirano è stimato particolarmente per la sua carità. Questa virtù lo porta ad accogliere l'ispirazione divina che lo chiama ad intraprendere la missione di redentore dei cristiani tratti in schiavitù dai corsari di Algeri, tra i quali si trova dal 1590 anche un suo cugino e confratello religioso, fra Francesco Serra. Nel 1599 papa Clemente VIII lo autorizza a raccogliere le offerte necessarie al riscatto e a recarsi personalmente ad Algeri.

1602-1603. A fine luglio 1602 p. Zirano giunge in Africa in compagnia di p. Matteo de Aguirre, ambasciatore del re di Spagna presso Sid Amar re di Cuco (odierna Kabilia). Verso il 20 agosto perviene ad Algeri dove trova una situazione estremamente critica e avversa ai cristiani a causa della guerra che sta per scoppiare tra il regno di Cuco (appoggiato dalla Spagna) e quello di Algeri. Tuttavia l'audace missionario lasciando Algeri porta liberi a Cuco quattro schiavi cristiani.

Scoppiata la guerra (1 settembre) e dopo una battaglia vinta dal re di Cuco (1 gennaio 1603), p. Zirano è inviato in Spagna a portare notizie a Filippo III. Ma tradito dai mori che l'accompagnano, è consegnato ai soldati algerini che lo conducono incatenato ad Algeri. Qui il pascià Solimàn, rinnegato siciliano, lo rinchiude in carcere fissando il suo possibile riscatto in 3000 ducati d'oro. Dal cugino schiavo, che lo visita segretamente, p. Zirano sa che forse sarà bruciato vivo e dice: "Piaccia a Dio che ciò avvenga per essere io cristiano ". Un tentativo dei giannizzeri di inviarlo schiavo a Costantinopoli fallisce per l'opposizione del pascià. All'annuncio datogli dal cugino il 24 gennaio che l'indomani sarà giustiziato, p. Zirano esclama: "Piaccia a Dio che con la mia morte i rinnegati riconoscano quanto male hanno fatto rinnegandolo".

25 gennaio 1603. Il p. Zirano riceve la notifica della sentenza - ben più crudele - pronunciata dal Gran Consiglio: è condannato ad essere scorticato vivo. Ma gli viene fatta pure la proposta: avrà salva la vita se rinnegherà la fede cristiana. Egli respinge sdegnosamente la proposta e si avvia al supplizio pregando incessantemente. Lungo il tragitto, alla seconda proposta di abbandonare la fede e abbracciare l'islàm, risponde che la fede cristiana è l'unica fonte di salvezza. Giunto sul luogo del supplizio e sistemato per l'esecuzione della sentenza, respinge con quete parole l'ultima proposta di abbandonare la fede in cambio della vita: "Sono cristiano e religioso del mio padre san Francesco, per cui come tale voglio morire; e supplico Dio che vi illumini così che abbiate a conoscerlo". Affronta i tormenti della crudele esecuzione recitando il cantico biblico dei tre fanciulli e invocando Gesù e Maria, e san Paolo apostolo. Muore pronunciando le parole di Cristo: "Nelle tue mani, o Dio, raccomando il mo spirito".

Fama di martirio e Causa di canonizzazione. La morte eroica del p. Francesco Zirano suscitò immediata e profonda ammirazione non solo in Spagna, in Sardegna sua patria e in Italia, ma in tutta la cristianità, compresa l'America Latina, dando origine a una fama di martirio saldamente fondata su dichiarazioni di testi oculari e di quanti da loro sentirono. Continuata sino ad oggi, ha trovato conferma nel processo concluso presso la diocesi di Sassari nel 1991.

Nei secoli XVII e XVIII tentativi di introduzione della causa non ebbero successo per le difficoltà dei tempi. Ripresa nel 1984 e conclusa la sua prima fase col processo diocesano di Sassari (1990-91), essa sta ora compiendo i suoi passi in Roma presso la Congregazione dei Santi. Motivi sociali di attualità della causa: i persistenti sequestri che additano in p. Zirano il mediatore esemplare; la diffusa indifferenza religiosa che lo richiama modello e avvocato di chi si impegna a rievangelizzare oggi; il rinnovato scontro islàm-cristianesimo - accanto all'odierno dialogo delle religioni - che vede in p. Zirano colui che mostra la vera religione col semplice annuncio, la preghiera e la testimonianza del sangue.

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Il testo del presente sito è preso su consenso del vicepostulatore fr. Umberto Zucca

In Rete dal 10 luglio 1999

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Vicepostulatore causa Francesco Zirano

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SOURCE : http://diocesioristano.freeservers.com/zirano.htm