Bienheureux Antoine de
Milan
Missionnaire franciscain
en Arménie (+ 1286)
et ses compagnons
martyrs, François de Fermo et Monald d'Ancône, trois missionnaires
franciscains, originaires d'Italie. Ils témoignèrent du Christ, jusqu'à la
mort, en Arménie.
SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/6188/Bienheureux-Antoine-de-Milan.html
Also
known as
Monaldo
28 April
(translation of relics)
Profile
One of three Franciscans
assigned to Armenia
with a mission to improve the conditions of Christians
there, and to bring the faith
to any Muslims who were open. In Arzenga, Armenia,
on the first Friday in Lent, the group stood in the street and preached
Jesus to the people going to prayers. To prevent violence in the street, the
local leader ordered a stop to the preaching.
The missionaries
ignored the order and returned the following Friday. Local Muslims threatened
to kill the street preachers,
and the council of elders agreed. On the third Friday, the missionaries
returned, were arrested,
and dragged to the city’s public square. A local Muslim man tried to defend
them and spoke against violence, but he was killed on the spot. The mob then
turned on the Franciscans,
attacking with swords,
dismembering the men before finally killing
them. Martyr.
beheaded
on 15
March 1314
at Arzenga, Armenia
their severed arms and
legs were hung on the city walls as a warning, their bodies dragged to the
fields to be left for wild animals
body parts collected and
buried by a local priest
and his parishioners
Additional
Information
books
Our Sunday Visitor’s Encyclopedia of Saints
other
sites in english
fonti
in italiano
nettsteder
i norsk
MLA
Citation
‘Blessed Monaldus of
Ancona‘. CatholicSaints.Info. 14 March 2023. Web. 11 October 2026.
<https://catholicsaints.info/blessed-monaldus-of-ancona/>
SOURCE : https://catholicsaints.info/blessed-monaldus-of-ancona/
St. Monaldus of Ancona
Feastday: March 15
Death: 1286
Franciscan martyr with
Anthony of Milan
and Francis of Fermo, martyred in Armenia. They were missionaries in the
region, slain by pagans.
SOURCE : https://www.catholic.org/saints/saint.php?saint_id=5155
Beati Monaldo da Ancona, Francesco da Petriolo e Antonio Cantoni da Milano
Religiosi francescani, martiri
† Arzenga, Armenia, 15 marzo 1314
Inviati come missionari nell’Armenia,i tre francescanierano soliti parlare alla folla, radunata alla presenza del cadí, il venerdìdi ogni settimana, testimoniando la divinità di Cristo e confutando gli errori di Maometto, suscitando le ire dei religiosi locali. Il 15 marzo 1314 furono arrestati e condotti nella pubblica piazza della città dove confessarono ancora davanti al tribunale la loro fede in Cristo. I mussulmani allora si scagliarono contro di loro con le spade, ferendoli gravemente; amputarono loro gli arti, mentre essi nei tormenti raccomandavano le loro anime a Dio. Furono alfine decapitati e i loro corpi furono gettati in aperta campagna, perché fossero divorati dalle belve. Un sacerdote armeno, con l’aiuto di alcuni cristiani e a sue spese, riuscìa raccogliere i resti delle vittime e a dar loro un’onorata sepoltura. Sulla loro tomba un cieco riacquistò la vista. La domenica del Buon Pastore, il 28 aprile dello stesso anno, si fece la traslazione delle reliquie. La venerazione degli Armeni verso questi servi diDio era tanta che il patriarca li canonizzò iscrivendoli nel catalogo dei santi armeni e imponendo il digiuno nella vigilia del martirio.
Del martirio di questi francescani abbiamo una relazione abbastanza ampia e contemporanea di Carlino Grimaldi, guardiano di Trebisonda. Inviati come missionari nell'Armenia, non solo ebbero a cuore la condizione dei cattolici ivi dimoranti, ma si prodigarono soprattutto, per convertire alla fede cristiana i musulmani del luogo.
Nella città di Arzenga (che i geografi scrivono in modi diversi: Arzingam, Artzinga, Artzinganis o Ertzinga), situata in Armenia presso l'Eufrate, da identificarsi probabilmente con l'odierna Ersindjan, essi erano soliti parlare alla folla, radunata alla presenza del cadí, il venerdí di ogni settimana, giorno festivo per i musulmani, testimoniando la divinità di Cristo e confutando gli errori di Maometto. Quando il cadí si accorgeva che qualcuno degli ascoltatori era scosso dalle parole dei missionari, metteva fine alla discussione e li licenziava. Ma essi tornavano a parlare dinanzi a lui il venerdí successivo con nuove argomentazioni e con rinnovato zelo, tanto che costui fu costretto ad indire una pubblica disputa tra i religiosi ed i piú sapienti tra.i musulmani: fu tanta la forza delle argomentazíóni, tanto l'ardore della fede, che gli infedeli non seppero cosa ribattere e accesi d'ira volevano immediatamente ucciderli. Il cadí, in quella occasione, si oppose, e convocato il consiglio degli anziani e dei fachiri, si consultò con loro: «Che essi muoiano - fu la risposta - perché insultano il nostro profeta e la sua legge; ogni giorno si fanno piú audaci».
Il venerdí della terza settimana di Quaresima, 15 marzo 1314 (alcuni autori sostengono che l'anno sia il 1286), mentre gli ardenti predicatori annunziavano le verità evangeliche, furono arrestati e condotti nella pubblica piazza della città. Un saraceno che, mosso a compassione, aveva cercato di difenderli, fu ucciso all'istante. Giunti nella piazza, confessarono ancora davanti al tribunale la loro fede in Cristo. I musulmani allora si scagliarono contro di loro con le spade, ferendoli gravemente; amputarono loro gli arti, mentre essi nei tormenti raccomandavano le loro anime a Dio. Furono alfine decapitati. Mentre i corpi erano abbandonati sulla piazza, gli arti e le teste furono appesi alle porte e alle mura della città sotto la sorveglianza dei soldati; quindi i corpi furono gettati in aperta campagna, perché fossero divorati dalle belve.
Un sacerdote armeno, con l'aiuto di alcuni cristiani e a sue spese, riuscí a raccogliere i resti delle vittime e a dar loro un'onorata sepoltura. Sulla loro tomba un cieco riacquistò la vista. La domenica del Buon Pastore, il 28 aprile dello stesso anno, si fece la traslazione delle reliquie. La venerazione degli Armeni verso questi servi di Dio era tanta che il patriarca li canonizzò iscrivendoli nel catalogo dei santi armeni e imponendo il digiuno nella vigilia del martirio.
Autore: Silvino da Nadro
SOURCE : http://www.santiebeati.it/dettaglio/92187
Monaldo da Ancona,
Francesco da Petriolo e Antonio Cantoni da Milano,
religiosi francescani e
martiri (secolo XIII), beati
15 MARZO
Monaldo da Ancona,
Francesco da Petriolo e Antonio Cantoni da Milano sono frati francescani
martiri in Armenia nel XIII secolo, colpevoli di predicare il cristianesimo in
terra musulmana. Sul loro martirio ha steso un ampio e documentato resoconto il
padre Carlino Grimaldi, allora guardiano di Trebisonda. Inviati in Armenia, i
tre frati sono soliti predicare ai cittadini di Arzenga nel giorno di venerdì,
riuscendo ogni volta a catturare sempre più l’attenzione e l’interesse dei
presenti, tanto da preoccupare le autorità locali. Viene allora convocato il
consiglio degli anziani e degli iman che decide di metterli a morte perché
hanno offeso il loro Profeta e la loro legge. Nel corso della predicazione del
venerdì della terza settimana di Quaresima sono arrestati e condotti nella
piazza della città. Un abitante che cerca di difenderli viene immediatamente
ucciso. I tre arrestati, incuranti delle minacce, professano davanti al
tribunale la loro fede in Cristo, scatenando l’ira dei presenti che, sguainate
le spade, prima li mutilano e poi li decapitano, mentre essi affidano la loro
anima a Dio. I corpi dei martiri sono poi abbandonati nella campagna in
pasto alle bestie. Mani pietose riescono nei giorni seguenti a ricomporre
alcuni resti e a dar loro un'onorata sepoltura.
De salige Monaldus av
Ancona, Antonius av Milano og Frans av Fermo ( -1314)
Minnedag:
15. mars
De salige Monaldus av
Ancona (it: Monaldo), Antonius Cantoni av Milano (it: Antonio) og Frans av
Fermo (it: Francesco) [kilden santiebeati.it kaller ham Frans av Petrioli] var
tre fransiskanere (Ordo Fratrum Minorum – OFM) fra Italia. De ble sendt til
Armenia for å bedre forholdene for de kristne der, men også for å forkynne
evangeliet og omvende muslimer.
I byen Arzenga (Arzingam,
Artzinga, Artzinganis, Ertzinga) i Armenia nær Eufrat snakket de til
folkemengden som var samlet i nærvær av kadien hver fredag, muslimenes
helligdag. De vitnet om Kristi guddom og tilbakeviste profeten Muhammeds
feiltakelser. Da kadien en gang la merke til at noen av tilhørerne var rystet
over misjonærenes ord, stoppet han diskusjonen og viste dem bort.
Men de vendte tilbake
neste fredag for å snakke igjen uten å bry seg om kadiens ordre. De var fylt av
ny glød, og det ble en offentlig disputt mellom brødrene og muslimene.
Stemningen ble opphetet og muslimene ville straks drepe fransiskanerne. Men
kadien var ved den anledningen imot dette, og han kalte sammen de eldstes råd.
Svaret han fikk fra dem var at de måtte drepes, fordi de hadde fornærmet
profeten og hans lov.
Fredag i den tredje uken
i fasten, den 15. mars 1314 (noen forfattere mener det skjedde i 1286), mens
misjonærene glødende forkynte de evangeliske sannheter, ble de arrestert og
ført til byens offentlige torg. En muslim ble beveget til medfølelse og
forsøkte å forsvare dem, men han ble drept på stedet. På torget bekjente
fransiskanerne fortsatt sin tro på Kristus. Da kastet muslimene seg over dem
med sverd og skadet dem alvorlig ved å hogge av lemmer, mens de i sine pinsler
overga sine sjeler til Gud. Til slutt ble de halshogd.
Mens deres kropper ble
forlatt på torget, ble lemmene hengt opp på byens vegger og dører under
overvåkning av soldater. Deretter ble kroppene kastet ut på markene for å bli
mat for villdyr. En armensk prest med hjelp fra noen kristne skyndte seg å
berge martyrenes levninger og gi dem en ærefull begravelse. På deres grav fikk
en blind tilbake synet. Den gode Hyrdes søndag samme år, den 28. april, ble
relikviene skrinlagt.
Armenernes venerasjon av
martyrene var så stor at patriarken helligkåret dem og satte dem inn i listen
over Armenias hellige. Han beordret også en faste på kvelden før martyriet.
Deres minnedag er 15. mars. Vi har en samtidig beretning fra Carlino Grimaldi,
guardian i Trebizond.
Kilder:
Benedictines, Infocatho, santiebeati.it - Kompilasjon og oversettelse:
p. Per Einar
Odden - Sist oppdatert: 2006-07-26 17:02
SOURCE : https://www.katolsk.no/biografier/historisk/arzenga