Saint Sévère
Évêque de Naples (+ v.
409)
À Naples, vers 409, saint
Sévère, évêque, que saint Ambroise aimait
comme un frère, et que son Église a aimé comme un père.
Martyrologe romain
SOURCE : http://nominis.cef.fr/contenus/saint/10871/Saint-Severe.html
Profile
Bishop of Naples, Italy from 363 to 409.
Friend of Saint Ambrose
of Milan. Built four basilicas and
other churches. Miracle worker;
he once brought a dead man
back to life so he could clear his widow of
false accusations by a creditor.
409 of
natural causes
buried in
the Catacomba di San Severo, Naples, Italy
relics transferred
to the church of San Giorgio Maggiore in Naples prior to 800
relics transferred
to the basilica of
San Salvatore in Naples in
the 9th
century
relics transferred
to the high altar of
the cathedral of Naples in 1310
Additional
Information
Book
of Saints, by the Monks of
Ramsgate
Roman
Martyrology, 1914 edition
Saints
of the Day, by Katherine Rabenstein
books
Our Sunday Visitor’s Encyclopedia of Saints
other
sites in english
Medieval Religion Listserv, by John Dillon
sitios
en español
Martirologio Romano, 2001 edición
fonti
in italiano
MLA
Citation
“Saint Severus of
Naples“. CatholicSaints.Info. 24 January 2024. Web. 11 September 2026.
<http://catholicsaints.info/saint-severus-of-naples/>
SOURCE : http://catholicsaints.info/saint-severus-of-naples/
Book of Saints –
Severus – 30 April
Article
(Saint) Bishop (April
30) (5th
century) A Bishop of Naples to
whom the working of many miracles is
attributed.
MLA
Citation
Monks of Ramsgate.
“Severus”. Book of Saints, 1921. CatholicSaints.Info.
12 November 2017. Web. 11 September 2026. <https://catholicsaints.info/book-of-saints-severus-30-april/>
SOURCE : https://catholicsaints.info/book-of-saints-severus-30-april/
Severus of Naples B (RM)
Died 409. Bishop Severus
of Naples was a renowned miracle worker. He raised a dead man to life in order
that he should bear witness in favor of his persecuted widow (Benedictines).
SOURCE : http://www.saintpatrickdc.org/ss/0429.shtml
Le
statue di an Severino abate e san Severo vescovo, durante una delle processioni
della festa patronale di San Severo.
San Severo di Napoli Vescovo
Napoli, † 29 aprile 409
Della sua vita
antecedente al ministero episcopale non sappiamo quasi nulla. Guidò la Chiesa
campana dal febbraio 363 al 29 aprile 409. La sua opera si svolse in un periodo
di ritorni al paganesimo e di eresie. Riportò nella città le spoglie del suo
predecessore san Massimo, che era morto in esilio in Oriente, durante la
persecuzione ariana. Fu amico di sant'Ambrogio (340-397) che conobbe durante il
Concilio plenario campano del 392 a Capua. A Severo viene attribuita la
costruzione del celebre Battistero di Napoli, il più antico dell'Occidente. Una
«Vita» di Severo scritta nell'XI secolo, riporta un suo miracolo operato in
vita: non potendo aiutare in altro modo una vedova, minacciata di schiavitù da
un uomo, che pretendeva di essere pagato per un debito del defunto marito,
Severo condusse l'uomo al sepolcro del defunto, richiamandolo in vita e da lui
lo fece sbugiardare. (Avvenire)
Martirologio Romano: A
Napoli, san Severo, vescovo, amato da sant’Ambrogio come fratello e dalla sua
Chiesa come padre.
Nel catalogo dei vescovi
napoletani è al dodicesimo posto; della sua vita anteriore al suo ministero
vescovile, non si sa praticamente nulla.
San Severo espletò il suo
episcopato dal febbraio 363 al 29 aprile 409, quindi qualche decennio dopo la
libertà di culto decretata da Costantino ai cristiani (313); fu certamente un
periodo in cui le due religioni, pagana e cristiana, furono costrette a
convivere, ed i rigurgiti del paganesimo erano frequenti.
La sua opera si svolse
dopo questi ritorni pagani ed i violenti attacchi degli eretici ariani; i
seguaci dell’eretico Ario di Alessandria (280-336) affermavano che il Verbo,
incarnato in Gesù, non è della stessa sostanza del Padre, ma rappresenta la
prima delle sue creature; l’eresia condannata dai Concili di Alessandria del
321 e Nicea del 325, provocò una lotta a volte anche violenta, fra le due
posizioni esistenti nella Chiesa di allora.
La Chiesa di Napoli, con
la sua guida illuminata, rifiorì nella fede genuina del cristianesimo; riportò
nella città le spoglie del suo predecessore san Massimo (sec. IV), che era
morto in esilio in Oriente, durante la persecuzione ariana.
Bisogna dire che s.
Massimo fu il decimo vescovo di Napoli e s. Severo il dodicesimo, quindi fra i
due ci fu l’usurpatore ariano Zosimo, che probabilmente ritornò, durante i suoi
sei anni di episcopato, alla fede originale e quindi venne considerato l’11° vescovo
legittimo.
Svariati antichi
documenti confermano che si conquistò stima ed affetto non solo dei cristiani,
ma anche dei pagani. Fu amico di s. Ambrogio (340-397) vescovo di Milano, che
ebbe occasione di conoscerlo durante il Concilio plenario campano, tenutasi nel
392 a Capua.
Gli vengono attribuite le
fondazioni di quattro basiliche, di cui una adorna di marmi e preziosi mosaici
era dedicata al Salvatore, di questa antica basilica chiamata poi S. Giorgio
Maggiore, è rimasto solo l’abside.
A Severo viene
concordemente attribuita la costruzione del celebre Battistero di Napoli,
anteriore di circa trenta anni a quello eretto al Laterano da Sisto III
(432-440) e pertanto è il più antico dell’Occidente. Il Battistero è
attualmente addossato alla basilica di Santa Restituta nel Duomo di Napoli;
chiamato anche “San Giovanni in fonte”, si ispira a canoni orientali, con
mosaici ritenuti i più preziosi fra quelli pervenutaci da altri
battisteri.
Fuori delle mura della
città, Severo fece costruire a poca distanza dalla Basilica di S. Fortunato,
una basilica cimiteriale, dove fece deporre le reliquie del vescovo s. Massimo
e che pare sia stata pure la sua prima sepoltura.
Da questa basilica, le
sue reliquie furono trasferite verso la metà del IX secolo, in un oratorio
della Basilica urbana di S. Severo nel Rione Sanità, tenuta da una
Congregazione sacerdotale detta “della feria sesta”.
Nel 1310 l’arcivescovo
Umberto d’Ormont, che era stato in precedenza insignito del titolo di abate
della Basilica di S. Severo, collocò le reliquie sotto l’altare maggiore,
innalzandovi sopra un magnifico ciborio di marmo, che alcuni studiosi
attribuirono a Tino da Camaino o alla sua scuola.
Questo trasferimento di
reliquie, risvegliò il culto per il santo vescovo, che si era alquanto sopito,
dopo il 1294, per la sopravvenuta devozione verso il martire domenicano s.
Pietro da Verona.
Il celebre Calendario
Marmoreo di Napoli, scolpito nel IX secolo e conservato negli ambienti
conglobati nel Duomo, riporta la sua festa al 29 aprile e con questa data è
passato nel ‘Martirologio Romano’.
Una ‘Vita’ leggendaria di
s. Severo scritta nell’XI secolo, riporta un miracolo operato in vita dal santo
vescovo: non potendo aiutare in altro modo una povera vedova con piccoli figli,
minacciata di schiavitù da un uomo, che pretendeva di essere pagato un debito
del defunto marito; allora Severo lo condusse con sé, insieme al clero e molto
popolo, al sepolcro del defunto, richiamandolo in vita e da lui pubblicamente
fece sbugiardare il pretendente, perché non gli doveva niente.
È un tipo di miracolo che
si trova anche nei racconti delle ‘Vite’ di altri celebri santi antichi, quindi
è molto probabile che sia una leggenda aggiunta dall’anonimo agiografo di s.
Severo.
Il santo è anche patrono
della città e diocesi di S. Severo, in provincia di Foggia.
Autore: Antonio
Borrelli