Vicenza - Chiesa di S. Maria Annunciata - Pala della Cappella dell'Incoronata (dettaglio) - Assassinio del vescovo Cacciafronte
Cathédrale de Vicence - assassinat de
l'évêque Jean Cacciafronte, (œuvre d'Antonino fu Nicolò da Venezia, 1448).
Bienheureux Jean Sordi
Cacciafronte, évêque
Chanoine de Crémone en
Italie à l'âge de quinze ans, il entre au monastère Saint-Laurent dont il
deviendra l’abbé. Il exercera cette charge avec douceur. Soutenant le pape
contre l'empereur Frédéric Barberousse, il fut chassé de son monastère et se
retira alors dans un ermitage. Elu évêque de Mantoue puis de Vicence, il
conduisit son peuple avec bonté à l'égard des pauvres et fermeté à l'égard des
propriétaires usuriers. L'un d'eux le fit assassiner en 1181. La ville entière
poursuivit le meurtrier et honora Jean de Sordi comme un saint, ce que confirma
le pape Léon XII en 1824.
Bienheureux Jean Sordi
Cacciafronte
Évêque de Vicence (+ 1181)
Evêque de Vicence et
confesseur. Chanoine de Crémone en Italie à l'âge de quinze ans, il entre au
monastère Saint-Laurent dont il deviendra le Père Abbé. Il exercera cette
charge avec douceur et amabilité. Soutenant le pape contre l'empereur Frédéric
Barberousse, il fut chassé de son monastère et se retira alors dans un
ermitage. Évêque de Mantoue puis de Vicence, il conduisit son peuple avec bonté
à l'égard des pauvres et fermeté à l'égard des propriétaires usuriers. L'un
d'eux le fit assassiner. La ville entière, irritée, poursuivit le meurtrier et
honora Jean de Sordi comme un saint, ce que confirma le pape Léon XII en 1824.
À Vicence en Vénétie,
l’an 1181, le bienheureux Jean de Sordi ou Cacciafronte, évêque et martyr.
D’abord abbé de Saint-Laurent à Crémone, il fut exilé à cause de sa fidélité au
pape; élu évêque de Mantoue, puis transféré au siège de Vicence, il fut
assassiné par un individu qu’il avait excommunié pour défendre la liberté de
l’Église.
Martyrologe romain
SOURCE : http://nominis.cef.fr/contenus/saint/817/Bienheureux-Jean-Sordi-Cacciafronte.html
Beato Giovanni Cacciafronte de
Sordi
Porta
del Duomo Santa Maria Maggiore di Vicenza - Cattedrale di Vicenza.
Also
known as
John Cacciafronte
Giovanni de Surdis
Cacciafronte
John de Surdis
Profile
Benedictine monk at
the abbey of Saint Lawrence
in Cremona, Italy. Abbot in 1155.
Sided with the Pope against
Emperor Frederick
Barbarossa, and so was banished from the abbey by
the emperor. Hermit near Mantua, Italy.
Bishop of Mantua in 1174,
replacing a bishop removed
for transgressions in office. In 1177,
his predecessor repented, returned, and requested the return of his see. John
asked permission to resign, return the mitre to
the previous bishop,
and return to his life as a hermit.
The request was granted, and John transferred to Vicenza, Italy.
John was murdered by
a man who had embezzled Church funds,
and whom John was reprimanding. As John died working
for the Church,
and correcting a sinner, he is considered a martyr.
Born
c.1125 at Cremona, Italy as John
Sordi
murdered on 16 March 1183 at Vicenza, Italy
Additional
Information
Book
of Saints, by the Monks of
Ramsgate
Roman Martyrology
Saints
of the Day, by Katherine Rabenstein
books
Our Sunday Visitor’s Encyclopedia of Saints
other
sites in english
images
video
webseiten
auf deutsch
sitios
en español
Martirologio Romano, 2001 edición
fonti
in italiano
Martirologio Romano, 2005 edition
MLA
Citation
‘Blessed John
Sordi‘. CatholicSaints.Info. 17 March 2023. Web. 17 March 2026.
<https://catholicsaints.info/blessed-john-sordi/>
SOURCE : https://catholicsaints.info/blessed-john-sordi/
Book of Saints – John
de Surdis
(Blessed) Bishop (April
17) (12th century) A nobleman of Cremona who became a Benedictine monk and
afterwards Bishop of Vicenza, in the North of Italy. He was a model pastor, and
in the end met his death (A.D. 1181) at the hands of certain evildoers whom he,
as in duty bound, had sought to correct and convert.
MLA
Citation
Monks of Ramsgate. “John
de Surdis”. Book of Saints, 1921. CatholicSaints.Info.
21 October 2013. Web. 17 March 2026.
<https://catholicsaints.info/book-of-saints-john-de-surdis/>
SOURCE : https://catholicsaints.info/book-of-saints-john-de-surdis/
Bl. John Cacciafronte
Bishop and martyr.
Born John Sordi
in Cremona, he entered the Benedictines and became abbot of St.
Lawrence in Creinona in 1155. When the papacy entered into its
Struggle with Emperor Frederick I Barbarossa, John sided
with the Holy
See and was banished. He retired and became a hermit near Mantua, but
in 1174 was elevated to the office of bishop of Mantua after
its bishop was
deposed. After several years, John resigned
in favor of the deposed bishop who
desired to come back, and in 1177, John went
to Vicenza where he was killed by a disgruntled man.
SOURCE : http://www.catholic.org/saints/saint.php?saint_id=3950
Blessed John Sordi, OSB
BM (AC)
(also known as John
Cacciafronte)
Born in Cremona, Italy;
died in Vicenza, Italy, 1183. John joined the abbey of Saint Lawrence in
Cremona and became abbot in 1155. He is described as most loyal to and gentle
with his monks. He sided with the pope against the emperor Barbarossa, by whom he
was banished from his abbey.
Thereafter, he was forced
to live as a hermit near Mantua until, in 1174, he was raised to the episcopacy
of that city upon the deposition of the incumbent by the pope. Three years
later the former bishop repented and Blessed John asked permission to resign in
his favor. He was transferred to Vicenza in 1177, where he was killed by a man
whom he had rebuked for embezzling episcopal revenues (Benedictines).
SOURCE : http://www.saintpatrickdc.org/ss/0316.shtml
Beato Giovanni Cacciafronte de
Sordi
Vicenza,
cattedrale di Santa Maria Annunciata: il monumento dedicato al vescovo Giovanni
de Surdis Cacciafronte posto nella parte absidale.
Beato Giovanni Cacciafronte de
Sordi
Cattedrale
di Vicenza (a
destra) e il Palazzo Vescovile (a sinistra).
Cathedral
of Vicenza (right)
and Palazzo Vescovile (left).
Beato Giovanni
Cacciafronte de Sordi Vescovo e martire
Cremona, 1125 ca. –
Vicenza, 16 marzo 1181
Nacque verso il 1125 a Cremona. A 16 anni entrò nel monastero benedettino di San Lorenzo, del quale divenne in seguito abate. In un periodo segnato da forti tensioni politiche ed ecclesiali, per la sua fedeltà al papa fu costretto all’esilio.
Nel 1173 fu eletto vescovo e inviato a Mantova, dove rivelò le sue doti di
pastore solerte, attento ai bisogni dei poveri. Alcuni anni dopo fu chiamato
alla sede episcopale di Vicenza. La sua azione pastorale si orientò
soprattutto alla lotta contro le eresie, alla formazione del clero, alla
promozione dell’unità della Chiesa e della pace. Fu ucciso per mano di un
vassallo il 16 marzo 1184. Il suo corpo è venerato nella Cattedrale di
Vicenza.
Etimologia: Giovanni = il
Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico
Emblema: Bastone
pastorale
Martirologio Romano: A
Vicenza, beato Giovanni Sordi o Cacciafronte, vescovo e martire, che, dapprima
abate, fu condannato all’esilio per la sua fedeltà al papa; eletto poi vescovo
di Mantova e trasferito infine alla sede di Vicenza, morì per la libertà della
Chiesa trafitto con la spada da un sicario.
Visse al tempo della lotta intrapresa dall’imperatore Federico Barbarossa (1125-1190), contro il Papato ed i Comuni italiani.
Giovanni nacque a Cremona verso il 1125 da Evangelista Sordi e da Berta Persico, ambedue di nobilissime origini; ancora in tenera età Giovanni Sordi perse il padre, la madre si risposò con il nobile Adamo Cacciafronte, il quale lo amò come un figlio proprio, dandogli il suo nome; fu educato in modo eccellente dai due genitori, ricevendo una formazione religiosa e culturale.
A sedici anni entrò come monaco benedettino nell’Abbazia di S. Lorenzo a Cremona; con gli anni le sue qualità e virtù furono sempre più evidenti, conquistandosi le simpatie dei superiori e dei confratelli.
Fu nominato dapprima priore del piccolo monastero di S. Vittore, dipendente dall’abbazia di S. Lorenzo e poi abate della stessa grande Abbazia di Cremona.
In quegli anni nella Chiesa scoppiò lo scisma, con l’elezione dell’antipapa Vittore IV (1159-1164), sostenuto da Federico Barbarossa, contro il legittimo papa Alessandro III (1159-1181), che si opponeva allo strapotere imperiale, appoggiando la Lega Lombarda dei Comuni, che contrastava l’invasione delle truppe del Barbarossa.
L’abate Cacciafronte con la sua influenza, riuscì a mantenere Cremona nell’obbedienza al papa Alessandro III, ma l’imperatore lo fece esiliare; in seguito il papa lo incaricò del governo della diocesi di Mantova, non è precisato se come Amministratore Apostolico oppure come vescovo, al posto del vescovo Graziadoro che aveva aderito allo scisma dell’antipapa Vittore IV e dei suoi successori Pasquale III (1164-1168) e Callisto III (1168-1179).
Dopo la famosa battaglia di Legnano (29 maggio 1176) persa dall’imperatore ad opera della Lega Lombarda, al cui capo era stato eletto il papa Alessandro III (è di quel periodo la fondazione di una nuova città, chiamata in onore del papa, Alessandria); ci fu la pace trattata a Venezia nel 1179, l’antipapa in carica Callisto III fu deposto.
Nella sede episcopale di Mantova ritornò il pentito vescovo Garziadoro e sempre nel 1179, mons. Giovanni Cacciafronte de Sordi, fu trasferito alla sede vescovile di Vicenza, in quel periodo senza vescovo.
Appena due anni dopo, il 16 marzo 1181 il vescovo Cacciafronte fu ucciso da un certo Pietro, feudatario in concessione dei beni delle Chiesa vicentina, il quale volle vendicarsi perché il vescovo l’aveva scomunicato e privato dei beni, a causa delle sue frequenti violazioni dei diritti delle Chiesa.
L’assassinio del vescovo è citato nelle ‘decretali’ di papa Gregorio IX (1227-1241), nel testo di una lettera del 21 marzo 1198, inviata dal papa Innocenzo III, al vescovo di Vicenza, mons. Pistore, vietandogli di dare in feudo i beni della Chiesa agli assassini del vescovo Giovanni ed ai loro eredi.
La salma del santo vescovo e martire fu tumulata nella cattedrale di Vicenza e traslata nella stessa cattedrale nel 1441, in una più degna tomba marmorea.
Il culto del beato Giovanni Cacciafronte de Sordi, vescovo e martire, da secoli tributatogli, fu confermato da papa Gregorio XVI il 30 marzo 1824.
La sua festa liturgica è fissata al 16 marzo mentre nella diocesi di Mantova la sua memoria si celebra il 9 luglio.
Autore: Antonio Borrelli
SOURCE : http://www.santiebeati.it/dettaglio/45750
CACCIAFRONTE
(Cacciaforte, Cazafronte, Cazinfrontus, Sordi), Giovanni, beato
di Anna Morisi
Dizionario Biografico
degli Italiani - Volume 15 (1972)
Nacque a Cremona,
probabilmente verso il 1125.
Le più antiche
testimonianze sulla sua vita lo dicono di nobile stirpe e ricordano il nome
della madre, Berta, che alcuni vorrebbero della famiglia dei Persici. Del padre
non si conosce con sicurezza il nome: secondo una tradizione non verificabile
sarebbe stato Evangelista dei Sordi, ma non manca il dubbio che questo nome sia
stato attribuito al C. per la confusione con un Giovanni Sordi, piacentino, che
fu vescovo di Vicenza nel XIV secolo (A. Schiavo, pp. 25-28). Nei documenti,
tuttavia, egli è sempre ricordato con il nome che gli venne dal patrigno, Adamo
Cacciafronte.
Poveri di notizie, che
non siano di carattere soltanto agiografico ed edificante, i suoi primi anni;
incerto è anche se sia stato ascritto tra i canonici della Chiesa cremonese. In
giovane età vestì l'abito benedettino nel monastero di S. Lorenzo in Cremona,
dove rimase probabilmente fino al 1152, allorché fu preposto al convento
annesso alla chiesa di S. Vittore, dipendente dall'abbazia di S. Lorenzo, dove
vivevano sei monaci con facoltà di eleggersi un priore. Poi, forse nel 1155,
divenne abate di S. Lorenzo e ricoprì questa carica fino al 1159; le
inquisizioni ordinate da Onorio III nel 1223 in vista di un processo di
canonizzazione documentano la sua sagace amministrazione dei considerevoli beni
del monastero e le sue opere di beneficenza. In questo frattempo la madre,
rimasta vedova, si ritirò presso la comunità femminile che faceva capo a S.
Lorenzo. Erano gli anni nei quali la Chiesa era travagliata dalle lotte tra
papa Alessandro III e Federico I, e il C. svolse un'intensa attività di
predicazione in favore del papa contro le pretese imperiali. Le fonti, a tale
proposito, ricordano pubbliche dispute del C. con Anselmo da Dovara; per questa
ragione egli fu esiliato dall'imperiale Cremona e si ritirò in un eremo ai
confini tra il Cremonese e il Mantovano, sulle rive dell'Oglio. Non è noto quale
attività abbia promosso o esplicato durante questo ritiro: le fonti
attribuiscono a lui l'aver indotto la sua città, nel marzo del 1167, ad
abbandonare il partito imperiale per passare al pontefice. In seguito a questi
eventi Alessandro III donò, forse come ricompensa, all'abbazia di S. Lorenzo il
monastero di Ulmineto (Olmeneta).
È probabile che il C. sia
tornato a Cremona e vi sia rimasto fino a quando fu chiamato a reggere la
diocesi di Mantova, sede dello scismatico Garsidonio (o Graziodoro): in un
documento del 1174 egli risulta già insignito di tale titolo (Schiavo, pp. 261
s.; e, per i documenti del 1174 e 1176, F. Savio, Gli antichi vescovi
d'Italia. La Lombardia, II, 2, Bergamo 1932, pp. 280-282), e in questa
veste si presentò al convegno di Venezia del 1177(Historia Ducum Veneticorum, in Mon.
Germ. Hist., Scriptores, XIV, Hannoverae 1881, p. 85; Mon. Germ.
Rist., Legum sectio IV, I, Hannoverae 1891 p. 368).Nei preliminari
della pace, concordati ad Anagni, era previsto che Garsidonio potesse tornare
alla sua sede mantovana e che il C. venisse trasferito a Trento o in altra sede
(G. D. Mansi, Sacrorum Conciliorum nova et amplissima collectio, XXII,
Venetiis 1778, col. 195; Mon. Germ. Hist., Leges, cit., pp. 352,
364);in realtà questa assegnazione non avvenne e del C. mancano notizie fino al
1179, allorché i documenti lo dicono vescovo di Vicenza, sede che, dopo la
morte di Ariberto, risulta ancora vacante il 22 genn. 1178(P. F. Kehr, Italia
Pontificia, VII, 1, Berolini 1923, p. 130, n. 20).Il suo episcopato fu
caratterizzato da un costante impegno nella riorganizzazione del patrimonio
ecclesiastico disperso e sconvolto per le lotte politiche, e da un'assidua
attività pastorale. Mentre incrementava il culto e la devozione popolare (a sue
spese fece riattare la strada che conduce alla basilica dei SS. Fortunato e
Felice, fuori porta Castello), svolgeva opera di predicazione contro gli
eretici, e forse nell'ambito di questa sua attività va vista la fondazione di
una scuola di teologia per la formazione del clero, alla quale chiamò un
teologo dalla Lombardia. Nel 1179 investì Melioranza, crocifero e rettore della
chiesa di S. Croce, appartenente agli ospitalieri che qui avevano un ospizio, della
chiesa e delle rendite di San Quirico di Valdagno, riservandosi i diritti
spirituali (Schiavo, p. 263). Il 30 luglio 1180 era a Roma, davanti ad
Alessandro III, insieme a Romolo, maestro della scuola di Aquileia, come
rappresentante del patriarca aquileiense, Ulderico, per comporre una vecchia
questione che questi aveva con il patriarca di Grado, Enrico Dandolo (Schiavo,
pp. 264-268).Nell'agosto del 1183 fua Verona, dove arbitrò una controversia tra
i canonici di quella cattedrale, che volevano edificare la chiesa di S. Paolo,
e i templari che vi si opponevano (G. Biancolini, Notizie storiche delle
chiese di Verona, II, Verona 1749, p. 395).
Il C. cadde vittima delle
discordie tra guelfi e ghibellini: questi, comandati da Uguccione dei Conti di
Vicenza, avevano avuto il predominio fino al 1180, ma poi il partito guelfo,
che faceva capo a Guido Vivaro, ebbe il sopravvento e bandì i notabili della
parte avversa. Forse per vendetta, o in seguito al suo tentativo di recuperare
i beni della Chiesa usurpati durante le lotte tra pontefice e imperatore, il C.
venne ucciso a tradimento nella piazza, mentre si recava a visitare la nuova
scuola da lui fondata: era, secondo la tradizione, il 16 marzo 1184
(nell'agosto di quell'anno la sede vicentina risulta vacante).
La voce popolare attribuì
la responsabilità dell'uccisione a un certo Pietro, che alcuni vogliono
bolognese, vassallo di Pietramala, oggi Priabona, nel territorio di Malo; una
tradizione univoca e molto incerta fa il nome di un Pietro Zannarinis, ma i documenti
pontifici indicano come responsabili un gruppo di vassalli che poi furono
privati dei benefizi. Un loro tentativo di rientrare in possesso dei feudi
perduti sotto Celestino III e Innocenzo III non ebbe successo (Innocentii III
Regest. Lib. I, ep. 57, in Migne, Patrologia Latina, CCXIV, col.
50). Il corpo, tumulato nel coro della cattedrale, fu poi trasferito nella
cappella di S. Maria Incoronata. Il C. divenne protettore della Confraternita
del Gonfalone. A ricordo della sua morte sulla piazza fu eretta una colonna,
poi rimossa. Ben presto il C. fu oggetto di culto: nel 1223 il vescovo Gilberto
ne chiedeva la canonizzazione e il 5aprile di quell'anno Onorio III incaricava
il vescovo di Padova, Giordano, con il priore di S. Maria in Vanzo di Padova,
Gioacchino, e il priore di S. Spirito in Verona, Alberto, di accertarsi dei
miracoli che si attribuivano al C. e di documentarsi sul culto che gli era
tributato (Regesta Honorii III, a cura di P. Pressutti, II, Romae 1895,
ep. 4283, p. 122; Schiavo, pp. 270 s.). Per loro richiesta nei giorni 7, 8 e
9nov. 1223 il vescovo di Cremona, Omobono, iniziava le prime indagini che
proseguivano poi, nel gennaio dell'anno successivo, a Vicenza. Il testo di tali
inquisizioni, che costituiscono la fonte precipua per la vita del C.,
unitamente a una serie di testimonianze sui miracoli, è stato pubblicato, prima
dal Sordi e poi dallo Schiavo, da una copia del 1764. Il processo non ebbe
seguito e solo nel 1824 la Sacra Congregazione dei Riti approvò il culto del
Cacciafronte.
Fonti e Bibl.: F.
Barbarano de' Mironi, Historia ecclesiastica... di Vicenza, II,
Vicenza 1652, pp. 5-11; B. Pagliarino, Croniche di Vicenza, Vicenza
1663, pp. 22 s.; Acta Sanctorum Martii, II, d. 16, Antverpiae 1678,
pp. 490-498; F. Sordi, Vita del beato G. Sordi vescovo e martire di
Vicenza, Cesena 1765; G. Labus, Vite dei due santi cremonesi G. de'
Sordi Cacciafronte ed Eusebio abate, Milano 1825, pp. 5-30; A.
Schiavo, Della vita e dei tempi del b. G. C., Vicenza 1866; G.
Mantese, Mem. stor. della Chiesa vicentina, II, Vicenza [1954], pp.
189 ss.; Bibliotheca Sanctorum, III, pp. 626-28.
© Istituto della
Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Riproduzione riservata
SOURCE : https://www.treccani.it/enciclopedia/cacciafronte-giovanni-beato_%28Dizionario-Biografico%29/
Beato Giovanni Cacciafronte de
Sordi
ehemalige Kirche San Lorenzo in Cremona
Johannes Sordi
eigentlich: Johannes Cacciafronte
italienischer Vorname: Giovanni
auch: de Surdis
Gedenktag katholisch: 16.
März
Name bedeutet: Gott
ist gnädig (hebr.)
Ordensmann, Bischof von Mantua und Vicenza, Märtyrer
* 1125 in Cremona in Italien
† 16. März 1184 in Vicenza in
Italien
Johannes war Benediktiner.
1155 wurde er Abt im damaligen Kloster
San Lorenzo - heute Archäologisches Museum - in seiner Heimatstadt,
1162 wurde er als Gegner von Kaiser Friedrich I. Barbarossa und Anhänger des
Papstes im Exil, Alexander
III., verbannt. Nachdem die Auseinandersetzungen mit dem Kaiser sich
beruhigt hatten und Alexander wieder in Rom residierte,
wurde Johannes 1173 Bischof von Mantua,
1179 von Vicenza,
wo er ermordet wurde.
Kanonisation: Johannes'
Verehrung wurde 1824 vom Papst approbiert.
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Walter Kasper, 3., völlig neu bearb. Aufl., Bd. 5. Herder, Freiburg im Breisgau
1996
korrekt zitieren: Joachim Schäfer: Artikel Johannes Sordi, aus dem Ökumenischen Heiligenlexikon - https://www.heiligenlexikon.de/BiographienJ/Johannes_Sordi.html, abgerufen am 17. 3. 2026
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bibliografische Daten sind im Internet über https://d-nb.info/1175439177 und https://d-nb.info/969828497 abrufbar.
SOURCE : https://www.heiligenlexikon.de/BiographienJ/Johannes_Sordi.html
Vita, opere e morte del vescovo Cacciafronte, 31 Ottobre 2014 : https://salutidavicenza.it/giovanni-de-surdis-cacciafronte/