vendredi 26 janvier 2024

Bienheureux MICHAŁ KOZAL, évêque auxiliaire de Włocławek et martyr


Błogosławiony Michał Kozal współpatron diecezji bydgoskiej 


Bienheureux Michel Kozal

Évêque auxiliaire de Wloclawek (+ 1943)

Evêque auxiliaire de Wloclawek en Pologne, il fut déporté au camp de Dachau pour avoir défendu la liberté religieuse. Il y mourut après trois années d'internement. Il a été béatifié le 14 juin 1987, par le Pape Jean Paul II à Varsovie lors de la clôture solennelle du congrès eucharistique.

Un internaute nous signale que le bienheureux Michel (Michał) Kozal a été évêque de Wloclawek (Włocławek) et non pas de Wrocław (qui sous le nom de Breslau ne se trouvait pas en Pologne avant 1945). De même, 'Wladislawe' est une erreur de traduction puisqu'en latin, le diocèse de Wloclawek est dit 'diocesis Vladislaviensis'.

"Le bienheureux Évêque Kozal nous exhorte à nous comporter de façon digne de notre vocation humaine et chrétienne, comme des fils et des filles de cette terre, de cette patrie, dont il fut le fils." Homélie de Jean-Paul II le 14 juin 1999 à Lowicz.

Au camp de concentration de Dachau en Bavière, l'an 1943, le bienheureux Michel Kozal, évêque auxiliaire de Wloclawek et martyr. Pendant la seconde guerre mondiale, alors que la Pologne était soumise au régime nazi, il supporta, avec une patience invincible, pour la défense de la foi et la liberté de l'Église, trois ans de déportation jusqu'à la mort.

Martyrologe romain

SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/5393/Bienheureux-Michel-Kozal.html

Blessed Michaël Kozal

Also known as

Michał

Memorial

26 January

12 June as one of the 108 Martyrs of World War II

Profile

Born to a peasant family. Ordained a priest in 1918. Appointed auxiliary bishop of WloclawekPoland and titular bishop of Lappa by Pope Pius XII on 10 June 1939Arrested by the Gestapo on 7 November 1939 as part of the Nazi persecution of the Catholic ChurchImprisoned and tortured at Wloclawek, Lad, Szczeglin, Berlin and Dachau. Spent 21 months in Dachau, ministering to other prisoners and being abused by the guards. Martyr.

Born

27 September 1893 at Ligota, Wielkopolskie, Poland

Died

martyred on 26 January 1943 in the Dachau concentration camp, Oberbayern, Germany

Venerated

8 May 1987 by Pope John Paul II (decree of martyrdom)

Beatified

14 June 1987 by Pope John Paul II in Poland

Additional Information

other sites in english

Catholic Online

Hagiography Circle

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Wikimedia Commons

sitios en español

Martirologio Romano2001 edición

fonti in italiano

Dicastero delle Cause dei Santi

Martirologio Romano2005 edition

Santi e Beati

MLA Citation

“Blessed Michaël Kozal“. CatholicSaints.Info. 1 July 2023. Web. 26 January 2024. <https://catholicsaints.info/blessed-michael-kozal/>

SOURCE : https://catholicsaints.info/blessed-michael-kozal/

Bl. Michal Kozal

Feastday: January 26

Birth: 1893

Death: 1943

Beatified: Pope John Paul IIwith their strong faith, the identity of Catholics, thousands dying in the notorious concentration camps and extermination Germans. Pope John Paul II beatified him in Warsaw on June 14, 1987, during one of his first pilgrimages to their common homeland of Poland.

Michael Kozal was born September 25, 1893 in the small village of Nowy Folwark, parish of Krotoszyn, nell'archidiocesi Poznan in Poland. His parents were called John Kozal and Marianna Placzek, grew up and was educated in a large family, which was poor but very religious. Having demonstrated exemplary elementary school and an innate fondness for everything that was sacred, on the advice of teachers on April 27, 1905, he was entered in the gymnasium Krotoszyn, which he attended for nine years as always first class.

During the school he knew the clandestine Catholic organization "Thomas Zen Association," which opposed the policy of germanization in schools and which in recent years ginnasiali became president.

After Graduating in 1914, Michael Kozal enrolled in the seminar Leonium Poznan and his studies were affected by the outbreak of the First World War ended so ended in Gniezno, then he was ordained a priets in the cathedral on February 23, 1918.

SOURCE : https://www.catholic.org/saints/saint.php?saint_id=7534

Beato Michele Kozal Vescovo e martire

26 gennaio

Nowy Folwark, Polonia, 25 settembre 1893 - Dachau, Germania, 26 gennaio 1943

Nasce nel villaggio di Nowy Folwark, nell'arcidiocesi di Poznam, in Polonia, il 25 settembre 1893 da una povera e numerosa famiglia molto religiosa. Dopo il diploma, si iscrive al Seminario di Poznam ma, con lo scoppio della Prima guerra mondiale, è costretto a terminare gli studi in quello di Gniezno. Nella cattedrale di questa città viene ordinato sacerdote il 23 febbraio del 1918. Nel 1929 diventa rettore del Seminario e, dieci anni più tardi, il 12 giugno 1939, Pio XII lo nomina vescovo ausiliare di Wloclawek. Il 1° settembre dello stesso anno le truppe naziste invadono la Polonia e il vescovo Kozal diventa un punto di riferimento per la gente. Protesta energicamente, ma inutilmente, per i suprusi che la Chiesa deve subire e il 7 novembre viene arrestato insieme ad altri sacerdoti. Nel gennaio del 1940 viene trasferito nell'Istituto Salesiani di Lad agli arresti domiciliari, ma il 3 aprile 1941 è deportato nel campo di concentramento di Inowroclaw e, qualche giorno più tardi, in quello di Dachau. Ammalatosi di tifo, il 26 gennaio 1943 viene ucciso da un'iniezione letale praticata dai medici del campo. Giovanni Paolo II lo ha beatificato a Varsavia il 14 giugno 1987. (Avvenire)

Emblema: Palma, Mitra, Pastorale

Martirologio Romano: Presso Monaco di Baviera in Germania, beato Michele Kozal, vescovo ausiliare di Włocławek e martire: per avere assunto la difesa della fede e della libertà della Chiesa sotto il nefasto regime nazista, con invitta sopportazione rimase relegato per tre anni nel campo di sterminio della prigione di Dachau, finché coronò la vita con il martirio.

Il beato Michal (Michele) Kozal è uno dei tanti figli della Polonia, che testimoniarono con la loro forte fede, l’identità di cattolici, morendo a migliaia nei famigerati campi di concentramento e di sterminio tedeschi.

Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato a Varsavia il 14 giugno 1987, durante uno dei suoi primi pellegrinaggi nella comune patria la Polonia.

Michele Kozal nacque il 25 settembre 1893 nel piccolo villaggio di Nowy Folwark, parrocchia di Krotoszyn, nell’archidiocesi di Poznan in Polonia.

I suoi genitori si chiamavano Giovanni Kozal e Marianna Placzek, crebbe e fu educato nella numerosa famiglia, che era povera ma molto religiosa. Avendo manifestato esemplarità nelle scuole elementari e una innata predilezione per tutto ciò che era sacro, su consiglio degli insegnanti il 27 aprile 1905, fu iscritto al ginnasio di Krotoszyn, che frequentò per nove anni sempre come ‘primo della classe’.

Durante il ginnasio conobbe l’organizzazione clandestina cattolica “Associazione Tommaso Zen”, che si opponeva alla politica di germanizzazione delle scuole e di cui negli ultimi anni ginnasiali ne divenne anche presidente.

Diplomato nel 1914, Michele Kozal si iscrisse al Seminario ‘Leonium’ di Poznan e i suoi studi furono influenzati dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, li terminò a Gniezno nella cui cattedrale fu ordinato sacerdote il 23 febbraio 1918.

Negli anni successivi ebbe vari incarichi pastorali in alcune cittadine, i cui nomi sono così difficili per noi a pronunciare e leggere, facendosi apprezzare per il suo zelo e dedizione, completando nel contempo gli studi teologici con ottimi risultati.

Il cardinale Edmondo Dalbor arcivescovo di Gniezno, il 29 settembre 1922 lo nominò prefetto del ginnasio cattolico umanistico femminile di Bydgoszcz e nel 1927 lo nominò padre spirituale del Seminario Maggiore di Gniezno.

La sua opera sacerdotale e di guida spirituale, fu così proficua che il 25 settembre 1929 fu nominato rettore del medesimo Seminario, nonostante che fra tutti i docenti, egli fosse l’unico a non possedere i gradi accademici.

Trascorsero così dieci anni, contrassegnati dalla sua prudente ed esemplare guida verso gli alunni. Papa Pio XII il 12 giugno 1939 lo nominò vescovo ausiliare di Wloclawek con il titolo di vescovo titolare di Lappa; venne consacrato nella cattedrale della città il 13 agosto 1939.

Dopo pochi giorni il 1° settembre, le truppe naziste invasero la Polonia e scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, che tanta devastazione e orrori apportò al mondo intero. Mons. Kozal divenne punto di riferimento e di conforto per l’impaurita gente di Wloclawek e nonostante i pressanti inviti delle autorità polacche ad allontanarsi dalla città, egli tenacemente volle rimanere con il suo popolo ed amministrare la diocesi dopo la partenza il 6 settembre, del vescovo mons. Radonski.

Il suo servizio pastorale durò in tutto appena 22 mesi; i tedeschi entrati in città il 14 settembre, diedero inizio ad un sistematico smantellamento dell’attività ecclesiale, le pubblicazioni cattoliche furono soppresse, sequestrati gli edifici appartenenti a chiese ed istituzioni religiose, il clero arrestato.

Di fronte al terrore scatenato dai nazisti, il vescovo Kozal protestò energicamente ma inutilmente presso le autorità d’occupazione, per i soprusi fatti alla Chiesa. Ciò fece scaturire l’ordine di presentarsi alla Gestapo, fra l’altro veniva chiesto che le omelie fossero in lingua tedesca, ma lui non acconsentì e prevedendo un suo prossimo arresto, fece preparare una valigetta con l’indispensabile.

Infatti il 7 novembre 1939 fu arrestato insieme ad altri sacerdoti e rinchiuso nel carcere della città, dove subì anche la cella d’isolamento e sevizie. Il 16 gennaio 1940 fu trasferito con altri seminaristi e sacerdoti nell’Istituto dei Salesiani a Lad agli arresti domiciliari, da dove poté segretamente avere contatti con la diocesi e riorganizzare il Seminario.

Dalle sue finestre, poté vedere il passare delle folle dei deportati, perciò non si fece illusioni sulla sua sorte; anzi decise di offrire la sua vita a Dio per la salvezza della Chiesa e della sua amata Polonia.

Mentre altri ecclesiastici venivano deportati nei diversi campi di concentramento, mons. Michele Kozal fu lasciato a Lad insieme a sette sacerdoti ed un diacono; ma nonostante gli sforzi della Santa Sede per salvarli, il 3 aprile 1941 anch’essi furono deportati nel campo di concentramento di Inowroclaw, dove il vescovo riportò lesioni alle gambe e all’orecchio sinistro, per le torture inflitte loro dai nazisti.

Il 25 aprile del ’41 furono trasferiti nel famigerato campo di Dachau, al vescovo Kozal fu assegnato il numero identificativo 24544; alle sevizie giornaliere che subivano, in particolare i sacerdoti cattolici, si aggiunse un’epidemia di tifo, che colpì un enorme numero di deportati.

Anche mons. Kozal fu colpito dalla malattia in forma grave e il 25 gennaio 1943 fu trasferito insieme a suo cugino padre Ceslao Kozal, nella baracca dei malati denominata ‘Revier’; il giorno seguente venne visitato dai medici e il loro capo gli fece un’iniezione nel braccio destro e dopo qualche minuto mons. Kozal spirò.

La testimonianza del cugino è stata determinante, perché udì dal gruppo dei medici la frase: “Ora gli sarà più facile la via dell’eternità”. Non si sa quale veleno sia stato iniettato; il suo corpo il 30 gennaio 1943 fu incenerito nel forno crematorio di Dachau.

Nella cattedrale di Wloclawek è stata posta nel 1954 una lapide monumentale, che ricorda il martirio del vescovo Michele Kozal e di 220 altri sacerdoti della diocesi, morti nel campo di Dachau in Germania.
Il giorno della celebrazione liturgica del beato Michele Kozal è il 26 gennaio.

Autore: Antonio Borrelli

SOURCE : https://www.santiebeati.it/dettaglio/92092

jeudi 11 janvier 2024

Saint TOMMASO da CORI (FRANCESCO ANTONIO PLACIDI), prêtre franciscain et confesseur

 

Cori, il monumento dedicato a Sa Tommaso da Cori.


Saint Thomas de Cori

Franciscain italien (+ 1729)

Confesseur.

Il naquit dans le Latium, en Italie, près de Rome, d'une pauvre famille de paysans. Confié par ses parents à un chanoine de Cori qui éduquait des élèves, il découvrit la joie de servir le Christ et fut admis chez les franciscains. Sa bonté et sa fermeté, ainsi que son sens pédagogique, en firent un maître des novices puis l'animateur d'un couvent destiné aux retraites et récollections spirituelles. Après plusieurs années de ce ministère, ses supérieurs lui demandèrent de devenir prédicateur. Attaché à la maison de Civitella, il y vécut vingt années de prédication et de solitude, de gardien du couvent et de frère dévoué aux plus humbles tâches. Ses dernières années le clouèrent dans la souffrance. De la croix, il passa à la joie de la résurrection.

À Bellegra dans le Latium, en 1729, saint Thomas de Cori, prêtre de l'Ordre des Mineurs, admirable par son austérité et sa prédication et remarquable fondateur de retraites.

Martyrologe romain

SOURCE : https://nominis.cef.fr/contenus/saint/5942/Saint-Thomas-de-Cori.html

Saint Tommaso da Cori

Also known as

Francesco Antonio Placidi

Tommaso da Cori

Thomas of Cori

Memorial

11 January

19 January on some calendars

Profile

Spent his youth as a shepherdStudied philosophy and theology in ViterboItaly. Joined the Observant Franciscans in 1675Parish priest, assigned to Civitella, Italy. Known for his simple life, his strict observance of the Franciscan way, and his gifts of healing. His preachingconfessions and spiritual retreats, incarnated the evangelical counsel of the total gift of self to God and his fellow men.

Born

4 June 1655 in Cori, Latina, Italy as Francesco Antonio Placidi

Died

11 January 1729 at BellegraRomeItaly of natural causes

Venerated

1 August 1778 by Pope Pius VI (decree of heroic virtues)

Beatified

3 September 1786 by Pope Pius VI

Canonized

21 November 1999 by Pope John Paul II

Additional Information

Book of Saints, by the Monks of Ramsgate

Roman Martyrology

Saints of the Day, by Katherine Rabenstein

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Reading

“I’ll take care of myself and my flock I’ll take care of” (Ez 34, 11). Tommaso da Cori, a priest of the Order of Friars Minor, was the living image of the Good Shepherd. As a guide full of love, he has led the brothers entrusted to his care to the pastures of faith, always animated by the Franciscan ideal. In his monastery, he revealed his spirit of charity, showing available to all requirements even the most humble. He lived in the kingdom of love and service, according to the logic of Christ, as sung today’s Liturgy, “sacrificed himself, immaculate victim of peace on the altar of the cross, completing the mystery of human redemption” (Preface of Christ the King). Authentic disciple in the Poverello of Assisi, Saint Thomas of Cori was obedient to Christ, King of the Universe. He meditated and embodied in his life requirement evangelical poverty and the gift of self to God and neighbor. All his life appears as a sign of the Gospel, a testament to the love of the heavenly Father revealed in Christ and acting in the Holy Spirit, for the salvation of man. – Pope John Paul II in the canonization homily of Saint Tommaso

MLA Citation

“Saint Tommaso da Cori“. CatholicSaints.Info. 29 June 2023. Web. 11 January 2024. <https://catholicsaints.info/saint-tommaso-da-cori/>

SOURCE : https://catholicsaints.info/saint-tommaso-da-cori/

Saints of the Day – Thomas of Cori, O.F.M.

Article

Born in Cori, diocese of Velletri, Italy, in 1655; died 1729; beatified in 1785. Blessed Thomas began life as a shepherd in the Roman Campagna then became an Observant Franciscan in 1675. After his ordination to the priesthood, he was stationed at Civitella and spent the remainder of his life preachinpg and ministering in the mountain district around Subiaco (Attwater2, Benedictines).

MLA Citation

Katherine I Rabenstein. Saints of the Day1998. CatholicSaints.Info. 2 October 2021. Web. 11 January 2024. <https://catholicsaints.info/saints-of-the-day-thomas-of-cori-o-f-m/>

SOURCE : https://catholicsaints.info/saints-of-the-day-thomas-of-cori-o-f-m/

San Tommaso da Cori (Francesco Antonio Placidi) Sacerdote dei Frati Minori

11 gennaio

Cori, Latina, 4 giugno 1655 - Bellegra, Roma, 11 gennaio 1729

Nacque a Cori (Lt) il 4 giugno 1655 e venne battezzato con il nome di Francesco Antonio Placidi. A 14 anni restò orfano, facendosi così carico dell'intera famiglia. A 22 anni entrò nell'ordine dei Frati minori francescani, nel convento della Santissima Trinità in Orvieto, assumendo il nome di frà Tommaso. Per 5 anni fu allievo del celebre Lorenzo Cozza e nel 1683 a Velletri fu consacrato sacerdote diventando anche predicatore. Esercitò l'apostolato nella diocesi di Subiaco e in quelle confinanti con tale successo da essere indicato fin da subito come «l'apostolo del Sublacense». Le sue predicazioni furono raccolte in un volume manoscritto. Nel suo apostolato si distinse per la pratica esemplare delle virtù cristiane. Più volte durante la Messa ebbe diversse apparizioni. Compì anche alcuni miracoli. Ma il suo nome è legato soprattutto alla grande opera dei «Ritiri» dell'Ordine francescano. Seguendo l'esempio del beato Bonaventura da Barcellona, fondò i «ritiri» di San Francesco a Civitella (ora Bellegra) e a Palombara Sabina. Tommaso morì a 74 anni, nel 1729.

Etimologia: Tommaso = gemello, dall'ebraico

Martirologio Romano: A Bellegra nel Lazio, san Tommaso (Francesco Antonio) Placidi da Cori, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, insigne per l’austerità di vita e per la predicazione e illustre fondatore di eremi.

Nacque a Cori (Latina) il 4 giugno 1655 e al battesimo fu chiamato Francesco Antonio Placidi; già a 14 anni era orfano di entrambi i genitori, e così ancora ragazzo dovette mandare avanti da solo la famiglia. A 22 anni, sistemate in modo decoroso le due sorelle, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani, nel convento della SS. Trinità in Orvieto il 7 febbraio 1677, cambiando il suo nome di Francesco Antonio in quello di frà Tommaso.

Per 5 anni fu allievo del celebre Lorenzo Cozza e nel 1683 a Velletri fu consacrato sacerdote ricevendo nel contempo la patente di predicatore. Esercitò l’apostolato nella Diocesi di Subiaco e in quelle confinanti con tale successo e profitto per quelle popolazioni, da essere classificato come "l’apostolo del Sublacense".

Grande maestro di santità, espertissimo direttore spirituale, fu veduto più volte stare nel confessionale, "dalla mattina fino a sera" digiuno.

Le sue efficaci predicazioni furono raccolte in un volume manoscritto; era molto richiesto per l’assistenza spirituale al letto degli infermi. Aveva il dono di riportare la pace serafica fra persone in contrasto, operò per riformare i pubblici costumi.

Sin da novizio divenne esempio di perfezione cristiana e religiosa e come tale, specchio per i suoi confratelli, compreso quelli più anziani. Ancora in lui si condensarono tante altre virtù così come viene riportato dal "Sommario dei processi" istruiti per la causa di beatificazione: la povertà. Non volle mai accettare offerte per la celebrazione della s. Messa; l’umiltà, giunse perfino a farsi calpestare dai confratelli all’ingresso del refettorio; una grande pazienza nel sopportare continue tentazioni nello spirito e per una piaga in una gamba che lo tormentò per quarant’anni.

Pregava così profondamente assorto da sembrare fuori di sé e immobile come una statua. Gesù Bambino gli apparve più volte durante la celebrazione della Messa. Ebbe il dono dei miracoli, come la moltiplicazione di cibi, guarigioni, ecc., frequenti estasi, apparizioni di Gesù, della Vergine, di s. Francesco.

Ma il suo nome è legato soprattutto alla grande opera dei "Ritiri" dell’Ordine Francescano. Seguendo l’esempio del beato Bonaventura da Barcellona, fondò i ‘ritiri’ di S. Francesco in Civitella (ora Bellegra) e di S. Francesco in Palombara Sabina.

Scrisse le Costituzioni del Ritiro che si conservano ancora autografe a Bellegra, regole rigide di meditazione e vita religiosa; il Capitolo Generale di Murcia del 1756 le estese a tutti i ritiri dell’Ordine Francescano.

Molti venerabili confratelli compreso s. Teofilo da Corte passarono per il ritiro di Bellegra, che divenne così una fucina di aspiranti in santità.

Tommaso morì a 74 anni, l’11 gennaio 1729.

La causa di beatificazione fu introdotta il 15 luglio 1737, auspici le Diocesi di Subiaco, Velletri e Sabina.

Beatificato da papa Pio VI il 3 settembre 1786.

Canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 21 novembre 1999.

Autore: Antonio Borrelli

SOURCE : https://www.santiebeati.it/dettaglio/30800