lundi 16 mars 2015

Bienheureux GIOVANNI CACCIAFRONTE de SORDI, moine bénédictin, évêque et martyr


Vicenza - Chiesa di S. Maria Annunciata - Pala della Cappella dell'Incoronata (dettaglio) - Assassinio del vescovo Cacciafronte

Cathédrale de Vicence - assassinat de l'évêque Jean Cacciafronte, (œuvre d'Antonino fu Nicolò da Venezia, 1448).


Bienheureux Jean Sordi Cacciafronte, évêque

Chanoine de Crémone en Italie à l'âge de quinze ans, il entre au monastère Saint-Laurent dont il deviendra l’abbé. Il exercera cette charge avec douceur. Soutenant le pape contre l'empereur Frédéric Barberousse, il fut chassé de son monastère et se retira alors dans un ermitage. Elu évêque de Mantoue puis de Vicence, il conduisit son peuple avec bonté à l'égard des pauvres et fermeté à l'égard des propriétaires usuriers. L'un d'eux le fit assassiner en 1181. La ville entière poursuivit le meurtrier et honora Jean de Sordi comme un saint, ce que confirma le pape Léon XII en 1824.

SOURCE : http://www.paroisse-saint-aygulf.fr/index.php/prieres-et-liturgie/saints-par-mois/icalrepeat.detail/2015/03/16/13781/-/bienheureux-jean-sordi-cacciafronte-eveque

Bienheureux Jean Sordi Cacciafronte

Évêque de Vicence (+ 1181)

Evêque de Vicence et confesseur. Chanoine de Crémone en Italie à l'âge de quinze ans, il entre au monastère Saint-Laurent dont il deviendra le Père Abbé. Il exercera cette charge avec douceur et amabilité. Soutenant le pape contre l'empereur Frédéric Barberousse, il fut chassé de son monastère et se retira alors dans un ermitage. Évêque de Mantoue puis de Vicence, il conduisit son peuple avec bonté à l'égard des pauvres et fermeté à l'égard des propriétaires usuriers. L'un d'eux le fit assassiner. La ville entière, irritée, poursuivit le meurtrier et honora Jean de Sordi comme un saint, ce que confirma le pape Léon XII en 1824.

À Vicence en Vénétie, l’an 1181, le bienheureux Jean de Sordi ou Cacciafronte, évêque et martyr. D’abord abbé de Saint-Laurent à Crémone, il fut exilé à cause de sa fidélité au pape; élu évêque de Mantoue, puis transféré au siège de Vicence, il fut assassiné par un individu qu’il avait excommunié pour défendre la liberté de l’Église.

Martyrologe romain

SOURCE : http://nominis.cef.fr/contenus/saint/817/Bienheureux-Jean-Sordi-Cacciafronte.html


Blessed John Sordi

Also known as

John Cacciafronte

Giovanni de Surdis Cacciafronte

John de Surdis

Memorial

16 March

Profile

Benedictine monk at the abbey of Saint Lawrence in CremonaItalyAbbot in 1155. Sided with the Pope against Emperor Frederick Barbarossa, and so was banished from the abbey by the emperor. Hermit near MantuaItaly.

Bishop of Mantua in 1174, replacing a bishop removed for transgressions in office. In 1177, his predecessor repented, returned, and requested the return of his see. John asked permission to resign, return the mitre to the previous bishop, and return to his life as a hermit. The request was granted, and John transferred to VicenzaItaly.

John was murdered by a man who had embezzled Church funds, and whom John was reprimanding. As John died working for the Church, and correcting a sinner, he is considered a martyr.

Born

c.1125 at CremonaItaly as John Sordi

Died

murdered on 16 March 1183 at VicenzaItaly

Beatified

30 March 1824 by Pope Leo XII

Additional Information

Book of Saints, by the Monks of Ramsgate

Roman Martyrology

Saints of the Day, by Katherine Rabenstein

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Martirologio Romano2005 edition

Santi e Beati

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MLA Citation

‘Blessed John Sordi‘. CatholicSaints.Info. 17 March 2023. Web. 17 March 2026. <https://catholicsaints.info/blessed-john-sordi/>

SOURCE : https://catholicsaints.info/blessed-john-sordi/

Book of Saints – John de Surdis

Article

(Blessed) Bishop (April 17) (12th century) A nobleman of Cremona who became a Benedictine monk and afterwards Bishop of Vicenza, in the North of Italy. He was a model pastor, and in the end met his death (A.D. 1181) at the hands of certain evildoers whom he, as in duty bound, had sought to correct and convert.

MLA Citation

Monks of Ramsgate. “John de Surdis”. Book of Saints1921. CatholicSaints.Info. 21 October 2013. Web. 17 March 2026. <https://catholicsaints.info/book-of-saints-john-de-surdis/>

SOURCE : https://catholicsaints.info/book-of-saints-john-de-surdis/

Bl. John Cacciafronte

Bishop and martyr. Born John Sordi in Cremona, he entered the Benedictines and became abbot of St. Lawrence in Creinona in 1155. When the papacy entered into its Struggle with Emperor Frederick I Barbarossa, John sided with the Holy See and was banished. He retired and became a hermit near Mantua, but in 1174 was elevated to the office of bishop of Mantua after its bishop was deposed. After several years, John resigned in favor of the deposed bishop who desired to come back, and in 1177, John went to Vicenza where he was killed by a disgruntled man.

SOURCE : http://www.catholic.org/saints/saint.php?saint_id=3950

Blessed John Sordi, OSB BM (AC)

(also known as John Cacciafronte)

Born in Cremona, Italy; died in Vicenza, Italy, 1183. John joined the abbey of Saint Lawrence in Cremona and became abbot in 1155. He is described as most loyal to and gentle with his monks. He sided with the pope against the emperor Barbarossa, by whom he was banished from his abbey.

Thereafter, he was forced to live as a hermit near Mantua until, in 1174, he was raised to the episcopacy of that city upon the deposition of the incumbent by the pope. Three years later the former bishop repented and Blessed John asked permission to resign in his favor. He was transferred to Vicenza in 1177, where he was killed by a man whom he had rebuked for embezzling episcopal revenues (Benedictines).

SOURCE : http://www.saintpatrickdc.org/ss/0316.shtml

Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi

Vicenza, cattedrale di Santa Maria Annunciata: il monumento dedicato al vescovo Giovanni de Surdis Cacciafronte posto nella parte absidale.

Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi

Cattedrale di Vicenza (a destra) e il Palazzo Vescovile (a sinistra).

Cathedral of Vicenza (right) and Palazzo Vescovile (left).


Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi Vescovo e martire

16 marzo

Cremona, 1125 ca. – Vicenza, 16 marzo 1181

Nacque verso il 1125 a Cremona. A 16 anni entrò nel monastero benedettino di San Lorenzo, del quale divenne in seguito abate. In un periodo segnato da forti tensioni politiche ed ecclesiali, per la sua fedeltà al papa fu costretto all’esilio.

Nel 1173 fu eletto vescovo e inviato a Mantova, dove rivelò le sue doti di pastore solerte, attento ai bisogni dei poveri. Alcuni anni dopo fu chiamato alla sede episcopale di Vicenza. La sua azione pastorale si orientò soprattutto alla lotta contro le eresie, alla formazione del clero, alla promozione dell’unità della Chiesa e della pace. Fu ucciso per mano di un vassallo il 16 marzo 1184. Il suo corpo è venerato nella Cattedrale di Vicenza.

Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Vicenza, beato Giovanni Sordi o Cacciafronte, vescovo e martire, che, dapprima abate, fu condannato all’esilio per la sua fedeltà al papa; eletto poi vescovo di Mantova e trasferito infine alla sede di Vicenza, morì per la libertà della Chiesa trafitto con la spada da un sicario.

Visse al tempo della lotta intrapresa dall’imperatore Federico Barbarossa (1125-1190), contro il Papato ed i Comuni italiani.

Giovanni nacque a Cremona verso il 1125 da Evangelista Sordi e da Berta Persico, ambedue di nobilissime origini; ancora in tenera età Giovanni Sordi perse il padre, la madre si risposò con il nobile Adamo Cacciafronte, il quale lo amò come un figlio proprio, dandogli il suo nome; fu educato in modo eccellente dai due genitori, ricevendo una formazione religiosa e culturale.

A sedici anni entrò come monaco benedettino nell’Abbazia di S. Lorenzo a Cremona; con gli anni le sue qualità e virtù furono sempre più evidenti, conquistandosi le simpatie dei superiori e dei confratelli.

Fu nominato dapprima priore del piccolo monastero di S. Vittore, dipendente dall’abbazia di S. Lorenzo e poi abate della stessa grande Abbazia di Cremona. 

In quegli anni nella Chiesa scoppiò lo scisma, con l’elezione dell’antipapa Vittore IV (1159-1164), sostenuto da Federico Barbarossa, contro il legittimo papa Alessandro III (1159-1181), che si opponeva allo strapotere imperiale, appoggiando la Lega Lombarda dei Comuni, che contrastava l’invasione delle truppe del Barbarossa.

L’abate Cacciafronte con la sua influenza, riuscì a mantenere Cremona nell’obbedienza al papa Alessandro III, ma l’imperatore lo fece esiliare; in seguito il papa lo incaricò del governo della diocesi di Mantova, non è precisato se come Amministratore Apostolico oppure come vescovo, al posto del vescovo Graziadoro che aveva aderito allo scisma dell’antipapa Vittore IV e dei suoi successori Pasquale III (1164-1168) e Callisto III (1168-1179).

Dopo la famosa battaglia di Legnano (29 maggio 1176) persa dall’imperatore ad opera della Lega Lombarda, al cui capo era stato eletto il papa Alessandro III (è di quel periodo la fondazione di una nuova città, chiamata in onore del papa, Alessandria); ci fu la pace trattata a Venezia nel 1179, l’antipapa in carica Callisto III fu deposto.

Nella sede episcopale di Mantova ritornò il pentito vescovo Garziadoro e sempre nel 1179, mons. Giovanni Cacciafronte de Sordi, fu trasferito alla sede vescovile di Vicenza, in quel periodo senza vescovo.

Appena due anni dopo, il 16 marzo 1181 il vescovo Cacciafronte fu ucciso da un certo Pietro, feudatario in concessione dei beni delle Chiesa vicentina, il quale volle vendicarsi perché il vescovo l’aveva scomunicato e privato dei beni, a causa delle sue frequenti violazioni dei diritti delle Chiesa.

L’assassinio del vescovo è citato nelle ‘decretali’ di papa Gregorio IX (1227-1241), nel testo di una lettera del 21 marzo 1198, inviata dal papa Innocenzo III, al vescovo di Vicenza, mons. Pistore, vietandogli di dare in feudo i beni della Chiesa agli assassini del vescovo Giovanni ed ai loro eredi.

La salma del santo vescovo e martire fu tumulata nella cattedrale di Vicenza e traslata nella stessa cattedrale nel 1441, in una più degna tomba marmorea.

Il culto del beato Giovanni Cacciafronte de Sordi, vescovo e martire, da secoli tributatogli, fu confermato da papa Gregorio XVI il 30 marzo 1824.

La sua festa liturgica è fissata al 16 marzo mentre nella diocesi di Mantova la sua memoria si celebra il 9 luglio.

Autore: Antonio Borrelli

SOURCE : http://www.santiebeati.it/dettaglio/45750

CACCIAFRONTE (Cacciaforte, Cazafronte, Cazinfrontus, Sordi), Giovanni, beato

di Anna Morisi

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 15 (1972)

Nacque a Cremona, probabilmente verso il 1125.

Le più antiche testimonianze sulla sua vita lo dicono di nobile stirpe e ricordano il nome della madre, Berta, che alcuni vorrebbero della famiglia dei Persici. Del padre non si conosce con sicurezza il nome: secondo una tradizione non verificabile sarebbe stato Evangelista dei Sordi, ma non manca il dubbio che questo nome sia stato attribuito al C. per la confusione con un Giovanni Sordi, piacentino, che fu vescovo di Vicenza nel XIV secolo (A. Schiavo, pp. 25-28). Nei documenti, tuttavia, egli è sempre ricordato con il nome che gli venne dal patrigno, Adamo Cacciafronte.

Poveri di notizie, che non siano di carattere soltanto agiografico ed edificante, i suoi primi anni; incerto è anche se sia stato ascritto tra i canonici della Chiesa cremonese. In giovane età vestì l'abito benedettino nel monastero di S. Lorenzo in Cremona, dove rimase probabilmente fino al 1152, allorché fu preposto al convento annesso alla chiesa di S. Vittore, dipendente dall'abbazia di S. Lorenzo, dove vivevano sei monaci con facoltà di eleggersi un priore. Poi, forse nel 1155, divenne abate di S. Lorenzo e ricoprì questa carica fino al 1159; le inquisizioni ordinate da Onorio III nel 1223 in vista di un processo di canonizzazione documentano la sua sagace amministrazione dei considerevoli beni del monastero e le sue opere di beneficenza. In questo frattempo la madre, rimasta vedova, si ritirò presso la comunità femminile che faceva capo a S. Lorenzo. Erano gli anni nei quali la Chiesa era travagliata dalle lotte tra papa Alessandro III e Federico I, e il C. svolse un'intensa attività di predicazione in favore del papa contro le pretese imperiali. Le fonti, a tale proposito, ricordano pubbliche dispute del C. con Anselmo da Dovara; per questa ragione egli fu esiliato dall'imperiale Cremona e si ritirò in un eremo ai confini tra il Cremonese e il Mantovano, sulle rive dell'Oglio. Non è noto quale attività abbia promosso o esplicato durante questo ritiro: le fonti attribuiscono a lui l'aver indotto la sua città, nel marzo del 1167, ad abbandonare il partito imperiale per passare al pontefice. In seguito a questi eventi Alessandro III donò, forse come ricompensa, all'abbazia di S. Lorenzo il monastero di Ulmineto (Olmeneta).

È probabile che il C. sia tornato a Cremona e vi sia rimasto fino a quando fu chiamato a reggere la diocesi di Mantova, sede dello scismatico Garsidonio (o Graziodoro): in un documento del 1174 egli risulta già insignito di tale titolo (Schiavo, pp. 261 s.; e, per i documenti del 1174 e 1176, F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. La Lombardia, II, 2, Bergamo 1932, pp. 280-282), e in questa veste si presentò al convegno di Venezia del 1177(Historia Ducum Veneticorum, in Mon. Germ. Hist., Scriptores, XIV, Hannoverae 1881, p. 85; Mon. Germ. Rist., Legum sectio IV, I, Hannoverae 1891 p. 368).Nei preliminari della pace, concordati ad Anagni, era previsto che Garsidonio potesse tornare alla sua sede mantovana e che il C. venisse trasferito a Trento o in altra sede (G. D. Mansi, Sacrorum Conciliorum nova et amplissima collectio, XXII, Venetiis 1778, col. 195; Mon. Germ. Hist., Leges, cit., pp. 352, 364);in realtà questa assegnazione non avvenne e del C. mancano notizie fino al 1179, allorché i documenti lo dicono vescovo di Vicenza, sede che, dopo la morte di Ariberto, risulta ancora vacante il 22 genn. 1178(P. F. Kehr, Italia Pontificia, VII, 1, Berolini 1923, p. 130, n. 20).Il suo episcopato fu caratterizzato da un costante impegno nella riorganizzazione del patrimonio ecclesiastico disperso e sconvolto per le lotte politiche, e da un'assidua attività pastorale. Mentre incrementava il culto e la devozione popolare (a sue spese fece riattare la strada che conduce alla basilica dei SS. Fortunato e Felice, fuori porta Castello), svolgeva opera di predicazione contro gli eretici, e forse nell'ambito di questa sua attività va vista la fondazione di una scuola di teologia per la formazione del clero, alla quale chiamò un teologo dalla Lombardia. Nel 1179 investì Melioranza, crocifero e rettore della chiesa di S. Croce, appartenente agli ospitalieri che qui avevano un ospizio, della chiesa e delle rendite di San Quirico di Valdagno, riservandosi i diritti spirituali (Schiavo, p. 263). Il 30 luglio 1180 era a Roma, davanti ad Alessandro III, insieme a Romolo, maestro della scuola di Aquileia, come rappresentante del patriarca aquileiense, Ulderico, per comporre una vecchia questione che questi aveva con il patriarca di Grado, Enrico Dandolo (Schiavo, pp. 264-268).Nell'agosto del 1183 fua Verona, dove arbitrò una controversia tra i canonici di quella cattedrale, che volevano edificare la chiesa di S. Paolo, e i templari che vi si opponevano (G. Biancolini, Notizie storiche delle chiese di Verona, II, Verona 1749, p. 395).

Il C. cadde vittima delle discordie tra guelfi e ghibellini: questi, comandati da Uguccione dei Conti di Vicenza, avevano avuto il predominio fino al 1180, ma poi il partito guelfo, che faceva capo a Guido Vivaro, ebbe il sopravvento e bandì i notabili della parte avversa. Forse per vendetta, o in seguito al suo tentativo di recuperare i beni della Chiesa usurpati durante le lotte tra pontefice e imperatore, il C. venne ucciso a tradimento nella piazza, mentre si recava a visitare la nuova scuola da lui fondata: era, secondo la tradizione, il 16 marzo 1184 (nell'agosto di quell'anno la sede vicentina risulta vacante).

La voce popolare attribuì la responsabilità dell'uccisione a un certo Pietro, che alcuni vogliono bolognese, vassallo di Pietramala, oggi Priabona, nel territorio di Malo; una tradizione univoca e molto incerta fa il nome di un Pietro Zannarinis, ma i documenti pontifici indicano come responsabili un gruppo di vassalli che poi furono privati dei benefizi. Un loro tentativo di rientrare in possesso dei feudi perduti sotto Celestino III e Innocenzo III non ebbe successo (Innocentii III Regest. Lib. I, ep. 57, in Migne, Patrologia Latina, CCXIV, col. 50). Il corpo, tumulato nel coro della cattedrale, fu poi trasferito nella cappella di S. Maria Incoronata. Il C. divenne protettore della Confraternita del Gonfalone. A ricordo della sua morte sulla piazza fu eretta una colonna, poi rimossa. Ben presto il C. fu oggetto di culto: nel 1223 il vescovo Gilberto ne chiedeva la canonizzazione e il 5aprile di quell'anno Onorio III incaricava il vescovo di Padova, Giordano, con il priore di S. Maria in Vanzo di Padova, Gioacchino, e il priore di S. Spirito in Verona, Alberto, di accertarsi dei miracoli che si attribuivano al C. e di documentarsi sul culto che gli era tributato (Regesta Honorii III, a cura di P. Pressutti, II, Romae 1895, ep. 4283, p. 122; Schiavo, pp. 270 s.). Per loro richiesta nei giorni 7, 8 e 9nov. 1223 il vescovo di Cremona, Omobono, iniziava le prime indagini che proseguivano poi, nel gennaio dell'anno successivo, a Vicenza. Il testo di tali inquisizioni, che costituiscono la fonte precipua per la vita del C., unitamente a una serie di testimonianze sui miracoli, è stato pubblicato, prima dal Sordi e poi dallo Schiavo, da una copia del 1764. Il processo non ebbe seguito e solo nel 1824 la Sacra Congregazione dei Riti approvò il culto del Cacciafronte.

Fonti e Bibl.: F. Barbarano de' Mironi, Historia ecclesiastica... di Vicenza, II, Vicenza 1652, pp. 5-11; B. Pagliarino, Croniche di Vicenza, Vicenza 1663, pp. 22 s.; Acta Sanctorum Martii, II, d. 16, Antverpiae 1678, pp. 490-498; F. Sordi, Vita del beato G. Sordi vescovo e martire di Vicenza, Cesena 1765; G. Labus, Vite dei due santi cremonesi G. de' Sordi Cacciafronte ed Eusebio abate, Milano 1825, pp. 5-30; A. Schiavo, Della vita e dei tempi del b. G. C., Vicenza 1866; G. Mantese, Mem. stor. della Chiesa vicentina, II, Vicenza [1954], pp. 189 ss.; Bibliotheca Sanctorum, III, pp. 626-28.

© Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Riproduzione riservata

SOURCE : https://www.treccani.it/enciclopedia/cacciafronte-giovanni-beato_%28Dizionario-Biografico%29/

Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi

ehemalige Kirche San Lorenzo in Cremona


Johannes Sordi

eigentlich: Johannes Cacciafronte

italienischer Vorname: Giovanni

auch: de Surdis

Gedenktag katholisch: 16. März

Name bedeutet: Gott ist gnädig (hebr.)

Ordensmann, Bischof von Mantua und Vicenza, Märtyrer

* 1125 in Cremona in Italien

† 16. März 1184 in Vicenza in Italien

Johannes war Benediktiner. 1155 wurde er Abt im damaligen Kloster San Lorenzo - heute Archäologisches Museum - in seiner Heimatstadt, 1162 wurde er als Gegner von Kaiser Friedrich I. Barbarossa und Anhänger des Papstes im Exil, Alexander III., verbannt. Nachdem die Auseinandersetzungen mit dem Kaiser sich beruhigt hatten und Alexander wieder in Rom residierte, wurde Johannes 1173 Bischof von Mantua, 1179 von Vicenza, wo er ermordet wurde.

Kanonisation: Johannes' Verehrung wurde 1824 vom Papst approbiert.

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Autor: Joachim Schäfer - zuletzt aktualisiert am 09.04.2023

Quellen:

• Lexikon für Theologie und Kirche, begr. von Michael Buchberger. Hrsg. von Walter Kasper, 3., völlig neu bearb. Aufl., Bd. 5. Herder, Freiburg im Breisgau 1996

korrekt zitieren: Joachim Schäfer: Artikel Johannes Sordi, aus dem Ökumenischen Heiligenlexikon - https://www.heiligenlexikon.de/BiographienJ/Johannes_Sordi.html, abgerufen am 17. 3. 2026

Die Deutsche Nationalbibliothek verzeichnet das Ökumenische Heiligenlexikon in der Deutschen Nationalbibliografie; detaillierte bibliografische Daten sind im Internet über https://d-nb.info/1175439177 und https://d-nb.info/969828497 abrufbar.

SOURCE : https://www.heiligenlexikon.de/BiographienJ/Johannes_Sordi.html

Vita, opere e morte del vescovo Cacciafronte, 31 Ottobre 2014 : https://salutidavicenza.it/giovanni-de-surdis-cacciafronte/